Ok, il prezzo è giusto: il variable ticketing dell'Olimpia


Qualche giorno fa l'Olimpia ha pubblicato un articolo (secondo me troppo poco valorizzato dagli addetti ai lavori) in cui ha riportato il dettaglio di spettatori e incassi di Eurolega e Campionato fino al termine del girone d'andata.
Dico poco valorizzato perché innanzitutto non ricordo una simile trasparenza con questi dati nel recente panorama italiano. In seconda battuta è vero che molti hanno rimarcato il vero successo di questo ultimo anno e mezzo ovvero il boom di spettatori e abbonati ma non ricordo molti approfondimenti sul metodo dietro al successo.

Il variable ticketing

In breve: su impulso dell'Eurolega l'Olimpia ha adottato un approccio che negli Stati Uniti è ormai prassi comune  nelle leghe sportive, professionistiche e non.
Si tratta del cosidetto Variable ticketing che, in parole povere, significa variare il prezzo dei biglietti di ogni singola partita considerando una serie più o meno ampia di variabili correlate: tipo avversario, orario, momento della stagione, strisce vincenti, strisce perdenti, celebrazioni, anniversari, diretta televisiva, etc.

Magari suona come la scoperta dell'acqua calda ma in generale in Italia siamo ancora abituati a pensare a un unico prezzo: la partita costa X a prescindere dall'avversario, magari costa X per 2 nei playoff per lucrare sulla domanda ma senza un reale approccio analitico.
Nel variable ticketing invece si tratta di trovare sempre il punto d'incontro fra offerta e domanda, soprattutto quando la domanda in realtà non esiste. Ovvero gara 7 di finale si vende da sola, la regular season con Pesaro invece come si vende? 

La variabile Season Ticket Holders

Una variabile che non abbiamo citato sopra ma è importantissima è quella del rapporto con gli abbonati. Ovvero il variable ticketing non deve mai "irritare" gli abbonati dandogli l'impressione di essere stati "fregati".
Quando l'Olimpia cominciò ad adottare questo approccio due anni fa fece alcuni errori grossolani (i famosi biglietti "svenduti" su Groupon) ma oggi, come vedremo analizzando le cifre, la sensibilità su questo tema sembra decisamente cresciuta.
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