Looking back in anger to Luca Banchi


Benché il suicidio perfetto che è stata la stagione 2014-2015 dell'Olimpia porti la sua firma e il suo timbro in ceralacca, l'esultanza per la separazione da Luca Banchi mi sembra un po' fuori luogo o quantomeno fuori tempo massimo.

Una stagione Olimpia preparata con lunghe sedute video


Nel senso che Luca Banchi a Milano è stato fedele a Luca Banchi e trovarlo deludente, o meglio, inadeguato solo adesso è un po' troppo facile. Pregherei la regia di far partire i fuochi d'artificio del "iolavevodettismo" e nel contempo agevolo il link a quanto scrissi in occasione del suo arrivo.

Vedo, prevedo, stravedo

All'epoca notavo come Luca Banchi arrivasse all'Olimpia con la peggiore percentuale di vittorie in carriera fra i coach della nostra storia. Quasi per contrappasso chiude i due anni a Milano come leader statistico di questa voce: 51 su 60 in regular season pari all'85% di vittorie, superiore anche al 73% di Peterson giusto per limitarci all'epoca playoff.

Ecco… i playoff:  Luca Banchi in due anni di campionato italiano perde un totale di 20 partite su 88 disputate, un apparentemente ottimo 22% di sconfitte.
Il problema è che il 55% di queste sconfitte arriva nei playoff e se andiamo ad aggiungere Coppe Italia e Supercoppe arriviamo a un totale di 23 sconfitte su 94 partite; in teoria un sempre ottimo 24% in pratica un meno esaltante 60% delle sconfitte totali che maturano in gare decisive per l'assegnazione di un qualche titolo.
Insomma, quando conta, la Milano di Luca Banchi è una squadra con il 58% di vittorie (20/34) ovvero una squadra tutt'altro che dominante, giusto in linea di galleggiamento.

Scegliere fra Bucchi, Scariolo e Banchi magari oggi suona un po' come la scelta fra crocifissione e lapidazione in Brian di Nazareth ma è giusto dire che almeno Banchi uno scudetto l'ha portato a casa. Però le cifre che abbiamo riportato sopra ci dicono che Banchi è stato il "peggiore" nell'infliggerci una spirale di illusione e disillusione/delusione: due stagioni a far "credere" di essere fortissimi per poi arrancare o crollare miseramente in prossimità dei vari traguardi.

Per quale motivo?

Esco dalla mia palestra ed ho molta paura

Nessuno ha mai potuto negare che Luca Banchi fosse un grande lavoratore in palestra dove tutti hanno sempre parlato di di grande intensità e attenzione nel lavoro quotidiano. Da una parte i record di cui sopra non possono che essere frutto di questo lavoro, dall'altra anche i ruzzoloni quando contava sembrano figli dello stesso (super?) lavoro.

Perchè dopo 2 anni mi sono confermato nell'opinione che Luca Banchi sia appunto un coach gran lavoratore ma gran lavoratore anche perché  ansioso e alla lunga ansiogeno. Si lavora tanto perché ci si sente sempre in difetto e alla fine più che costruire consapevolezza e forza si demoliscono sicurezze: Milano è arrivata per due anni ai playoff mentalmente debole, mai con lo swag di chi era convinto di essere indubitabilmente più forte.
Come se il tarlo "Non siamo forti, non siamo pronti, non facciamo bene quello, non sappiamo fermare quell'altro, tizio è scarso, caio non ha il dna vincente, non posso mai togliere sempronio" intorno a maggio / giugno sbucasse dopo aver consumato tutto l'interno.

L'Eurolega se volete è una cartina al tornasole soprattutto nel primo anno: Milano ha giocato alla grande quando era oggettivamente e soggettivamente underdog, mai quando doveva sentirsi forte.
Pensate alla conduzione banchiana delle partite: quando la partita usciva dai binari lungamente rimuginati in allenamento irrompeva subito il terrore, curabile solo con l'abuso di giocatori feticcio (Samuels, Moss, Hackett). Sembrava subito che qualsiasi avversario avesse capito che eravamo battibili come, intimamente, noi già sapevamo.

Da Jesi a Milano e ritorno

Mentre la regia fa partire il gran finale in cui "Io l'avevo detto" verrà disegnato nel cielo dalle Frecce Tricolori, linkiamo come due anni fa il secondo tempo supplementare di Jesi - Ferrara nei playoff di A2 del 5 maggio 2006.
La Jesi di Luca Banchi prima si fare recuperare un vantaggio di 18 punti poi nei supplementari perde in casa nonostante a 2'30" dalla fine sul 109 pari si trovi a giocare 5 contro 4 e 1' dalla fine sul -4 addirittura 5 contro 3.

Dopo 9 anni Luca Banchi è rimasto Luca Banchi, un coach che, alla fine, non è in grado di vincere in situazioni di chiaro vantaggio tecnico, che sia giocare con 2 uomini in più o con la squadra di gran lunga più forte del campionato.

Tifava Olimpia da bambino e ci ha riportato lo scudetto e per questo, un giorno,  non ci guarderemo indietro con rabbia ma oggi chiudiamo giustamente 2 anni sostanzialmente "sprecati" per un errore di valutazione dei soliti noti.
Soliti noti che per fortuna sono ritornati a garantire uomini veri e risarcimenti ai debiti con i tifosi…

Comments