Per Aspera ad Asterisco


Asterisco.
Cito da Wikipedia: 
È adoperato quando nei testi si necessita di una spiegazione che non può essere data subito, ma per la quale si deve ricorrere alle note: la presenza di un asterisco sulla parola da spiegare e di un altro uguale al primo, a fondo pagina, con accanto le delucidazioni necessarie è senz'altro il sistema più adoperato.

Cito dalla classifica del sito Eurolega:

* Qualified for playoffs

E qualificati non nella vaghezza, qualificati con il secondo posto assodato a due giornate dalla fine.
Ce lo immaginavamo? Manco per il cazzo, tipica espressione della nobiltà francese che esprime viva sorpresa e stupore…

Pensavo che se fosse andata bene saremmo stati ancora in corsa oggi, tentando di agguantare un quarto, massimo massimo terzo biglietto. E invece una cavalcata quasi trionfale che con le ultime due vittorie ottenute senza Keith Langford spazza via qualsiasi sfrucugliamento sull'ipotesi che, tolto l'episodio Planinic, Milano fosse in debito con la fortuna per l'assenza di Spanoulis nel ritorno con l'Oly, gli infortuni dei lunghi nell'andata con il Fenerbahce o di quelli del Vitoria nel ritorno.

Perso il capocannoniere di Eurolega Milano ha infilato un uno-due casa-fuori che spazza via qualsiasi dubbio o distinguo, con un plauso soprattutto a Luca Banchi per avere gestito senza scosse cambi di gerarchie e responsabilità: due partite con sole 8,5 palle perse di media testimoniano una squadra che non ha perso né un faro né una direzione.

Hater's Paradise Room

So bene di cosa parlo visto che sono totalmente (fortunatamente) privo della mitizzazione dell'imparzialità. 
Alessandro Gentile e Daniel Hackett tendono a polarizzare opinioni e fazioni opposte e contrastanti anche adesso che sono compagni di squadra.
La cosa buffa è che sono pure compagni di stanza. Che è un po' la dimostrazione che il piano del percepito e del tifato non sia necessariamente quello del reale…

Detto ciò: dopo la partita con l'Efes per entrambe un'altra prestazione migliore delle cifre statistiche che pure sono state tutt'altro che disprezzabili.
Bravi a "costruire" in assenza del "costruttore" Langford, bravi a far sudare non solo in difesa avversari di spessore, bravi a colpire in momenti emozionalmente importanti della partita.
Meno bravi a "gestire" ma del DNA garibaldino di questa squadra abbiamo già disquisito in abbondanza…

Un highlight a testa: il passaggio dal palleggio di Alessandro per la schiacciata di Samuels, degno per lettura ed esecuzione di cotanto padre; la tripla allo scadere di terzo quarto per Daniel, di sapore Djordjevic per cattiveria e "tempismo".

Aggiungendoci anche l'apporto di Melli si deve necessariamente notare come il valore del nostro cammino europeo si misura anche dall'averlo fatto con tre italiani veri, protagonisti e decisivi spesso e volentieri.

Bunna Moss

Con il meno piacente Vitale Bonino (Pinerolo, 1964) meglio noto come Bunna, David Moss (South Holland, 1983) condivide non solo la filosofia tricologica ma anche una certa efficacia sotto pressione.

Il canestro del 67 a 74 che stoppa il parziale di 5-0 casalingo con la finta e la scelta del jumper da 2 punti mentre Bogdanovic rotolava per terra e nella disperazione è una firma di plastica bellezza di una partita da top scorer bravissimo a capitalizzare le letture e le scelte dei suoi compagni sopracitati.

Tenere lontano dalla portata dei bambini

Testimonianze dirette degli effetti dell'esposizione al Dunking Show di Gani Lawal contro il Fenerbahce su soggetti in età prescolare:

"Devi alzarmi il canestro perché ci arrivo…
No papà, non devi tirare da lontano. Devi fare come me: io schiaccio da vicino e poi mi attacco con le mani al canestro… 
No papà, non devi neanche palleggiare…"

Zelimir Merola, Piangigiani e l'impotentia coeundi turca

Come si dirà "Felicissima sera a tutti sti signori incruattati" in serbo-croato?
La MarioMerolata di Zelimir Obradovic contro l'arbitro spagnolo Arteaga è l'immagine più potente del dominio mentale dell'Olimpia sul match. 
Se costringi il miglior coach d'Europa a tirare fuori l'ultimissima risorsa dal cilindro per trovare un minimo di reazione dalla sua squadra che in teoria si giocava tutto quella sera, hai vinto.
E hai vinto il doppio quando il sacrificio da kamikaze genera solo un paio di minuti di isteria e una partita comunque persa e persa male fino alla fine

Finisco ad essere costretto a chiedere scusa Pianigiani
Che l'anno scorso lasciò la panchina FBU lamentando che non ci fosse un ambiente adatto a inseguire i massimi risultati.
A me sembrò la rivisitazione della volpe e l'uva, visto che se hai un roster che batte anche i Celtics magari messo così male non lo sei.
Ma se anche Sua Santità Serba capitombola così male qualcosa nell'aria ci deve essere…

Ripercorrendo la storia del basket turco in Eurolega vedo una costante: ogni anno le squadre turche spendono di più per non portare a casa nulla, iniziando bene e finendo tra il male e il disastroso.
Un po' come se ogni anno uno si facesse allungare il pisello di un centimetro per poi ritrovarsi con la costante dell'insufficiente afflusso sanguigno nei corpi cavernosi interessati…

Altra caratteristica di questa stagione sul Bosforo: tutte sono dotate di giocatore belloccio, talentuoso, passato in o corteggiato dall'NBA, pagato profumatamente ma in forte odore di stronzaggine e/o inutilità nei momenti topici. 
L'Efes ha Erden, il Fenerbahce ha dovuto superare i rivali con il sublime Kleiza che riesce a devastare la sua squadra senza nemmeno spettinarsi… Fra tutti se la cava il Galatasaray che in Akyol ha giusto un optional un po' inutile e abbastanza nascosto.

Erdogan dopo Twitter e YouTube dovrebbe oscurare anche il sito dell'Eurolega per mantenere il consenso popolare…
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