Problema Uno, Problema Due


Dopo questo secondo trittico di partite (sconfitta di misura a Istanbul, vittoria più rotonda che autoritaria con Trento, sconfitta netta con il Barcellona in casa) ci si può concedere qualche minuto di nostalgia per Keith Langford e Curtis Jerrells.
Non certo perché si possa già stabilire che i loro sostituti siano inferiori ma solo considerando che abbiamo perso due giocatori che avevano ormai una chiara percezione del proprio ruolo e status in Eurolega: percezione che sembra ancora lontana per Marshon Brooks e più ancora, a mio parere, per Joe Ragland.

Problema n. 1

Joe Ragland è alla terza stagione europea quindi possiamo dare per assodato che abbia superato qualsiasi problema di adattamento. Abbiamo imparato a conoscerlo come tipico esempio di nano razzente che tiene tanto il pallone per andare poi a segnare tanto, efficace sia in entrata che dall'arco.
Sulla carta insomma un giocatore ideale per Banchi che ha bisogno dai suoi portatori di palla capacità realizzative anche e soprattutto, se e  quando rimangono con il cerino in mano. Se un dubbio c'era, era sull'impatto con l'Eurolega

E Ragland con l'Eurolega sembra proprio essersi scontrato. Non tanto in difesa quanto in attacco dove, non creandosi vantaggio, non lo crea nemmeno per la squadra: un Ragland che non batte l'avversario è poi un Ragland che "scopre" le sue brutte qualità di passatore dove per passaggi non si intendano gli scarichi.

Problema n. 2

Per Marshon Brooks il quesito sulla sua esatta percezione di dove sia arrivato è inevitabilmente ancora aperto. Che il suo bagaglio offensivo, assist compresi, sia praticamente sterminato non mi sembra discutibile.

Il problema è che sembra (temporaneamente?) sbagliare nella maggior parte dei casi lo strumento da utilizzare estraendolo dal suddetto bagaglio: per capirci sembra uno che cerca di imbiancare una parete con la stilografica o di firmare un assegno con la pennellessa…
Quello che non aiuta nell'apprendimento è che essendo di fondo un virtuoso naturale sia della stilografica che della pennellessa gli capita anche di portare a termine il compito pur con lo strumento sbagliato.

Il problema vero sta però in difesa. Non ricordo a memoria nessun giocatore così estensivamente naïf, nel senso di non essere proprio a conoscenza di cosa deve fare e non fare…
Forse ma solo forse gli riesce qualcosa nel puro uno contro uno ma basta che ci siano blocchi o traffico o peggio ancora movimenti senza palla dell'attaccante per rimanere tra lo spiazzato e il basito.

Problemi derivati

Alle sconfitte di Milano riemerge sempre il discorso del non-gioco di Banchi. Ma detto da uno che non è mai stato un suo fan, sono discorsi senza senso o meglio "inutili" e ribadisco ancora una volta il perché.

Perché Trenton Meacham che l'anno scorso fece una Eurolega consistente con Nanterre battendo lo stesso Barcellona colleziona due N.e. a fronte appunto di un Ragland tutt'altro che incisivo magari proprio per mancanza di esperienza? Perché evidentemente le sue doti di giocatore d'ordine, che cerca prima il passaggio e la sponda sono ritenute meno "produttive" all'interno della nostra filosofia di gioco che, come detto sopra ha bisogno di una point guard (o esterni in generale…) prometeica. (Verrebbe da chiedersi perché prendere un giocatore che in realtà non "vuoi" ma magari la questione Rasic la riapriremo più avanti)

Senza esterni che accendano il fuoco non riusciamo poi a coinvolgere sugli scarichi Kleiza che "scompare" in Eurolega rispetto al campionato non solo per la differenza di livello dei suoi avversari diretti. A controprova va invece rilevato come Samuels abbia cifre simili in campionato (18,5p con il 52,6% +12r in 29' abbondanti) ed Eurolega (11p con il 57,1% + 8r in 23') soffrendo meno "l'assenza di gioco": la palla in post basso non prevede costruzioni complesse per arrivare lì.

Problema difesa?

Facciamo un flashback al debutto europeo dove Milano ha giocato sicuramente meglio e dove non è stato sicuramente casuale che il contributo di Ragland e Brooks senza essere scintillante è stato quantomeno esistente.

In una partita persa di 3 punti difficile dare la colpa della sconfitta ad episodi specifici: il mio feeling è stato che la sconfitta in generale sia arrivata per la difficoltà nel fare canestro. Feeling che potete rubricare sotto la elle di lapalissiano ma è lo stesso feeling dell'anno scorso: i 77,5 punti subiti sono migliorabili ma ancora di più i 68,5 segnati.
Considerato il 52% da 3 il Barcellona con noi ha segnato poco, meno degli 83 del debutto europeo e meno degli 85 di media in ACB.

Insomma altra banalità già detta l'anno scorso: si chiama palla a canestro per un motivo…

Le alternative bastano?

Milano ha delle alternative a problema uno e problema due con le caratteristiche delineate sopra. Ad esempio Daniel Hackett che sicuramente è stato il migliore per Milano contro il Barcellona e non solo perché è stato il miglior marcatore. Il problema potenziale è che Daniel è un agonista ma non è un attaccante puro e nemmeno un tiratore quindi non è certo che porti sempre punti.

L'altra è Alessandro Gentile che però sta producendo tanto (ieri la somma degli 11 punti personali e dei 18 derivati dai suoi assist ci dice che il 46% della nostra produzione offensiva è passata dalle sue mani) sbagliando tantissimo: ieri pessime percentuali al tiro e nessuna palla persa, con il Fenerbahce meglio al tiro ma 4 palloni persi.

Insomma c'è poco da disquisire: per l'Europa, nella contingenza della prossima partita con il Bayern, l'urgenza di risolvere almeno per una sera uno dei due problemi mi sembra evidente.
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