Hackett, Bulleri e i contratti della vita


Oggi leggendo di contratti della vita a 800.000€ annui mi è venuto in mente Massimo Bulleri.
Perché forse i più giovani o i più smemorati non sanno/non ricordano che 8 anni fa l'Olimpia fece un altro contratto della vita a quello che la vulgata cestistica tricolore riteneva allora il miglior giocatore italico; la soluzione, sicura e quindi meritevole appunto di spese a 5 zeri, all'annoso problema di un playmaker degno di Milano.

Massimo Bulleri fu un mio pallino nella stagione 2005 - 2006 e successive e andò a simboleggiare come Corbelli e Natali sprecarono subito il patrimonio di entusiasmo che era stata la stagione 2004 - 2005 inseguendo convinzioni sbagliate, alimentate dagli stessi mammasantissima della vulgata cestistica tricolore che adesso portano Hackett in palmo di mano.

Non fu nemmeno colpa di Bulleri. Non è una colpa trovarsi overvalued e overpaid, non è una colpa essere "solo" un'eccellente point guard di rottura ed essere preso come leader tecnico ed emozionale, pilastro e skipper.
Dopo 2 anni Bulleri fu vissuto,  dalla stessa società che l'aveva strapagato, come un ingombro, arrivando ai limiti del mobbing: la sua cessione in prestito a Bologna da capitano in carica infortunato fu una delle bassezze più infime di una gestione che ce ne regalò molte.

Un pregio di Bulleri però era che non parlava praticamente mai a mezzo stampa. Non si ricordano proclami, polemiche o vanterie di sorta. Insomma non ci fece mai sapere di aver fatto scelte con il cuore di cui andare fiero, né spiegò mai che solo l'NBA o l'estero erano degne di lui, dopo il secondo MVP non annunciò di essere diventato Mister Qualcuno.
Giocò bene, giocò male, andò, tornò: senza un fiato.
E' per quello che a posteriori lo ritengo una (ricca) "vittima" di tutta la faccenda: nessun rimpianto ma è un ex che merita un applauso di saluto.

Chi ha il contratto della vita e chi no

Le voci degli anni milanesi di Bulleri riportano che in allenamento era allegramente randellato ogni 2 per 3 dai colleghi USA e assimilati che pare non vedessero tutta questa eccellenza a giustificare lo stipendio triplo rispetto al loro. Insomma il contratto della vita fu forse un fattore che non aiutò sul campo né lui né la squadra.

Come sarà con Hackett? Time will tell.
Da fuori il messaggio non mi sembra certo di quelli che uniscono il gruppo: "ehi, abbiamo preso Hackett e lo strapaghiamo anche se ci schifa perché voi non valete un cazzo e lui invece è un idolo". 
Un po' come dissero a McCoullough che giocò le finali del 2004-2005 con Bulleri (da lui eliminato in semifinale…) già inchiostrato.

Oppure avremo il gruppetto dei senesi e dei milanesi, uno da una parte e uno dall'altra, un po' come fu nell'ultima Stefanel di Tanjevic. Che nonostante questo vinse.
Oppure boh. L'unica certezza attuale è che l'Olimpia è stata "consegnata" ad Hackett per i prossimi 2/3 anni.

La volta buona

I più giovani, i più smemorati o i più ipocriti magari sosterranno che questa volta la scelta è giusta perché Hackett rispetto a Bulleri è più tutto, soprattutto simpatia più, più, più…
Avranno sicuramente ragione loro ma pro veritate e pro historia ricordo che nel triennio prima di arrivare a Milano Bulleri fece tre anni in doppia cifra media in Eurolega e campionato, vinse un bronzo europeo e un argento olimpico in nazionale, 3 coppe Italia, uno scudetto, giocò 1 Final Four di Eurolega e arrivò ai playoff nel 2004.

Quindi non sventolatemi un anno e mezzo di curriculum vitae per stabilire che uno è sicuramente più vincente e decisivo dell'altro. Che poi in Italia riuscirà ad Hackett quello che non riuscì a Bulleri ovvero vincere a Milano sarebbe quasi scontato viste le residue possibilità della concorrenza. Scontato se non avessimo recente memoria del suicidio perfetto…

Con Hackett Milano da top 8 Eurolega uscendo da un girone di ferro con Fenerbahce, Barcellona, Efes, Olympiakos, Panathinaikos, Malaga e Vitoria? Ci crede giusto Oscar Eleni ma è un artificio retorico che prepara il campo per le solite tiritere: ho detto che eravate fortissimi così quando perderete posso massacrarvi…

Gentile, Langford e Jerrells non hanno la leadership e il timone tecnico, tattico ed emozionale della squadra che hanno un Navarro, un Diamantidis, uno Spanoulis. Mi sembra evidente e innegabile.
"Ma Hackett si".










Dopo avervi lasciato lo spazio per farvi una risata, torniamo seri. 
Hackett, a mio parere, amplificherà i pregi già esistenti ma farà poco o niente per i difetti.
Ovvero un altro che dalla applicazione difensiva farà nascere imprese offensive individuali e strettamente derivate dall'individualità. 
Ma anche un altro per un attacco fatto di palleggi insistiti, circolazione titubante, gioco senza palla ai minimi termini e fede in San Perimetro se e quando ti negano le penetrazioni. Perché Hackett, esattamente come Gentile, Langford e lo stesso Jerrells, crea e/o risolve dopo lungo massaggiamento della palla.

Le ultime due partite sono state significative per un altro aspetto. 
Anche contro Pesaro Milano ha attaccato in maniera decente solo dopo essersi "svegliata" mettendosi a fare pressing a tutto campo.
Contro Strasburgo "fuoco" difensivo spento da una partita senza nulla in palio e attacco asfittico che nemmeno nello sparacchio insistito trova sbocchi.
E' un Olimpia insomma che "dipende" dalla difesa anche in attacco, dove c'è poco di automatico e poco di facile, molto di emotivo e di desiderio: cambierà qualcosa con Hackett? 

Mah… è attaccante da on-fire, realizzatore potenziale senza essere un tiratore. Ovvero è in linea con il carattere attuale della squadra.
Mettiamola in altri termini: è come se l'Olimpia attuale fosse una macchina con problemi di sovrasterzo. Con Hackett non arriva né un telaista né un motorista, arriva un pilota più bravo di Haynes/Jerrells per cui la qualità media dei diversi turni di guida migliora ma la macchina rimane sovrasterzante.
Il problema è gestito meglio ma non è risolto. La macchina è più che sufficiente a vincere in Italia ma secondo me rimane una squadra che in Europa è troppo faticosa da guidare a certe velocità: nella bella analisi di Pietro Scibetta c'è più di un numero che ci dice quanta fatica facciamo a produrre palla-a-canestro.

Continuo a ripensare alla partita con il Real in casa come esempio paradigmatico: nonostante la nostra difesa, eccellente in tanti momenti, gli spagnoli hanno continuato a segnare "facile" perché giocano una bella pallacanestro offensiva. Noi no e in quella partita non hai potuto competere fino in fondo proprio perché non riusciamo ad attaccare "facile".

In ogni caso, benvenuto…


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