Digital Divide


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Milano contro Caserta e sembra di tornare agli anni Ottanta e Novanta. Il ritorno dei bianconeri campani nella massima serie è una bella notizia perché Caserta è stata senza dubbi di sorta la più bella realtà mai espressa dal basket meridionale.
La creatura del cavalier Maggiò è stata per anni ai vertici, culla di grandi giocatori cresciuti nel suo vivaio e di tecnici importanti: inutile ricordare i Gentile o gli Esposito così come i Marcelletti. E’ un ritorno che per i tifosi biancorossi porta tanti ricordi, belli e brutti ma in ogni caso importanti nella storia del basket italiano.

Inutile anche dire come il PalaMaggiò sia da sempre un impianto molto più degno della Serie A rispetto al Pianella. Ma va notato come oggi si giochi al PalaMaggiò e sul finire del 2008 non si riesce nemmeno a garantire il netcast della partita sul sito della Legabasket.
E questo suoni come una accusa alla Lega tutta e in secondordine a Caserta come parte della Lega: il massimo campionato italiano deve essere in grado di fornire un certo tipo di copertura e di servizio altrimenti scivolerà pian piano ma inesorabilmente nell’oblio e nell’indifferenza.

Detto questo passiamo non alla fredda cronaca ma nemmeno alle dolenti note. Non perché non dispiaccia perdere ma perché c’è attualmente poco di scandaloso o di imprevedibile nelle fatiche biancorosse di inizio stagione.
Se mi trovo a dover costruire una squadra nuova, con giocatori nuovi, guida tecnica nuova e gli occhi puntati dell’opinione pubblica, spero e prego di non dovermi confrontare con continue assenze, infortuni e contrattempi che mi impediscano di capire e stabilire assetti, gerarchie e automatismi.

Tutto il contrario della nostra fase di preparazione, pessima proprio per la serie infinita di assenze, contrattempi, infortuni e magagne che ci troviamo ad enumerare. L’ultima tappa è l’infortunio alla mano di Bulleri che dopo l’impegno a mezzo servizio di oggi sarà assente per l’operazione correttiva, Vitali non ha fatto in tempo a sistemare la mano per trovarsi con problemi al ginocchio e, dulcis in fundo anche Sow ha trovato una botta al piede.

Gli infortuni fanno parte degli imprevisti del gioco ma è chiaro che perdere uno o più pezzi di un meccanismo in costruzione è diverso rispetto al perdere pezzi in un meccanismo già rodato.
A Milano manca gioco offensivo, è un problema evidente. Con Caserta per la prima volta abbiamo percentuali di tiro decenti (purtroppo vanificate da tiri liberi tirati pessimamente) ma ugualmente non superiamo quota 70 punti segnati.
Manca anche l’uomo con le capacità di rendere meno asfittico un attacco dalla manovra farraginosa: non c’è Gallinari e non c’è Jones che come Gallinari poteva essere un attaccante multiforme, slegato dal funzionamento degli schemi.

Io non credo che Milano sia una squadra da nemmeno 70 punti segnati di media: il tiro di Thomas è un arma efficace, il pick’n'roll di Rocca anche, l’atletismo di Hawkins idem come quello di Sow, l’arresto e tiro di Bulleri, la velocità di Sangarè non sono inefficaci.
Però sono, come dire, armi specialistiche da innescare con cura e tempismo: non puoi usare un mortaio per colpire a 2 metri o una pistola per sparare a un chilometro.

Il giocatore alla Gallinari o alla Jones me lo immagino invece come un Gundam che ha un cannone, ma anche le mitragliatrici, la spada laser e pure i cazzotti esplosivi: dove lo metti, come lo metti questo è pericoloso, può segnare e può sbrogliarti la situazione.
Quel tipo di giocatore, con quel tipo di armi ad oggi non l’abbiamo e purtroppo non abbiamo nemmeno la capacità di dispiegare le nostre armi singole nei tempi e nei modi giusti. Mi stupirei piacevolmente del contrario visto che ad oggi non abbiamo giocato praticamente un match con il nostro backcourt pensante al completo e sano.

L’Armani fino ad ora ha dimostrato di poter difendere bene, tutti insieme e con grinta: due volte su tre non è stato sufficiente ma è una base dalla quale secondo me si parte sempre bene nel lungo periodo. Ci possono essere molte critiche anche giustificate da fare sulle singolarità ma sinceramente mi sembrerebbero ingenerose quando non hai ancora potuto vedere il meccanismo completo in cui queste individualità dovranno inserirsi.

Intendiamoci, se dopo una preparazione senza problemi e infortuni i primi risultati fossero questi sarei il primo ad essere perplesso. Ma questa non è la nostra situazione. Siamo una squadra in difficoltà che purtroppo perde ma per fortuna non sbraca, giudichiamoci quando l’infermeria non sarà più un problema pressante.

Finisco con un messaggio per i tromboni che vogliono spiegare che siccome abbiamo preso 26 punti dal CSKA si stava meglio quando si stava peggio: l’anno scorso il CSKA ha giocato 23 gare di Euroleague, in 7 di queste ha avuto uno scarto medio positivo di 26,6 punti, in altre 3 gare tra i 10 e i 20 punti di margine lo scarto medio positivo è stato di 18 punti, in altre 5 sotto i 10 punti di margine lo scarto medio positivo è stato di 8 punti.
L’anno prima 15 partite su 25 hanno avuto uno scarto medio positivo per i russi fra i 17 e gli oltre 20 punti.
Ovvero sono due anni che il CSKA distribuisce schiaffi al 70% delle squadre europee: dov’è lo scandalo? Probabilmente come la bellezza, sta nell’occhio di chi guarda…

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