Lo schema Pelé e altri patemi dell'Olimpia


Ricordate Fuga per la vittoria?
C'è una scena in cui Michael Caine nella parte dell'allenatore si dilunga alla lavagna, disegnando indicazioni tecniche per tutta la squadra che deve attaccare con equilibrio, intelligenza e senza affidarsi solamente alla corsa individuale.
Ad un certo punto si alza Pelé - Fernandez che chiede se non sarebbe meglio se il portiere gliela passasse e poi ci pensava lui: dribblo, dribblo, dribblo e poi segno…"Facile!"

Pelé disegna la sua interpretazione della mezza ruota di Gomelski
Pelé disegna la sua personale interpretazione della mezza ruota di Gomelski

Lo schema Pelé e la mezza ruota

Lo schema Pelé mi è venuto in mente dopo i 58 punti ripetuti da Milano nelle Top 16, ricordando come sia nel 2012-13 che nel 2013-14 Banchi ha allenato il giocatore premiato a fine stagione con l'Alfonso Ford Trophy di miglior marcatore dell'Eurolega.
E se ci mettiamo anche l'ultimo anno di assistentato a Siena arriviamo a tre: nell'ordine McCalebb, Brown e Langford.

All'arrivo di Banchi le mie perplessità erano legate soprattutto alla fase offensiva "povera". Quest'anno  per un po' non volevo crederci ma visto che anche altri l'hanno visto forse è vero: l'azione più frequente nel nostro attacco è la mezza ruota del Colonnello Gomelski che il più delle volte si esaurisce in un tiro da 3 più o meno a lunga gittata.
Ora, io non ho nulla contro le tradizioni, per me oldies but goldies è vero, ma in questo caso non vedo una grande efficacia nel reiterato omaggio all'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

Domanda: tolto lo schema Pelé e la suddetta mezza ruota cosa succede nell'attacco di Milano soprattutto in Eurolega?

Se segni fai storcere il naso

Mi sono preso quindi la briga di andare a vedere il "peso" dei due top scorer europei del Banchi coach titolare.
Ecco qui sotto alcuni dati al proposito con una nota sull'ultima colonna: il massimo che ogni giocatore può avere è il 20% ovvero che giochi sempre 40' (o più) sui 200' (o più) che un quintetto passa in campo.

 Media punti Media punti squadra
 Punti segnati su totale squadra Tiri da 2 presi su totale squadra Tiri da 3  presi su totale squadra Minuti giocati su totale squadra
 Langford 17,6 76,9 20% 17,6% 20,5% 13,2%
 Brown 18,8 79,9 23% 21,1% 24,5% 16,2%

E' lapalissiano che sia Brown che Langford siano sublimi interpreti dello schema Pelé e altrettanto lapalissiano quanto siano pesati nella produttività offensiva delle ultime due squadre di Banchi e quindi nei loro successi europei: dovevano giocare tanto, prendersi tante responsabilità e segnare tanto, difendendo quantomeno in maniera accettabile. Insomma mancava giusto la scopa in culo per lucidare il parquet…
Entrambi, giocando meno di un quinto teorico del tempo disponibile, erano responsabili di un quinto e più dei punti segnati, prendendo circa un quinto dei tiri tentati sia da 2 che da 3.

Curioso quindi come ci sia tutta una corrente di pensiero anche autorevole (a memoria Pedrazzi come Eleni) che nei due di cui sopra ha sempre individuato il "male" delle rispettive squadre con motivazioni mai del tutto chiare: la difesa, l'atteggiamento, l'egoismo e altre annotazioni parimenti fumose.
Al contrario a me sembra che, solo grazie a un Langford e a un Brown, Banchi ha potuto dedicare tante energie, interesse e direi anche pubblicità alla difesa. Perché come diceva Pelé, in attacco era tutto "semplice": grazie a loro e non per colpa loro.
Veneziani, mangiapalloni, egoisti? Chi ha mai verificato veramente che entrambi non facessero altro che quello che gli era (disperatamente?) richiesto?

L'osservazione, molto banale, sulle nostre debacle delle Top 16 è che Banchi quest'anno un vero interprete dello schema Pelé non ce l'ha. O forse ce l'avrebbe anche ma al terzo anno di Eurolega ormai i tuoi avversari l'hanno ampiamente capito lo schema Pelé. 
Ho trovato assai significativa la dichiarazione di Bagaritsis, coach del Novgorod: "Milano ha talento ma lo sviluppo delle sue azioni è lento".

L'attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite… ma anche no…

Questa frase di Bear Bryant nel basket ha fatto quasi altrettanto danni di quella di Pascal sul non essere d'accordo ma essere comunque disponibili a morire per l'opinione altrui e bla, bla, bla. Anche perché Bryant era un allenatore di football americano e non di palla a canestro…

Per paragonare mele con mele nelle rispettive regular season: nel 2012-13 Siena segnava 87,9 punti subendone 84,4; nel 2013-14 segnavamo 74,2 subendo 76,2; oggi siamo a 77,5 segnati contro 79,5 subiti.
I russi e i greci ci hanno fatto 79 e 81 punti quindi niente tracolli difensivi rispetto alla media precedente. Ma se segni solo 58 punti dove dovresti andare? A vincere 58 a 54 come nel CSI?
E ancora: l'anno scorso si è attribuita quasi esclusivamente l'esplosione di Milano nelle Top 16 all'arrivo di Hackett e alla suddetta difesa. Che è anche vero perché i punti subiti scesero da 76,2 a 72,2 ma quelli segnati passarono da 74,2 a 78,1 e il tanto vituperato Langford passò da 16,2 punti a partita con il 46,2% da 2 e il 33,3% da 3 a 18,8 punti con il 51,1% da 2 e il 41,2% da 3…
Però appunto, secondo alcuni, Milano avrebbe sicuramente fatto meglio senza Langford…

Al momento i due migliori marcatori di Milano sono Samuels con 11,8 punti di media su 11 partite e Hackett con 11,4 su 12 partite:

 Media punti Media punti squadra
 Punti segnati su totale squadra Tiri da 2 su totale squadra Tiri da 3 su totale squadra Minuti su totale squadra
 Hackett 11,4 74,3 15,3% 17% 15,5% 14%
 Samuels 11,8 74,3 14,5% 16,5% 7,4%
11%


Già il fatto che Samuels sia top scorer è sospetto: cioé bravo lui ma è decisamente anomalo in una squadra che, come le precedenti, è costruita con un chiaro sbilanciamento sugli esterni.
In termini di minutaggio percentuale Hackett sta facendo il Langford e, non a caso, quando gli è riuscita l'imitazione anche come produzione individuale è arrivata la qualificazione (vedi Bayern e Panathinaikos). 
Ma secondo voi Hackett è davvero un potenziale candidato al titolo di top scorer di Eurolega ovvero la pedina che ci sta mancando? L'1 su 15 dal campo delle prime 2 di Top 16 dice di no…

Escludiamo anche Gentile che - anche al netto dei problemi fisici attuali - non riesce a darsi una dimensione consistente dall'arco dei 3 punti. Escludiamo anche Ragland che - sempre al netto dei problemi fisici attuali - non sembra invece in grado di avere una dimensione per avventurarsi con successo nell'area avversaria.
Nell'elenco dei candidati andrebbe messo anche Kleiza che top scorer di Eurolega lo è già stato ma che, oggi come oggi, ricorda l'ultimo Marcelo Nicola ovvero "tiro da 3 volentieri ma non disturbatemi per altre faccende". Non che tirando solo da 3 come con Turow non potrebbe vincerla anche senza disturbarsi…

Il paradosso Brooks

Rimane Brooks che in termini di talento e potenziale potrebbe fare come e meglio di Langford. Però appunto non sa/non vuole difendere, esattamente come non sapeva/voleva difendere Langford alle sue prime esperienze europee.
Inoltre, come disse lo stesso Brooks in una intervista alla Gazzetta, lo spazio è quello che è, soprattutto per un giocatore che si è visto ha bisogno di continuità in campo per trovare ritmo ed efficacia: la mia impressione è che Banchi non vuole/non può fare a meno di Hackett, Gentile e Moss e la conseguenza è questa impasse.

Da una parte avremmo bisogno di Brooks per non avere un attacco asfittico (se basato appunto sullo schema Pelé), dall'altra non possiamo permettercelo per non inficiare ulteriormente con le sue sempre possibili amnesie una difesa che ha già tanti problemi dietro, con i lunghi che risultano sottodimensionati rispetto ai pari ruolo.
Però alla fine si torna al punto iniziale: questa squadra attacca male nonostante il talento potenziale diffuso o forse proprio per quello: troppi buoni attaccanti, nessun attaccante assoluto a cui subordinare tutto e tutti?

La soluzione utopica Meacham

Premessa: non è che il buon Trent Meacham sia John Stockton. 
Si parla di soluzione Meacham perché è l'unico nostro esterno privo del "difetto" di avere 20 punti potenziali nelle mani (il difetto di Ragland, Hackett, Gentile e Brooks insomma…) e che, in teoria, permetterebbe di uscire dall'equivoco che se porti di là la palla o la ricevi per primo, la palla poi è tua per tutti i 24" perché "sai segnare"…

Insomma Meacham "costringerebbe" gli altri a muoversi e attaccare anche senza palla. Cosa che non fa automaticamente un gioco efficace e meno "egoista" ma è comunque una partenza.

Stiamo facendo un discorso puramente teorico naturalmente perché sappiamo benissimo tutti che Meacham non giocherà mai e forse sarà pure tagliato quando Hackett rientrerà anche in campionato a fine gennaio.
In questo Banchi è coerente: se il nostro attacco si basa sullo schema Pelé, Meacham non può giocare mai e poi mai. Nemmeno se l'anno scorso ha giocato una solida Eurolega e nemmeno se Ragland gioca monco, "impossibilitato a tirare anche i liberi": Banchi dixit però poi contro il Novgorod Ragland gioca 12' e Meacham 3'.

The real Pelé please stand up

Tolta la soluzione utopica torniamo al realismo (magico?): per riaprire il discorso Top 16 Milano deve trovare il suo Pelé della stagione.
Ottimismo: ci sono candidati potenziali. Pessimismo: è del tutto possibile che rimangano appunto candidati…
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