Giro di boa


Giro di boa per la stagione dell'Olimpia che festeggia una grande qualificazione alle Top 16 di Eurolega, strappata con il cuore dopo una partenza ad handicap e una rimonta nobilitata dalla prima sconfitta stagionale inflitta al CSKA. 

Contemporaneamente si rammarica per la mancata qualificazione alle Final 8, sfuggita in sostanza per una sola vittoria mancata: non si può dire abbiamo sofferto in campionato lo sforzo europeo. La striscia negativa di 3 sconfitte con Bologna, Treviso e Roma è venuta nella pausa di fase iniziale europea, come se il calo dell'adrenalina data dal doppio impegno fosse più deleteria delle fatiche risparmiate. 

Andiamo a dare un voto ai protagonisti della stagione per arrivare a una valutazione complessiva dei risultati. 

Hawkins: 6,5 
E' sempre a un movimento offensivo automatico dalla vera grandezza. Purtroppo a differenza dei grandi scorer gli continua a mancare il movimento banale, noiosamente sempre uguale ma immarcabile che lo metterebbe ai vertici europei assoluti. Ancora troppo spesso la nostra manovra offensiva lo costringe ad inventare dal nulla, cosa che a volte gli riesce come nella cavalcata contro i russi o nella rimonta di Atene. Altre volte finisce sotto processo per non aver cavato il coniglio dal cilindro. 

 Thomas: 5,5 
Il problema non è l'attacco. A volte non siamo stati in grado di dargli i suoi tiri, altre volte era lui a sbagliare tiri che erano assolutamente nelle sue corde. Alla fine però è il secondo marcatore della squadra sebbene le percentuali siano le peggiori dei tre anni di A1. Il problema vero sono le fatiche difensive con il buon Giobbe che soffre praticamente tutti gli avversari diretti soprattuto se dotati di buon primo passo.  

Sangaré: 6,5 
Una bella sorpresa. Doveva essere fra le ultime risorse spendibili dalla panchina ma gli infortuni lo spingono in campo da subito. E lui dimostra buona tecnica, buona personalità e atletismo. 
 
Filloy: ng 
visto troppo poco ma le sensazioni non sono positive, soprattutto pensando che l'investimento fatto è importante. Per fare un paragone Stefano Gentile lo scorso anno era ancora acerbo per i massimi livelli ma in campo non sembrava spaventato. Filloy per il poco che si è visto è sembrato acerbo e soprattutto terrorizzato. 

 Mordente: 6,5 
il firestarter dell'animo pugnandi dell'Olimpia 08/09. Da non valutare per le cifre pure ma per la somma di intangibles che mette in campo nei momenti decisivi. In Eurolega vanta però un mostruoso 59,4% da 3. 

 Rocca: 6 
l'altro firestarter. L'energia delle sue giocate è sempre di esempio e di stimolo anche se anche qui le cifre pure lo condannano soprattutto nelle percentuali di tiro. 

 Sow: 6 meno 
colpito dagli infortuni, prima il piede, poi il naso non ha ancora trovato continuità. Quando schierato ha mostrato le sue indubbie doti atletiche ma anche scelte a volte molto naif soprattutto in difesa: va portato al 100% perché con le doti di passaggio di Vitali può diventare un fattore offensivo decisivo. 

 Bulleri 5: 
contavo potesse essere l'anno del suo riscatto, riportato a fare il guastatore dietro a Vitali e tolto dalle responsabilità e dai riflettori. Ma gli infortuni gli hanno tolto forse fiducia e a dispetto dell'impegno è involuto fino ai minuti di Atene in cui l'uomo con più esperienza di Eurolega sbagliava tutto come uno juniores. L'infortunio di Mordente gli da l'ultima possibilità di rivincita. 

 Vitali 6,5: 
il fulcro del progetto triennale ha superato non in scioltezza ma con buon piglio complessivo le difficoltà del trasferimento, dei riflettori puntati, del primo infortunio significativo della carriera e dei fischi. Vitali non è Magic Johnson ma è un giocatore di personalità, acerbo ma con ampi margini di crescita che di buono anzi buonissimo ha già fatto vedere di rendere al meglio sotto pressione. 

 Beard 6: 
Ha fatto il suo nel periodo più complicato prima di dover purtroppo tornare negli Stati Uniti. 

 Hall e Katelynas 5,5: 
E' un voto di reparto. Un reparto che ha sofferto sempre contro ali grandi che avessero gioco interno e imponenza fisica. Hall ha dimostrato di essere un giocatore tutt'altro che privo di qualità e infatti è il secondo giocatore del roster per valutazione media. Ma dell'ala grande non ha proprio i carismi, la mentalità e l'economicità di movimenti: è più facile segni dopo una serie di palleggi, finte e controfinte piuttosto che con un piazzato. Katelynas dopo un inizio stentato si è ripreso, più di Hall ha una idea del mestiere del 4 ma per qualità offensiva è inferiore all'americano e in difesa non ha comunque i chili per opporsi a certi avversari. 

 Bucchi 6 più: 
Nonostante gli infortuni che hanno reso difficile il lavoro di costruzione di una squadra completamente rinnovata è riuscito a mettere in campo una squadra coriacea, sempre "refuse to lose" e capace di mostrare una intensità difensiva collettiva non comune. 
Il problema è più sul lato offensivo a causa di un equivoco di fondo: Vitali non è il play ideale per il gioco di Bucchi che storicamente ha sempre giocato con un play prima opzione offensiva e top scorer. Hall e Katelynas sono i finti lunghi perimetrali che Bucchi ha sempre avuto ma Vitali sarebbe più efficace con 4 più classici e più amanti del pitturato. Il nostro gioco è spesso farraginoso e ci troviamo ad affidarci a Hawkins più spesso del necessario per cavare le castagne dal fuoco. 

 Le voci sulla nostra caccia a una point guard alla Hollis Price che sostanzialmente prima si mette in proprio e poi forse la passa fa pensare che la soluzione alle nostre difficoltà offensive la si vede nella scorciatoia del singolo talentuoso piuttosto che nella strada maestra del miglioramento collettivo. Non che questo tipo di giocatore non possa dare un contributo ma mettere tutto sul piano della pura inserzione di talento individuale può essere rischioso. 
Vedi la stagione Fortitudo con continui arrivi di giocatori individualmente straordinari e collettivamente imbarazzanti. 

 Togliere a Vitali responsabilità oggi potrebbe quanto meno significare capire più tardi se è l'uomo a cui affidarsi nel lungo periodo: uovo oggi o gallina domani? Personalmente cercherei un'ala forte il cui identikit esatto mi è ben chiaro ma purtroppo servirebbe quantomeno una macchina del tempo. 
Il giocatore ideale in questo momento per spirito, fisico, tecnica, passaporto e probabilmente anche costo sarebbe il Diego Fajardo del primo anno Armani. Insomma un lungo che sa fare il mestiere del lungo e quando serve tirare anche da tre senza per questo limitarsi a quello. Un inserimento meno roboante, un investimento più orientato a soldificare la squadra piuttosto che a renderla scintillante. 

Ma potrebbe anche darsi che di inserimenti grandi o piccoli non ne arrivino. La squadra all'altezza dell'Europa potrebbe anche avere le capacità di essere all'altezza dell'Italia.
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