Catalogna e nessun altro tipo di verdura cotta


Milano mangia catalogna per tre quarti ma nel quarto decisivo le diventa indigesta.
D'altronde come cantava Elio "Non puoi mangiare solo catalogna, è una dieta costituita da un elemento solo".

Partiamo da quei particolari notati nel primo tempo che probabilmente ci hanno affossato alla lunga distanza e rendendo impossibile l'impresa: poca malizia in difesa con falli spesi male che hanno regalato al Barca tante occasioni di 2+1; poca convinzione in attacco (li chiamerei leziosismi se non fossimo stati in Eurolega) quando vengono rifiutati dei buoni tiri per ritornare a costruire a volte senza più tempo a disposizione.

Sfruttando questi nostri cedimenti la squadra di Pascual rimane in linea di galleggiamento nonostante percentuali da 3 deficitarie per 30'. Con un ottimo Samuels in attacco e un Wallace presente in difesa Milano regge l'urto di Tomic e Dorsey, piace anche il lavoro difensivo sugli esterni con Navarro e Sada che faticano a costruire e trovano soprattutto prodezze individuali.

Ammuina Huertas e coach Reeves Oleson

Purtroppo però Milano non riesce trovare le contromisure ad Ammuina Huertas che facendo sostanzialmente confusione con le sue giocate estemporanee toglie a Milano certi automatismi sulle scelte difensive.
Quando poi si infiamma il sosia di coach Reeves di Time Out, Brad Oleson, per l'Olimpia si spegne la luce soprattutto in attacco dove brillano solo alcune magie del solito Langford e non vanno a buon fine i tiri da 3 a prescindere dalla qualità o meno della loro costruzione.

La febbre di Gentile fa saltare il confronto con Papanikolau, i pochi minuti su Abrines sono faticosissimi con la fitta di subire una schiacciata da highlight arrivando in ritardo. In sua assenza c'è una ridistribuzione di responsabilità offensive che però non ha pagato.

Jerrells il migliore nel rapporto fra quantità e qualità ma devo anche rimproverargli qualche riapertura di troppo rivelatasi poi infruttuosa. Moss sbaglia praticamente tutti i tiri dalla distanza che nell'ultimo quarto ci potevano tenere vivi, Hackett trova qualità e guadagni solo sporadici da una grande quantità di conclusioni personali.

Riassumendo

Una Olimpia molto brava contro un Barcellona a lungo bloccato, incapace però di fare un salto di qualità ulteriore quando i catalani hanno ritrovato fortune balistiche.
Due note da tener presente per il futuro: pochi assist ma ancora di più il mancato coinvolgimento offensivo dei nostri 4, che fossero Melli, Wallace o Kangur.
(Cinque tiri complessivi in 3 sono molto pochi)

Reazione alla Coppa?

Non sono certo che la prestazione di questa sera significhi subitanea reazione tecnica e psicologica alla delusione della Coppa Italia.
Nel senso che Milano ad oggi in Eurolega ha sempre giocato bene, sbagliando veramente - soprattutto come approccio - due sole partite: il debutto con l'Efes e il ritorno con lo Strasburgo.

In Eurolega ce la giochiamo sempre da underdog o al massimo alla pari, che non è lo stato psicologico che ci ha fregato in Coppa Italia. Sul piano tecnico poi è Milano che può "costringere" gli avversari a giocare smallball perché è una squadra che solitamente paga dazio fisico. Insomma  agganciandomi alle parole di Banchi, io non direi che Milano ha ripreso il percorso perché il percorso, in Eurolega, non l'ha mai smarrito. E i dubbi non sono su quel percorso…

La Coppa Italia ha lasciato il dubbio sul fatto che questa Olimpia sia in grado di vincere quando ha tutti i favori del pronostico, quando deve imporre il suo gioco e non "solo" reagire a quello avversario, quando deve far valere e non contenere maggiore stazza fisica e maggiore profondità.
Se facciamo un paragone ciclistico siamo come un corridore che sta facendo benissimo al Tour De France dove è un outsider, ha fallito malamente la Milano - Sanremo dove era il favorito assoluto e sta facendo per ora benino al Giro d'Italia.
Il problema è che nessuno sa se poi quando arriveranno le montagne decisive dei playoff (in teoria proprio il terreno che ci vede favoriti assoluti) scatteremo o rimarremo ancora piantati sui pedali.
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