Della dimensione europea son piene le fosse


Ad Eurolega chiusa ed Eurocup imminente vale la pena tornare sul tema già trattato in Generazione No Euro.
Ovvero la strana convinzione che l'andamento europeo di Milano sia "scandaloso", praticamente "offensivo" per il basket italiano.

Lo facciamo a partire da due post dal blog di Giuseppe Nigro, giornalista senese ora in area Gazzetta dello sport. Il quale ci ricorda che mentre Milano nell'era Armani ha vinto solo il 37% delle partite giocate in Europa, Siena da Ataman in poi in Europa ha avuto il 57% di successi.
Questo consente a Nigro di dirci che:

Non è questione di dire quanto è stata brava la Mens Sana (parlano i risultati). E' per dire che nessuno ha capito come si costruisce un'eccellenza. Fino ad alcuni anni fa il basket italiano ne esprimeva una, oggi no. L'inadeguatezza di chi dovrebbe crearne di nuove è ormai manifesta.


Ma è proprio impossibile capacitarsi di quanto i nuovi aspiranti padroni del basket italiano non abbiano colto uno dei fondamentali della più lunga dinastia vincente del basket italiano, che dal confronto europeo traeva quel gusto per la sfida epica e quella aspirazione a far meglio che il campionato italiano dà sempre di meno. Non sanno cosa si perdono. Lo capissero, sarebbero già a metà dell'opera.

Ogni vittoria europea di Siena al modico prezzo di 176.434€

Le cifre non si discutono: cosa dire del confronto fra il 57% di vittorie contro il 37%? Al massimo possiamo parlare di altre cifre, sempre fonte Nigro e quindi inconfutabili.
Quando Siena fallisce (passati nemmeno tre anni dall'ultima Final 4 di Eurolega) ha un disavanzo in bilancio di 23.289.289€ (in lettere ventitremilioniduecentoottanovemiladuecentoottantanove Euro) dato dalla somma di 5.482.023€ di passivo a cui sommare 17.807.266€ di debiti con l'Erario causati da quella "virtuosa" (tutto a Siena era virtuoso, non dimentichiamocelo…) gestione finanziaria made in Minucci che era alla base di tutto, dimensione europea compresa.

Possiamo dunque ben dire che ognuna delle 132 vittorie europee di Siena ha prodotto figurativamente un disavanzo di 176.434€. 
Per essere grande protagonista non del Novecento ma del basket europeo Siena perdeva ad ogni vittoria l'epica cifra di cui sopra. 

Ed è quello che manca al basket italiano di oggi secondo Nigro, nessuno ha l'aspirazione di buttare soldi dalla finestra per avere una grande dimensione europea. 
Sono d'accordo, anzi direi che è un problema proprio dell'Italia: tutti, anche nella vita quotidiana, dovrebbero seguire l'esempio di Siena e vivere per 10 anni viaggiando in Ferrari e pasteggiando a caviale per poi finire a dormire sotto i ponti mangiando alla Caritas.
Ma vantandosi di aver avuto una grande dimensione europea…

Alcune coincidenze di dimensioni europee

Le squadre italiane che negli ultimi 15 anni di Eurolega hanno avuto una dimensione di vertice (almeno una Final 4) sono tutte, senza esclusione, passate poi per fallimenti, retrocessioni o chiusure con livelli vari di malversazione: in ordine cronologico Virtus Bologna, Fortitudo Bologna, Treviso e infine Siena.
Mettiamoci pure Roma che dell'Eurolega fu una delle squadre fondatrici.

Un caso? Direi di no. Invece di cianciare di sfide epiche e altre fregnacce basterebbe rendersi conto che il vertice del basket europeo è fatto di realtà che sono tutte varianti del panem et circenses a fondo perduto.
Gli oligarchi russi, greci e turchi, la squadra nazione israeliana, le spagnole esponenti dei vari localismi castigliani, catalani e baschi: nessuna di queste realtà è "sana" o "sostenibile" e competere con loro vuol dire adottare la stessa logica di spesa, insostenibile al di fuori del loro specifico ambiente.

L'unica vera Cenerentola di questi anni è stato il Partizan del 2010 che ugualmente si è trovato in serie difficoltà economiche 5 anni dopo.
Quindi cosa a vuol dire "costruire eccellenze"? Indebitarsi?

L'ego di Armani

L'ego di Armani non ha evidentemente bisogno del basket. 
Ne aveva bisogno l'ego dei vari Cazzola, Madrigali, Seragnoli, Gilberto Benetton, Minucci, un bisogno che giustificava qualsiasi spesa presente e debito futuro.
Ma non ne ha bisogno certo uno che viene scelto come secondo nome di battesimo perché è una icona planetaria.

Questo per chiudere il discorso sul fatto che Armani in pratica e non solo in teoria potrebbe spendere per avere la suddetta dimensione europea senza nemmeno il rischio di fallire: lo potrebbe fare ma non ne ha nessun bisogno…

Il migliore dei mondi possibile non è così migliore

Detto questo, è innegabile che il bilancio europeo di Milano nell'era Armani avrebbe potuto essere migliore ma di quanto? Diciamo il 47% di vittorie invece che il 37%?
Che è il bilancio di Luca Banchi nel suo biennio, un bilancio europeo onesto ma vanificato dallo spreco fatto nelle competizioni italiane.

Perché  il vero "scandalo" di Milano rimane l'Italia, non certo l'Europa: se qualcuno dei vari Bucchi, Scariolo e (soprattutto) Banchi fosse stato convincente in Italia forse avrebbe potuto anche avere il tempo per fare meglio anche in Europa.

Dove meglio rimane sempre una onesta comparsata con sporadici exploit…
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