Lame diamantate


L'unico precedente vincente dell'Olimpia in casa del Panathinaikos risale alle Top 16 di 2 anni fa. Fu una partita segnata dalla buona percentuale da 3, dalla partita sontuosa di Omar Cook e da un ottimo lavoro difensivo che tenne i verdi ancora guidati da Obradovic sotto i 60 punti.

In particolare fu specialmente produttivo mettere Gentile sulle tracce di Diamantidis per toglierli il consueto vantaggio di centimetri/stazza e quindi di visione sui pari ruolo avversari.

Quel particolare mi faceva nutrire qualche legittima speranza per stasera perché, con Hackett e Moss, Milano aveva ben due giocatori con le caratteristiche adatte a soffocare la fonte del gioco dei trifogli.
Hackett in quintetto era la conferma che la mia intuizione non era del tutto peregrina.

Diamanti e zirconi

Purtroppo tra teoria e pratica c'è spesso la stessa differenza che fra zirconi e diamanti. Benché la difesa di Milano avesse un buon impatto iniziale forzando il Pana a 5 palle perse in pochi minuti, il rebus del 13 si dimostrava subito irrisolvibile.
Un Hackett pur diligente in attacco (bello l'assist per Melli) rimaneva sistematicamente un passo indietro su tutti i p'n'r e su un vantaggio anche minimo l'assist era matematico.

Stessa sorte anche per il rientrante Moss, pure lui sufficiente in attacco ma impotente dietro: Banchi prova una girandola di lunghi per trovare qualcuno che riesca soprattutto a dare aiuti difensivi. Lawal, Gigli, Kangur, Melli, Wallace, perfino Samuels con la mano ancora in un tutore ma è un massacro per tutti che, spesso fuori posizione, vengono sovrastati anche a rimbalzo (-17 il saldo finale).

L'equivoco del DNA

Si era già visto a Cantù.
Con avversari parimenti strutturati, Milano se non trova un qualche vantaggio difensivo netto finisce per affondare con il passare dei minuti, vittima del suo gioco offensivo monocorde e prevedibile. In tutto il secondo tempo credo che non si sia visto altro che uno contro uno frontali, con rari passaggi tutti perimetrali e gioco senza palla praticamente inesistente.

Come a Cantù a un certo punto si è ridotti a vivere di prodezze individuali, che siano di Gentile - più preciso nel tiro da 3 che ai liberi - Langford - spesso in ritardo dietro e incauto nel cercare di penetrare dove ai lunghi ellenici era concesso anche molto più del lecito - o Jerrells - a segno però solo nel garbage time.

Mi spiace per quelli convinti del contrario ma non è nemmeno Hackett che può creare da solo i vantaggi che ti dovrebbe dare il gioco d'insieme. Non è Hackett e nemmeno gli altri dal presunto DNA vincente IGT ricercato dal nostro coach: perché ho il sentore, facilmente verificabile tra poche ore, che anche il quintetto con Hackett, Moss e Kangur non abbia brillato, anzi…

La notte del morto vivente

L'epitome dell'abisso che ha separato l'Olimpia dal Panathinaikos in termini di facilità di gioco (non parliamo di qualità assoluta perché anche per loro tanti erroracci, fatti però muovendo la palla…) purtroppo è rappresentata dalle cifre di Antonis Fotsis.
Che, zitto, zitto, lemme, lemme fa percorso netto al tiro semplicemente perché messo sempre e solo nelle situazioni in cui poteva segnare anche in pantofole.

Se guardiamo sul nostro versante all'ugualmente morto (benché infinitamente più simpatico) CJ Wallace invece lo ricordiamo solo alle prese con improbabili partenze in palleggio dai 5 metri…

E' facile stigmatizzare i nostri errori di concentrazione (l'improbabile passaggio no look di Hackett a Samuels, l'apertura molle dello stesso Samuels per Langford, Gentile che finta un tiro da 3 per buttare poi via la palla) o balistici. 
Però il mio timore è che dietro ci sia la percezione (forse inconscia) di un gioco che non funziona e non rende. Nella prima metà della partita per Milano le palle perse sono solo 3, nella seconda parte diventano 8: la fatica nel fare palla-a-canestro alla lunga ci logora?

"Però, però… hanno vinto quelli altri"

Questo debutto nelle Top 16 comunque rimarrà nella mia storia personale.
E' stata la prima partita che l'erede di casa Io e l'Olimpia ha seguito dall'inizio alla fine insieme a me:

- "Litigano per la palla"
- Ma no. Nel gioco chi è in difesa cerca di portarla via a chi è in attacco
- "Ah… ma non gliela possono prestare?"

Alla fine hanno vinto "quelli altri" ma poi noi l'abbiamo rigiocata in cameretta e abbiamo vinto: il futuro è nostro.
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