Celebration Day


Il 9 gennaio non è soltanto la data di nascita dell'Olimpia, di Dan Peterson o di Samardo Samuels
Si festeggia anche il compleanno di James Patrick Page detto Jimmy: se Celebration Day non vi sembra il più capolavoro fra i capolavori del fondatore dei Led Zeppelin immaginate pure che il titolo di questo pezzo sia Stairway to Heaven o Kashmir o quel che preferite.

Perché qui si parla di masterpiece assoluto: nel giorno del 78° compleanno l'Olimpia si (ci) regala una prestazione storica, annichilendo per 81 a 51 i bicampioni d'Europa dell'Olympiakos nella prima partita casalinga delle Top 16.

"…Gonna make you sweat…"

Parlando della partita con il Pana e poi con Sassari avevamo focalizzato la necessità di vincere "difensivamente" almeno un duello.
Se poi li vinci tutti (e dico proprio tutti) si aprono le basi appunto per capolavori. Perfetto il lavoro di Hackett, Moss e Cerella su Spanoulis sul quale riesce quell'opera di "soffocamento" che non è riuscito su Diamantidis: ha pagato dividendo quel vantaggio di chili e centimetri che non si aveva sul n. 13 biancoverde.

Perfetta la collaborazione fra esterni e lunghi nel proteggersi dal p'n'r ed eroici The Hammer Melli e Gani Lawal nella protezione del nostro canestro: con 8 stoppate e tanti "spaventi" procurati a tutti.
In una partita in cui trova spazio anche Momo Touré il peggio che si poteva fare era finire senza voto: non voto che tocca solo a Samuels che parte in quintetto più come tappa del recupero che per motivi tecnico-tattici effettivi.

Heartbreaker

Lo spaccacuori della partita è stato sicuramente Keith Langford con un clinic offensivo che entra negli annali: 29 punti in 31 minuti, 9 falli subiti con 9/13 dal campo senza cedere un centimetro in difesa.

Che sarebbe stata la sua partita lo si capisce dal primo canestro segnato rubando palla proprio a Spanoulis e portandosi subito in vantaggio nella sfida fra pistoleri. In certi momenti quasi jordanesco per la sfrontatezza con cui prende palla in difesa, arriva in attacco e spara. 
Segnando facile e non facendoci rimpiangere passaggi mancati o manovre raffinate.

Immigrant Song

Un plauso particolare va a Bruno Cerella che, in assenza di Gentile fermato dall'influenza e a fronte dei problemi di falli precoci di Moss, risponde presente forte e chiaro con una grande prova difensiva.
Da un progetto iniziale di 6 mesi da passare nella C2 campana a una partita da protagonista in Eurolega, una parabola bella come il suo bel faccino :)

When the Levee Breaks

Utilizzando gli ingredienti di difesa, talenti offensivi individuali e tiro da 3 è difficile pensare a una ricetta migliore di quella vista ieri. Dire che con il strabordante 57% da 3 tutto diventa facile è sia banale che "sminuente" ma allo stesso tempo innegabile.
La prudenza di Banchi nelle dichiarazioni post partita mi è sembrata molto saggia: non è scontato che questa ricetta sarà sempre replicabile o sempre funzionale e altre ricette sono ancora da perfezionare.

Leggo invece le solite falangi di banalisti che scrivono di palla che gira meglio, con la solita confusione fra esiti e processo.
Ad esempio Bagatta che spiega che Hackett sarebbe quello che fa finalmente giocare gli altri…

La partita di Hackett è stata ottima: grandissima difesa su Spanoulis e sui raddoppi (anche se la convinzione che accentuando come al solito i contatti porti gli arbitri a premiare lui e a fischiare fallo al doppio MVP in carica è abbastanza naiff) ottime scelte offensive (post basso , penetrazioni di forza) pochissime forzature (il passaggio avventato a Lawal a fine 1° quarto, qualche personalismo sul finale, per cercare di vendicarsi della manata subita da Spanoulis, sospeso tempestivamente da Banchi che probabilmente vedeva il rischio del classico infortunio da garbage time), 3 assist (a Jerrells da 3, a Cerella in contropiede, ancora a Cerella da 3).

Ha fatto giocare meglio gli altri? Bisognerebbe capire che cosa si intende: consente ad altri giocatori di stare in posizioni e ruoli offensivi e difensivi più "comodi"? Certamente. Ad esempio Jerrells che può avere più minuti da "incursore".
Ma non è il far giocare meglio gli altri nel senso in cui lo si dice per Diamantidis o per Spanoulis: non è il nostro metronomo o, meglio, è il nostro metronomo allo stesso modo in cui è il nostro metronomo Langford.
Tanto più sono problematiche per gli avversari le loro iniziative individuali, tanto più si aprono opportunità anche per le iniziative individuali dei compagni meno "dotati". Ma appunto iniziative, non semplici chiusure di manovra.

Il dato di soli 7 assist a fronte di un lusinghiero 28/54 dal campo testimonia la tipologia della partita che è stata fantastica e perfetta sotto molti punti di vista ma non certo in quello della manovra collettiva o del gioco d'insieme. 

Poi certo avrei potuto anche sbrigarmela più velocemente evitando di ascoltare ancora Bagatta, uno che l'anno scorso passava il tempo a sostenere che a Milano mancava un play come Maestranzi…

Tea for one

Nel giorno del 78° compleanno era prevista la vendita di magliette celebrative di alcuni dei tanti giganti che hanno vestito la maglia Olimpia.
Peccato che già un'ora e mezzo prima del fischio d'inizio erano già tutte praticamente esaurite.

O il successo è stato talmente clamoroso da consumare prematuramente le scorte o le scorte stesse sono state sottostimate: non credo che pesi sul budget però ho l'impressione che si sia guadagnato meno di quanto fosse possibile, capitalizzando in toto e non solo parzialmente una serata di grandi entusiasmi.

Dazed and Confused

L'Olympiakos esce dal Forum decisamente Dazed & Confused. 
Che si trovi a rimpiangere l'assenza di Acie Law può essere curioso ma è vero. Personalmente sono sempre stupito che lo stesso sciagurato giocatore del Partizan sia diventato un tassello importante per due Euroleghe ma oggi ai biancorossi del Pireo è mancata una alternativa di personalità a Spanoulis.

Milano si impadronisce della partita non appena il numero 7 va a sedersi in panchina e le redini passano a Sloukas o alla breve apparizione dell'ex Montegranaro Mardy Collins.
Ma anche ripristinare le gerarchie non aiuta la squadra di Bartztokas che sembra appunto non poter produrre molto una volta limitata la fonte. Il gancetto con cui Printezis vinse a Istambul è tanto curioso quanto efficace, gli vale la doppia cifra ma non cambia i destini del match.

Molto male Dunston che al Forum non è sembrato un colpo mancato. Forse stimolato dal confronto, Lawal fa una gran partita, colpisce non solo imbeccato al volo da Jerrells ma anche con un giro e tiro che ricordato un altro nigeriano famoso di nome Akeem.

In The Evening

Nel frattempo a casa Io e l'Olimpia:

Mamma, ti faccio vedere come fanno i giocatori di basket. 
Loro si siedono e bevono dalla bottiglietta: "Ah come sono stanco… Ah che sete"

E' il primo conquistato dalla magia dei time out…
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