Il richiamino di Giustino


Spiace perché Giustino Danesi risulta simpatico nonché di ottime letture e ascolti. 
Però sospetto sempre di più che per il secondo anno consecutivo abbia portato ai playoff una squadra atleticamente opaca in vana attesa di un chimerico picco di forma.

"Dopo questa sessione di pesi vedrai che gambe esplosive!"


Sospetto chiaramente indiziario ma con indizi che continuano ad accumularsi.
Partiamo da un dato di fatto: rispetto all'anno scorso nuovo coach e 11 giocatori nuovi che quindi costituiscono variabili e non costanti.
Costante è invece che, raggiunto il primo posto matematico in regular season, in questa come nella passata stagione, ci si è dedicati subito a un lavoro atletico che, in teoria, avrebbe l'obbiettivo (condivisibile e sensato) di evitare i problemi della stagione 2013-2014 in cui la cavalcata in Eurolega restituì un'Olimpia playoff davvero vicina alla riserva.

Lavoro ampiamente pubblicizzato che porta due sconfitte immediate quest'anno (segnando 71 e 50 punti) come l'anno scorso (segnando 64 e 57 punti). Segue ripresa nelle 3 gare successive, con qualche perplessità ma con la fiducia (illusione?) che il famoso picco di forma stia maturando.

L'anno scorso i quarti sono pressoché una formalità perché la Virtus Bologna è davvero poca cosa: 93 punti segnati e 117 di valutazione di media. Più arduo quest'anno perché Trento ha spessore diverso e bravi noi a esorcizzare un avversario che ci aveva messo in difficoltà: in entrambe i casi però è 3 a 0 e una settimana per affinarsi con il famoso picco che continua ad avvicinarsi (kinda…).

Semifiniti?

Poi arrivano le semifinali: l'anno scorso all'intervallo di gara 1 Milano è avanti 49 - 42 ed è 68 - 64 a fine terzo quarto. Poi prende un parziale di 20 - 7 nell'ultima frazione e affonda con Sassari che (come Venezia…) ha giocato una gara in più nella serie precedente.
Quest'anno 43 - 38 all'intervallo, terzo quarto da 28 a 10 subiti e soprattutto una mollezza diffusa dalla quale il solo Sanders (che non ha giocato gara 3 a Trento) sembra esente.

Certo, si può disquisire di tante lacune tecniche. O dire che Repesa come Banchi ha limiti di gestione e rotazioni. Ma a me restano soprattutto in mente i riflessi appannati, la difficoltà a saltare l'uomo o a tenerlo, i tiri corti, l'esplosività assente, il post basso pigro con tutti immobili intorno.
Tutti i sintomi di una squadra non brillante e in difficoltà anche con un avversario che non ha certo la stessa esuberanza fisica della Dinamo.

E' la mente che affossa il corpo? Accetto l'ipotesi ma resto sul mio sospetto: è un fisico stremato (che stremato non dovrebbe essere…) che annebbia anche la mente e le scelte…

Mi dia del torto, per favore

La speranza? Che io abbia torto. Anzi torto marcio…
E da sabato Milano sia in forma esplosiva e dominante davanti e dietro, difesa e contropiede, palle vaganti e rimbalzi presi per "superiorità"

E' l'unica soluzione visto che non possiamo nemmeno accedere alla devozione a Santa Percentuale considerato che dal 28 febbraio in poi (match con la Virtus Bologna) l'Olimpia tira da 3 con la media del 26,9%.
Che è poco ma sempre di più del 22% con cui affondammo nella serie con Sassari l'anno scorso…

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