Vincere mettendola e non mettendola


Andiamo a ritroso.
Partita con Caserta di geometrica bruttezza, riassunta molto bene dalla prima azione del match: palla persa da Gentile con brutto passaggio orizzontale, contropiede sprecato malamente da Caserta con una infrazione di passi.

Il trend è rimasto costante per i successivi 40', Olimpia che gioca male e Caserta che gioca peggio, sprecando con un rotondo 0% da 3 l'occasione di punire il 12% biancorosso.
Con 43 punti segnati la Pasta Reggia stabilisce il record negativo in Serie A della Juve Caserta, Milano sfugge al rischio grazie alle incursioni di Keith Langford (anche playmaker per l'assenza dell'influenzato Hackett) e al finale in crescendo di capitan Gentile.
Bene anche Moss che è praticamente l'unico che dalla distanza non lancia solo sampietrini e bene anche Cerella la cui energia difensiva regala l'azione più spettacolare della serata lanciando il contropiede chiuso dalla tomahawk di Gentile.

Omaggio a Dawkins?

Tony Easley per promuovere il basket ha pensato bene di farlo conoscere anche ai lettori di Scarpe de Merda:



Come il leggendario Darryl Dawkins  - che per onorare i due contratti che aveva firmato contemporaneamente con due sponsor giocò con la sinistra di un modello e la destra di un altro - il centro ex Sassari e Venezia ci propone una asimmetria ironica per un cerchiobottismo trendy che tanto ci piace non solo in politica.

Sul piede mancino un bel modello scamosciato color Spuntì al prosciutto cotto e a destra un intramontabile Trasudeciuk.
Nella foto Michele Vitali, roso dall'invidia chiede lumi su dove procurarsi anche lui siffatti capolavori…

Striscia aperta su Obradovic

Partita invece bellissima quella contro il Fenerbahce, per temi, sviluppo e pathos superiore anche alla cavalcata trionfale sull'Olympiakos.
Siamo in striscia aperta su Obradovic che battemmo 2 anni fa nell'ultimo anno al Pana e battiamo di nuovo relegandolo all'ultimo posto del girone.

Una Milano durissima in tutti gli aspetti a partire da quello fisico dove Zoric e Vidmar hanno la peggio quando cozzano con Samuels e Moss.
Durissima sotto l'aspetto mentale dove non paga dazio nemmeno alla terna arbitrale "telecomandata" che ci elimina 3 ali forti su 3.
Durissima nel vincere anche in attacco con l'high score stagionale in Eurolega.

Maghi e chirurghi

La partita di Milano è stata talmente "abbondante" che c'è l'imbarazzo della scelta per l'MVP.
Possiamo addirittura categorizzarli.

MVP chirurgici come Hackett con il percorso netto ai liberi e come Kangur con il percorso netto dai 6,75.
MVP magici come Curtis Jerrells che erge il suo baluardo di 8 punti consecutivi contro il rientro dei gialloblu. E magici come Alessandro Gentile con il buzzer beater che chiude il primo tempo, con la sospensione sempre allo scadere dei 24"  e con la conclusione con cambio di mano lungolinea.

E infine Keith Langford, a metà come sempre fra chirurgia e magia, splendido nel tempismo del peso dei suoi canestri e nella capacità di creare per gli altri.

L'occhio di Nando

Dopo la scarica di canestri firmati Ale che porta l'Olimpia a +9 all'intervallo hanno inquadrato Nando Gentile in tribuna.

Molte didascalie potrebbero andare sotto quella immagine: l'ex playmaker campione d'Europa con Obradovic, il play delle ultime vittorie milanesi, il padre d'arte…
A me è sembrato soprattutto un padre (timidamente, ed era quello il bello…) felice di vedere un figlio che gioca, si e ci diverte.

Boh…McCalebb?

Intendiamoci, si parla sempre di caviale sia che si guardino le cifre complessive piuttosto che gli highlights.
Ma c'è qualcosa che non convince nella versione turca di McCalebb. Potrebbe essere l'astinenza da panforte ma il confronto è perdente anche con la versione Grobari e con quella Macedonia.

La mia impressione è che soffra il fatto di non essere il centro di gravità di questo Fenerbahce che in Bjelica, Kleiza e Bogdanovic ha altri poli d'attrazione. Però è una tesi un po' smentita dallo scorso anno dove con Pianigiani il suo ruolo era sicuramente più centrale.

La tesi è ardita ma i turchi mi hanno ricordato l'Olimpia dell'anno scorso dove la somma delle grandi qualità individuali risultava inferiore al previsto: un branco, una mandria di grandi talenti più che un gruppo.
Poi è chiaro che un domatore come Obradovic può condurre anche dei bufali sordociechi su un sentiero di montagna fino alla meta. Ma è una faticaccia tenerli tutti in riga se appunto gruppo non sono…
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