L'ultima partita della stagione


Nota importante: aggiungo qui le parole complete di Gentile dopo la partita di ieri, riportate un po' ovunque in maniera parziale:

"sicuramente accolgo [Hackett] a braccia aperte, è un grande campione e lo ha già dimostrato. In questo momento però penso sia più corretto pensare a chi c'è, visto che non è ancora con noi, che viviamo momenti belli e brutti come questo. Credo invece l'attenzione si sia spostata troppo sul suo arrivo"

C'è dentro tutto quello che non va nell'arrivo di Hackett, la distruzione sistematica dell'identità, il disprezzo di fondo per chi era qui anche nei momenti bui, la smania di essere "altri" invece che essere noi…
Tenetevi il Messia, io mi tengo il Capitano…


E' da venerdì che ho cominciato a pensare al derby con Cantù come all'ultima partita della stagione 2013 -2014. E in effetti questa stagione è già finita.

E' finita non perché gli epiloghi non possano ancora essere in teoria trionfali. E' finita perché ha già dimostrato di essere una stagione già vista, senza nessuna differenza specifica, senza nessuna unicità costante nel percorso.
Gia viste le rivoluzioni estive; già visti i rospi da ingoiare (dal passato di guru e profeti vari a invenzioni come il blu merda); già visti i risultati altalenanti tra imprese, suicidi e figuracce; già vista la sensazione di aver sbagliato uno, due, enne acquisti; già visto l'acquisto messianico di metà stagione (da Price a Greer, da Bremer ad Hackett…), già visti allenatori che ti danno la conferma soprattutto sui difetti noti; già visto tutto insomma.

Rimane la possibilità dei finali a sorpresa ma purtroppo abbiamo già visto anche tutti i modi per smentire tutte le previsioni razionali sui vantaggi ineludibili sul lungo periodo.

I concetti basici

E pensare che era pure iniziata bene. Ovvero Milano aveva iniziato difendendo subito forte che, come dicevamo, sembra essere la chiave per proporre un attacco quantomeno presentabile. Ma tutto finisce al 13' quando su 2 falli consecutivi di Cerella, Cantù rientra e poi prende il volo a partire dal 3+1 di Aradori.

A Milano resta solo un Gentile mostruoso, parzialmente supportato da Langford e Lawal e abbandonato da tutto il resto, soprattutto da un Banchi in totale confusione, nudo nel preparare la partita e ancora più nudo nel gestirla.
Che a metà della stagione il tuo allenatore parli di come sia tempo di tornare ai concetti basici è abbastanza disarmante ma drammaticamente vero: 4 soli giocatori a referto (28 punti di Gentile, 21 di Langford, 14 di Lawal, 9 di Jerrells e poi il vuoto) 6 a 0 punti, 4 di questi 6 che non  fanno nemmeno un tiro e subiscono un solo fallo in 52' di utilizzo complessivo.

Avevamo parlato a inizio anno di come Banchi ci preoccupasse per la povertà del suo vocabolario offensivo ma qui siamo oltre all'indigenza linguistica, siamo all'analfabetismo e non può essere solo questione di assenze. Se senza Moss è il diluvio sempre e comunque, qual è l'utilità di altri pupilli tipo Kangur?
E torniamo poi al solito discorso: a un certo livello di avversari non c'è nessuna difesa che ti permetta di rimediare per 40' a una palla-a-canestro affidata solo ai talenti individuali. Soprattutto quando la profondità della panchina non viene utilizzata nemmeno per spendere falli: ieri 15 falli con 10 giocatori utilizzati.

Apprezzo l'ironia

L'ironia va sempre apprezzata e c'è un che di ironico in Hackett che sceglie il 12 come suo numero in omaggio ad Antonello Riva.
Un trasferimento altrettanto clamoroso che a Milano lasciò pochino in bacheca (una Korac, una finale scudetto perso, una Final Four ugualmente persa in 5 anni) e quasi niente nel cuore nonostante Riva continuasse a segnare come sempre: Nembo Kid alla fine fu meno digerito non solo di Meneghin ma anche di Coldebella.

Se è una dichiarazione d'intenti, chapeau alla raffinata presa per il culo.

Apprezzo il tempismo

Apprezzo anche il tempismo: che il nuovo Messia Hackett arrivi sotto Natale è un tocco di classe. Per la presentazione di Santo Stefano farei una ambientazione tipo presepe al centro del campo.
Sono un po' in difficoltà con il bue. Per l'asino invece c'è sempre l'imbarazzo della scelta…

In ogni caso, auguri ai tifosi Olimpia di buona volontà!

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