Raddoppio di Natale


Niente di meglio di 2 gare casalinghe "facili" per riprendersi dall'ultima partita della stagione.
Con Cremona partita molto simile a quelle con Reggio Emilia e Montegranaro: inizio molto lento che si protrae fino all'intervallo con seconda frazione trionfale.
Con Avellino invece prestazione di grande qualità fin dall'inizio, match comandato senza troppi patemi anche prima di dilagare.

Gli avversari

Di una Cremona sempre sofferente anche dopo il cambio in panchina da Gresta a Pancotto mi è piaciuto molto il piccolo Iuzzolino Gianluca Marchetti, un '93 senza paure che ha messo i suoi 178cm anche contro pariruolo che lo giganteggiavano.

Avellino invece mi ha lasciato molto perplesso più che altro perché non ho visto né la struttura né le ambizioni che avrebbero convinto Vitucci a ritenerla squadra di più ampio respiro rispetto a Varese.
Detto dell'assenza di Lakovic che sicuramente incide, il resto della Sidigas è sembrata comunque molto sottotono, soprattutto nel pacchetto USA con il solo Will Thomas a sottrarsi a una brutta figura.

Nick The Hammer Melli

In tempi non sospetti avanzai la modesta proposta di riutilizzare per Niccolò Melli il soprannome del grande Jack Sikma e non solo per il comune ricciolo biondo.
Dopo la tappa d'arresto a Cantù due partite da MVP dove il dato più significativo al di là dei punti sono le voci di energia: 10,5 rimbalzi di media, 2 stoppate, 3 schiacciate.

Contro Cremona è lui in coppia con Wallace a darci la giusta dimensione sotto canestro dopo che andare a specchio della Vanoli non aveva pagato (con cinquone e quattrino meglio la coppia Kelly - Kalve/Ndoja rispetto a quella Lawal - Kangur). Vince ampiamente la sfida con Ivanov che veniva da 2 match da dominatore.

Credo che sia tempo di vederlo come titolare fisso essendo direi evidente come sia Wallace che Kangur debbano sopperire con l'esperienza a una forma fisica relativa: il conto torna in pari in partite come questa ma si è visto con Cantù e con Cremona che la loro presenza fin dai blocchi di partenza può essere dolorosa.

Rising star

Lo potremmo simboleggiare con le roboanti schiacciate one-handed mostrate tra giovedì e domenica: Alessandro Gentile sta recuperando la forma fisica dopo le fatiche estive con la Nazionale.
Nelle ultime 5 partite siamo a 16,2 punti di media con il 48,8% da 2, il 60% da 3, 80% ai liberi 5 rimbalzi, 3,4 assist.
Un netto miglioramento rispetto alle prime 9: 8,4 punti, 45,6% da 2, 11,8 da 3, 70% ai liberi, 3,4 rimbalzi e 3,1 assist.

Shining star

Capocannoniere del campionato a 19,2 di media con il 54% dal campo e 5,4 falli subiti a partita in 29,8 minuti: il 2013 si chiude su livelli molto alti per Langford.
Basterà per consolarlo dei mancati playoff dei suoi Dallas Cowboys?

Ancora per un revisionismo degli assist

Tempo fa scrissi questo articolo per evidenziare come il dato degli assist sia diventato una statistica molto opaca.
Aggregando assist su tiro da 2, da 3 e su tiri liberi non è realmente utilizzabile per capire la qualità di passaggio di una squadra: solo disaggregando (come fa esemplarmente in-the-game.org per l'Eurolega) si può tornare a utilizzarlo come una voce importante.

Torno su questo tema perché mi sembra interessante per analizzare l'impatto effettivo dell'arrivo di Hackett. Ad esempio sta viaggiando a 6 assist a partita che disaggregati per tipologia e destinatario sono questi:

  2p 3p
 vs. CR 1 (Melli) 2 (Langford)
   1 (Melli)
   1 (Wallace)
   1 (Jerrells)
 vs. AV  2 (Langford)
   2 (Jerrells)
   1 (Melli)
   1 (Kangur)

Tutti assist sul perimetro quindi.
A paragone vediamo quelli di Jerrells nelle stesse partite:

  2p 3p
 vs. CR 1 (Melli) 1 (Gentile)
 vs. AV 2 (Melli) 
  1 (Lawal) 
  1 (Hackett) 
  1 (Wallace) 


Nelle ultime due partite Milano è passata dal 38,9% al 43,6% da 3 contro due avversari che per lunghi tratti di gara ci hanno affrontato a zona. Qui entriamo nel dilemma già noto altrove come priorità dell'uovo rispetto alla gallina: sono gli assist a migliorare le percentuali da 3 o sono le percentuali da 3 a fare gli assist?
Nello specifico sono stati i passaggi di Hackett a farci tirare meglio o aver tirato meglio ha reso significativi i passaggi?

Credo sia un quesito non risolvibile. Per una analisi sensata dovresti avere dei dati sui tiri sbagliati che se segnati sarebbero stati assist per vedere se le percentuali di realizzazione dopo un buon passaggio sono comunque più alte.
Io propendo per la seconda ipotesi perché banalmente uno "liberato" dai 6,75m ha comunque più possibilità di sbagliare di uno "liberato" a 30cm dal canestro. Quindi è un assist in cui il bilancio dei contributi fra ricevente e passante pende un pochino di più verso il primo.
Ma appunto è una propensione più che un'evidenza. Di certo c'è che gli assist dovrebbero essere leggibili separatamente.

Marquez Hackett

E' direi lapalissiano che passare da Haynes ad Hackett sia un vantaggio ma più che nei termini numerici già analizzati sopra o nei tiri presi/punti segnati (sostanzialmente uguali) lo è nel quadro complessivo. 
Nel senso che permette alcuni accoppiamenti difensivi migliori (per Jerrells e Langford) e alcuni posizionamenti migliori in chiave offensiva (direi ancora Jerrells e Gentile).

In molti danno per scontato che l'evoluzione naturale porterà Hackett in quintetto ma io non ne sono così sicuro. Nel senso che da sesto uomo rimane sicuramente più duttile  visto che può essere il primo cambio indifferentemente per Jerrells, Langford e Gentile e ti permette quindi di gestire eventuali problemi di falli precoci o altre sofferenze su 3 ruoli.
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