Il volo della lavagnetta alle Top 16


Partiamo con tre note di colore dalle ultime 3 partite.

La calze contenitive di Sergio Rodriguez
Che il Real Madrid si aggiri invitto per ogni competizione guidato da un play che gioca con le calze a tutta gamba tipo antiflebite è esteticamente disdicevole. Credo che gli dei del basket li puniranno ancora una volta sulla soglia dell'apoteosi…

La lavagnetta volante
Angelo Gigli che lemme lemme attraversa il campo con aria indifferente per recuperare la lavagnetta che Banchi ha scagliato chiamando il time out sul +18 è il vero highlight e il vero MVP della partita con Montegranaro.

L'elicottero di David Moss
Le telecamere di Sky hanno fatto incautamente capolino nello spogliatoio Olimpia dopo la vittoria con il Bamberg per regalare al pubblico pagante la visione del nudo frontale di David Moss, suggello della qualificazione alle Top 16.
Nel caso di Final 4 ci aspettiamo almeno 30" di elicottero in full HD.

Tricolore ed europa speculari

In questo momento Milano ha giocato lo stesso numero di partite in Eurolega e in Italia con lo stesso record di vittorie (5 a 4) e altrettanta specularità pressoché assoluta nelle cifre statistiche. L'unica variazione netta è nelle percentuali da 3 dove in campionato miglioriamo di 5 punti percentuali.

Per il resto segniamo 78 punti tricolori e 75 europei subendone 73 tricolori e 76 europei (media alzata dalle imbarcate iniziali a Istanbul e Madrid), 36 rimbalzi a 34, 15 palle perse a 13. Insomma considerando le differenze di livello fisico, tecnico e direi anche di metro arbitrale l'impressione è che in campionato siano andati a volte a mancare degli intangibles che hanno fatto invece la differenza per la qualificazione alle Top 16.

Intangibles a volte molto concreti come questo o come la difesa di Melli e la rubata di Jerrells che hanno chiuso la battaglia con il Brose.


Mason Chiotti e Gani LaWall

Partita da Rocca per David Chiotti contro il Real Madrid: maestria nel farsi trovare nei giochi a due, sbucando fra le soverchianti forze nemiche a recuperare rimbalzi. La sua sostituzione è stato, fino ad adesso, l'unico momento della stagione di vivo disappunto del pubblico nei confronti delle scelte di Banchi.

Nello  shootout con Montegranaro ma più ancora con il Brose è invece rifiorito il Lawal dei giorni romani, quello da lanciare sopra il ferro e attendere la scossa tellurica conseguente alla schiacciata. O da vedere come torre di guardia che con tre stoppate praticamente consecutive inibisce la pericolosità dei lunghi teutonici.

Una versione aggiornata del tema del doppio centro orizzontale - verticale che avevamo già affrontato. In attesa sempre di Angelo Gigli che continuo sempre a sperare possa essere la chiave per aggiungere un p'n'r veramente efficace.


Abusi di mercato

L'anno scorso passare da Cook - Stipcevic a Green - Bremer cambiò le sorti della nostra stagione? No. Cambiò le sorti di alcune partite ma non risolse davvero nessuno dei problemi di fondo, non avevano la bacchetta magica e non gli crebbe nemmeno dopo 2 mesi a Milano. 
Non sappiamo se Walter Hodge che era la prima scelta avrebbe portato miglior fortuna ma il tema è che si cerchino troppo spesso soluzioni esterne a problemi non sufficientemente analizzati e/o non sufficientemente affrontati con gli strumenti già a disposizione.

Ad esempio in questo momento quello che contesterei maggiormente alla coppia Jerrells - Haynes sono le modeste percentuali da 3, ampiamente sotto al 35%. Assodato come si trovino a giocare più che altro di sponda in una manovra offensiva gestita da Gentile e/o Langford, il fatto di non essere affidabili sugli scarichi fa quasi più danni rispetto alle deficienze gestionali o di inventiva.
Entrambe in carriera sono tiratori ondivaghi ma nella stagione passata tiravano meglio.

Jordan Taylor, l'alternativa più plausibile e fattibile fra quelle vociferate, sarebbe un miglioramento certo sotto questo aspetto? Considerando il 29,7% dei 2 anni italiani direi di no.
In un basket in cui una delle azioni più tipiche è una penetrazione che arriva a un metro dal canestro per poi scaricare la palla a sette metri dal canestro l'Olimpia ha in realtà il solo Moss come terminale "sicuro" di quegli scarichi. Le alternative come Melli o Wallace possono tirare sopra il 40% in campionato e scivolare sotto il 30% in Eurolega e, allo stesso modo, sia Langford che Gentile non sono costanti.
Inoltre con Samuels fuori, Gigli e Kangur mai utilizzati sulle potenzialità del roster attuale rimangono tantissime aree inesplorate. 

Che la soluzione,  immediata ma anche nel lungo periodo, di tutti questi problemi e/o incognite sia in mano sicuramente a qualcuno che è altrove pensando ad altro continua a sembrarmi improbabile…

12.300 più 5.500 più 6.600

Ci siamo dilungati recentemente sul tema e quindi evitiamo di sventolare i dati del pubblico come bandiere di eccellenza a prescindere.
Ma avendo vissuto gli anni a cavallo fra fine anni 90 e inizio 2000 quando il pubblico medio si contava nell'ordine del migliaio o poco più, vedere nel giro di una settimana una media di 8.000 spettatori ci fa sicuramente piacere.

Desio per me personalmente è sede più che scomoda ma è un "ripiego" che ha risposto bene e portato bene soprattutto ai nostri giovani: con Pistoia fu il turno di Lollo Restelli; con Montegranaro gloria per Momo Touré che sigla i suoi primi punti in serie A con una felice avventura in coast to coast.
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