Scusate il sandalo


Dopo 3 partite ufficiali nella stagione biancorossa, scusate il sandalo mi sembra un buon riassunto della situazione, sia nel bene che nel male.

Nel male riassume bene una squadra che per molti aspetti è sembrata ancora balneare, un po' imballata dalla preparazione fisica, un po' impegnata a trovarla la condizione fisica fra infortuni e acciacchi vari e un po' impegnata a conoscersi, studiarsi e capirsi soprattutto in attacco.

Nel bene è un chiaro omaggio alla calzatura preferita da Linas Kleiza, la nota sicuramente positiva di questo inizio. Lo premiano le cifre ma soprattutto il coinvolgimento dimostrato, rassicurante rispetto ai timori di "pensione dorata" espressi al suo arrivo.

Supercoppino e torrone morbido

In quel di Sassari, nel flop totale di sede e formula della Supercoppa 2014, l'atteggiamento dell'Olimpia è stato inaccettabile come dichiarato dal neo presidente Olimpia omonimo di un nostro ex giocatore? 
Mah… no, a meno che "inaccettabile" abbia assunto un nuovo significato: è stato più un mix di evidenti qualità (che generano aspettative legittime), innegabili problemi fisici e/o assenze e di qualcosa già visto lo scorso anno ovvero una certa propensione al blackout offensivo.
Se è "inaccettabile" il blackout del primo quarto con Sassari ad ottobre, inaccettabilissimi furono i blackout dello scorso anno in fasi più avanzate della stagione: tipo a Cantù, con Sassari in Coppa Italia, il suicidio con il Maccabi, Pistoia, ancora Sassari oppure con Siena in finale…

L'anno scorso e forse ancora di più quest'anno non sono certo gli attaccanti a mancare per cui viene automatico dire, per facile riduzionismo, che manchi il gioco offensivo.
Più corretto dire, proprio ripensando allo scorso anno, che il nostro gioco difficilmente trova fluidità e coralità senza brillantezza fisica e senza un adeguato periodo in cui il branco-squadra si è annusato, soppesato, conosciuto e accettato.

Può non piacere ma è illegittimo aspettarsi altro da quella che, come l'anno scorso, sarà una squadra di Banchi, con pregi e potenziali difetti ormai noti.
A Cremona appunto difesa anche di pregio e attacco farraginoso dove si è fatto peggio quando si è cercato di giocare insieme e meglio quando ha prevalso la soluzione individuale.
Sempre ripensando allo scorso anno, facile che si tiri fuori, sempre per facile riduzionismo, l'assenza di Hackett ma le due gare di Supercoppa non mi sembrano una testimonianza sufficiente per continuare a dargli la patente di deus ex machina del nostro gioco.
Dopo Kleiza il più costante per rendimento è stato Ragland (che pure non amo come tipologia di giocatore) e, per il poco che si è visto, Meacham non sembra dannoso: insomma problemi collettivi e non mancanze dei singoli.

Più kebab, più gioco?

Sto con Banchi quando dopo Cremona ha detto che la prestazione in campionato non è automaticamente un fosco presagio per l'Eurolega che inizia venerdì in trasferta con il Fenerbahce.

Mi aspetto, come l'anno scorso, una Olimpia "femmina" (per dirla alla Brera) o "non borghese" (per dirla alla Banchi), più brava a sgambettare avversari più forti "reagendo" ai loro attacchi che a imporre una propria eccellenza.
Molto probabile che a Istanbul sarà la squadra di Obradovic a "fare la partita" dovendo riscattare lo 0-2 dello scorso anno e una stagione europea deludentissima e molto sperabile che l'Olimpia sappia fare la judoka.

Nel bene e nel male sarà il primo vero feedback sulla stagione appena iniziata: che il sandalo sia con noi…


Comments