Alla Fiera dell'Ex - Parte seconda


La prima parola che vorrei sottolineare della rotonda vittoria con Brindisi è memoria
E' un Olimpia che è stata memore della sconfitta rimediata nella prima giornata di campionato  e della necessità di "vendetta".

Il premio Elefantini  va ad Alessandro Gentile, che rimedia a una andata da -6 di valutazione con una prestazione a tutto tondo di punti, rimbalzi, assist e palle recuperate, e a Curtis Jerrells che passa dalla virgola a un rotondo ventello.
Non va a Langford perché 29 ne fece all'andata e si accontenta di 20 al ritorno: sarà mica in crisi? ;)

It's Alive!

L'azione memorabile, accolta con la stessa gioia del Dottor Frankenstein, è quella che vede la penetrazione di Kristian Kangur conclusa in sottomano reverse.
C'era la pioggia ma non c'erano i fulmini altrimenti avremmo controllato se nelle segrete del Forum c'era un Igor a manovrare gli interruttori.

Pierino e gli imbattibili

Nel post partita Bucchi si è profuso in elogi per la forza inarrivabile dell'Olimpia, un po' sulla falsariga delle dichiarazioni similari di Vitucci dopo la partita con Avellino.

Annotazioni di disparità anche vere ma che vengono dai 2 allenatori che si sono presentati con le squadre meno "combattive": Brindisi fa peggio di Avellino e affonda in 10 minuti con un difesa particolarmente permeabile in cui saltare il proprio marcatore voleva dire arrivare poi comodamente al ferro.

So di essere biased su Pierino Bucchi ma non mi stupirei affatto se Brindisi ripetesse il percorso dell'anno scorso: ottimo girone d'andata (l'anno scorso 8 vinte e 7 perse e qualificazione alle F8) pessimo girone di ritorno (3 vinte e 12 perse).
Mi dispiacerebbe per il nostro David Chiotti ( e anche un po' per Bulleri, dai…) però il sentore è un po' quello di una squadra guidata dagli entusiasmi e dai talenti dei singoli (che sono di valore come già quelli pescati l'anno scorso, complimenti agli scout pugliesi) più che da un progetto tecnico destinato a progredire.

In generale sono abbastanza sfastidiato dalla messe di articoli che continuano a spuntare per spiegarci che Milano ha già vinto tutto ed è imbattibile. Mi sfastidiano nel tono, perché ci leggo potentissime gufate ("Scrivo che vincerete tutto ma se non succede ballo nudo in redazione per la gioia…") e mi sfastidiano nel merito, perché quantomeno l'ottimo periodo dell'Olimpia va prima verificato e confermato in trasferta.

Abbiamo dominato al Forum ma fino ad ora in viaggio non sono mancati gli inciampi. Che tutte le partite decisive in teoria saranno sul territorio comunale di Assago è vero ma non ci terrei a ripetere la parabola della stagione 1990-91.

The Balotelli Effect o "Amici della Red Bull, cosa aspettate a  chiamarci?"

Curioso che Daniel Hackett incassi il primo coro dedicato nel giorno della partita più modesta giocata con la maglia di Milano. Un bell'inizio inquinato subito da un certo nervosismo che gli costa falli precoci, lunga permanenza in panchina e nessun particolare highlight nei minuti successivi.

Sto notando intanto che rischia seriamente di diventare "vittima" di quella distorsione mediatica che chiamerei The Balotelli Effect
Avete presente la SuperMario Cam? O quelle curiose interviste in cui infervorati giornalisti facevano domande tipo "Hai fatto 3 gol. Merito di Balotelli che ti ha taggato su Facebook? Hai visto il video di Balotelli che dice Ciao? Secondo te cosa voleva dire?"

Ecco, uguale. 
Curtis Jerrells fa 20 punti? Commenti e interviste incentrate sul merito di Hackett (innegabile: l'ho visto io che dalla panchina lo guidava con il joypad della PlayStation, CJ Wallace teneva invece Dyson e lo faceva correre fuori dal campo…). 
Intervista a Pianigiani sulla Serie A sulla Gazzetta di oggi che diventa 4 foto in 2 pagine su Hackett.

Magari mi sbaglio io ma non è che qualcuno sta disperatamente tentando di farsi chiamare dallo sponsor personale di Hackett per fare delle belle iniziative speciali insieme?

Il ritorno di Eta Beta

Mike Hall dal punto di vista tecnico è un po' l'epitome delle storture del basket moderno.
Un giocatore senza un ruolo definito, a metà fra 3 e 4, mancante di fisico e/o di tecnica per poter fare una scelta definita. Come tanti altri ibridi la pagnotta alla fine se la guadagnava con atletismo e tiri da 3.

Se si ragionasse solo razionalmente sarebbe uno dei giocatori che meno apprezzerei. Ma Eta Beta invece mi è sempre stato simpatico per il mix di entusiasmi, ingenuità e bonaria follia dei suoi 2 anni milanesi.
Seguendolo sui social network si è visto come sia rimasto sempre sinceramente legato a Milano e come sia decisamente superiore alla media dei giocatori USA per interessi e opinioni.

A lui devo uno spunto molto interessante che riprenderemo prossimamente per parlare della situazione italiana: l'assurdità del contrasto fra giro di affari che gravita intorno allo sport NCAA (dove ad esempio alcuni top coach hanno contratti annuali a 6 zeri e le università top hanno incassi altissimi da sponsor e botteghino) e il totale ( ma farlocco…) dilettantismo che si impone ai giocatori protagonisti.

Rivederlo al Forum è stato un piacere e rivederlo in campo prima o poi dopo gli infortuni che l'hanno martoriato negli ultimi anni sarà un piacere ancora maggiore.
Comments