Il panettone fa male


Di fronte a certe prestazioni la speranza è quasi quella che non facciano vita da atleti. Cioé che i nostri giocatori non si siano fatti mancare nulla e abbiano festeggiato alla grande Santa Lucia, Hannukah, Natale, Kwanza, S. Silvestro, un paio di compleanni e pure la Befana in anticipo.
Immaginarli strafogati di panettone affogato nel moscato o nella crema pasticcera almeno ci farebbe dire “Ah, ecco il motivo!”.

Ecco il motivo per cui abbiamo perso 3 partite di fila e soprattutto abbiamo perso quella più importante nella maniera peggiore. Con fischi finali meritatissimi perché si può perdere con questo scarto e tirando così male ma contribuire alla sconfitta sbagliando le rimesse più elementari, palleggiandosi sui piedi o perdendosi a polemizzare con gli arbitri vuol dire non esserci con la testa e con il cuore.

Ma non sappiamo se tutta o parte dell’Olimpia era, come capitava gli anni scorsi, a festeggiare il capodanno chez Adriano. Quindi motivi cosi lapalissiani non ne vediamo per questo crollo che ci offende nei modi prima che nelle proporzioni.
L’AJ gioca 5 minuti e poi svanisce. E svanisce senza nemmeno provare ad aggrapparsi a quanto di buono ha mostrato fino ad ora anche nelle sconfitte, tenacia, grinta e voglia di stare in partita. Forse non sarebbe bastato a battere una Roma ottima nell’aprire gli spazi per Gabini e Jaaber oltre i 6,25 ma perlomeno non avrebbe fatto addensare foschi presagi che per la prima volta in stagione hanno sostanza nei fatti.

Inevitabilmente si aprono degli interrogativi non assoluti ma pressanti sull’immediato. Andiamo con ordine:
Vitali: è più spento fisicamente oggi di quando è tornato dall’infortunio. Nelle ultime 3 partite è sembrato l’ultimo Coldebella per mobilità difensiva e offensiva con il problema di non avere ancora un decimo della sua malizia ed esperienza. Sta facendo un lavoro atletico particolare che lo appesantisce nel breve periodo? Ha altri problemi fisici?
In queste condizioni non da veramente niente alla squadra anzi: se come oggi non è in grado di attaccare dal palleggio nemmeno Brezec vuol dire che anche quello che sa fare meglio ovvero il pick’n'roll gli risulta difficile.

Thomas: oggi è tornato in doppia cifra ma i punti sono venuti da inizitive in penetrazione che sinceramente sono la cosa che meno ci rassicurano del suo gioco. Il problema è che quello che dovrebbe fare meglio, tirare da 3, alla fine lo fa male: nelle ultime 3 partite siamo a 4 su 19 e a preoccupare è il fatto che la metà degli errori sono open shots.
Nel basket attuale il suo 38% complessivo è poco soprattutto perché i suoi compagni tirano tutti peggio.

Sangaré e Bulleri: Una delle cose buone del periodo emergenziale era stato scoprire che Sangaré preso per fare il nono/decimo della situazione era un giocatore discreto e che schierato come play starter aveva un buon impatto tattico con le sue gambe fresche che permettevano di mettere subito pressione sui play avversari. Poi giustamente lasciava spazio a Vitali e Bulleri in momenti più topici dove il suo essere play “prestato” poteva creare difficoltà.
Da due partite lo starter è diventato Bulleri e la cosa lascia perplessi. L’ormai consunta questione se Bulleri possa mai essere più di un uomo di rottura viene riaperta da questa scelta e i risultati di oggi la chiuderebbero subito: 6 palle perse. E intendiamoci se oggi devo salvare qualcuno per il cuore tra i pochi salvati c’è il Bullo.
Solo che proprio non ce la fa, come testa, come letture, come feeling: Giacchetti gioca sporco e lui si interstardisce a voler far “vedere” i suoi falli agli arbitri finendo invece per perdere palle banali aspettando i fischi che non arrivano. Fa delle buone cose nel 3∞ quarto ma ad oggi, contando che la velocità di una volta è un ricordo, non si capisce cosa possa dare in apertura di partità più del francesino.

Hawkins: il migliore dei nostri nonostante fosse il sorvegliato numero uno. Veniva da due gare in cui è finito sulla croce per non aver chiuso il match con in mano le palle decisive e questo d’altronde è il limite di un giocatore che è un attaccante di sfondamento quindi generoso e caparbio ma non ha il cinismo del finisseur né gli automatismi dei grandi tiratori.
Qui il problema è che può anche andare bene che 3 attacchi su 5 finiscano nelle sue mani, quello che non va bene è la “pretesa” che che se la cavi completamente da solo. Cosa succede intorno ad Hawkins quando ha la palla? Poco o niente per cui o segna o se raddoppiato/chiuso gli sbocchi sono estemporanei e improvvisati.

Bucchi: la valutazione di un allenatore sulla sola partita è sempre parziale. Un allenatore può aver previsto e spiegato in anticipo tutto il match poi sul campo bisogna volere o saper eseguire.
Come note parziali diciamo che il quintetto di inizio secondo quarto aveva pochissimo senso: Vitali, Sangaré, Mordente, Katelynas e Rocca quando devi ricominciare sotto di 7 punti ti fa solo chiedere chi sarebbe il tiratore designato. E mettersi a zona per tentare il recupero contro una Roma in serata di grazia da 3 forse non era la scelta ottimale.
Sulla questione rimesse a caldo ti viene da chiederti se l’allenatore le insegna ma a freddo, essendo una questione di timing e di voglia di prendere la palla la patata bollente torna a chi è in campo.

E quindi che si fa ora? Non ho visto allenamenti e non so valutare più di quel tanto il clima della squadra, fino ad ora le partite vinte o perse mi dicevano che c’è qualcosa di solido nella chimica. Lo sbracamento di oggi è chiaro che mette in dubbio molte cose, sembra quasi che la squadra non voglia essere quello che sembrava essere ad oggi, tutta nervi, concentrazione e difesa. Come se il sacrificio collettivo fosse accettato nell’emergenza e ad oggi, al completo, si aspiri probabilmente a torto, ad altre dinamiche.
Io tornerei al lavoro tutti insieme ma valuto dall’esterno. C’è qualcosa di rotto che ha portato a questa sconfitta?

In alternativa c’è sempre la panacea del mercato e del cambio in generale. Che è la scorciatoia per tutte le situazioni e facendo ammuina i problemi si nascondono sempre almeno temporaneamente.

Oppure si ringrazia l’Epifania che tutte le feste le porta via…

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