Alla Fiera dell'Ex - Parte prima


Una bella Olimpia da Eurolega, bella per tre quarti e mezzo abbondanti. Piacevole, ed è quasi una novità, anche in attacco dove gioca a lungo con un bel ritmo e una bella fluidità, sempre secondo le sue caratteristiche di base però senza incantarsi in figurazioni semi statiche nell'attesa dell'invenzione del singolo.

Molto bello il primo quarto, bell'attacco alla zona sull'asse Melli - Samuels; bell'impatto delle iniziative di Gentile, bella botta di culo di Moss sulla bomba da 3 stile Andrei.

A Chorus Line

Prestazione veramente corale soprattutto a rimbalzo: nessuno scandalo nel ritenere tutti i 5 in doppia cifra (Jerrells, Langford, Hackett, Moss e Gentile) meritevoli del titolo di MVP. 

Aggiungiamoci anche Melli per tutto quello che ha fatto in difesa.
Ma andrebbe bene anche Samuels come incoraggiamento e riconoscimento alla crescita. O Lawal per "l'ordine". O Wallace per la "sapienza".

Scelgo per una volta my homeboy Curtis Jerrells, top scorer di giornata: molto belle soprattutto le 2 penetrazioni da giocoliere.

Due critichine

Due annotazioni ma piccole a Luca Banchi. Direi piccolissime perché già lui stesso ha notato nel post partita quella più grande:

"E' stata una partita di maturità estrema - ha proseguito - ho avuto tanto da tutti, forse un po' minata da qualche errore di superficialità, con un po' troppe perse, nell'unico momento di flessione. Con un atteggiamento più posato, avremmo forse impedito agli avversari di rientrare, ma merito anche a loro".

Sul finale di partita ha mancato il momento in cui un Hackett - fin li molto positivo ma reduce dall'influenza - ha finito la benzina, perdendo lucidità e passando in modalità eroismi, a volte buoni e altre volte no.
La bomba con cui sigilla la partita è appunto uno di quegli eroismi ma forse non era necessario farci conto in una partita sempre ben condotta con sicurezza.

Nello stesso lasso di minuti poco convinto anche del quintetto con 4 piccoli o meglio, poco convinto dell'uscita per quanto breve di un Melli poco incisivo al tiro ma assolutamente dominante in chiave difensiva.

Spaccanocioni

Andres Nocioni (detto El Chapu ma anche Tutankhamon per la quantità di fasciature con cui si presenta in campo) ha scientemente protestato dal primo all'ultimo minuto di gioco. Avrebbe meritato un riconoscimento per la costanza - chessò un tecnico - e invece niente… proteste perdute come lacrime nella pioggia.

Il ritorno del Caudillo

L'occasione per sbeffeggiare o variamente insultare Sergio Scariolo è stata sicuramente catartica ma è più utile analizzare se ci ha detto qualcosa dei misteri della stagione scorsa.

Forse si.
Ad esempio l'anno scorso Milano era disposta a pagare un buyout sostanzioso per strappare ai polacchi dello Zielona Gora quel Walter Hodge che oggi è a Vitoria ma ancora per poco. Ovvero il giocatore che - secondo Scariolo - l'anno scorso avrebbe dovuto salvarci la stagione è stato una delusione da sostituire con il buon Peppe Poeta.
E vedendo la prova modestissima del battipagliese, Hodge deve essere veramente dannoso per un Vitoria che sta comunque disputando una buona stagione.

Ma i punti di forza visti stasera (Nocioni, Pleiss, Heurtel, lo stesso Jelinek) erano già in terra basca l'anno scorso. Insomma li ha scelti qualcun'altro. 
La domanda è quindi semplice: Scariolo è ancora capace di scegliersi i giocatori che gli servono davvero o prende delle discrete topiche proprio sui giocatori che più desidera?

Mi sono piaciute le parole - molto mature - di Gentile: giusto ricordare che è a Milano anche per desiderio di Scariolo. Ma per un Gentile, una scelta giusta e futuribile, ce ne sono altre a posteriori incomprensibili: il tira, molla e riprendi per Bremer e Radosevic ad esempio.
La mia convinzione odierna è che il CT della Spagna abbia rovinato il coach dell'Olimpia: Milano aveva bisogno del 110% della dedizione e Scariolo non l'ha mai avuta. Perché (giustamente) aveva anche l'ambizione soprattutto olimpica di fare bene con una squadra che poteva giocarsela anche con gli USA (come poi ha effettivamente dimostrato).

Quindi ricapitolando: coach part-time con una certa tendenza a sbagliare le valutazioni sui giocatori che vuole. Per farla funzionare forse serviva come supporto e contraltare una società molto più strutturata, competente e preparata di quanto fosse l'Olimpia nel biennio 2011-2013.
Alla fine vale il discorso che si fa anche per certi politici o manager: se c'è un incapace o un inadatto al comando, chi l'ha messo lì e chi non è stato in grado di controllarlo non sfugge alla correità.
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