Tutti i limiti del verrou


Rewind a 15 giorni fa:

Insomma, fuori di metafora, tutto 'sto difendere di Milano, tutto 'sto spirito di sacrificio, tutto 'sto aggredire il pallone, tutta questa lodevolissima fatica alla fine cosa produce? Pochino perché quando poi si tratta di attaccare ogni azione è un parto trigemino.
Attacchi sempre statici, risolti il più delle volte da prodezze individuali che alle brutte sono poi soluzioni sbilenche, transizioni difensive mediocri e punti subiti facilmente.

Sono sempre preoccupato quando paragoni calcistici mi sembrano adeguati a situazioni cestistiche ma direi che questa Olimpia di Banchi assomiglia sempre più alle gloriose compagini pedatorie che hanno predicato il calcio sparagnino del verrou o catenaccio per dirla all'italiana.

Come un novello Rappan ci sta dando una squadra sempre più abile ed organizzata nella parte destruens del gioco altrui ma che in attacco mira solo di buttare la palla nella zona in cui staziona il classico giocatore capace di fare reparto a sé sperando che faccia il miracolo. 
Obbiettivo minimo lo zero a zero, poi se va alla grande può arrivare la vittoria di rapina. Se si è sfortunati si perde per un tiraccio da 25 metri scoccato con tre difensori addosso, deviato dall'improvvida tibia del generoso terzino che spiazza l'incolpevole portiere fino a lì impenetrabile.

Keith Langford alla Mario Begni

Anche nella Triestina del Paron Rocco serviva qualcuno che ogni tanto la mettesse in rete. Il nostro Mario Begni è Keith Langford che se segna 29 punti ci fa sfiorare la vittoria a Kaunas dove tolto lui il resto della squadra tira 13/31 da 2 e 4/14 da 3.

Se invece come a Roma è serata da 1 su 10 dal campo Milano perde una partita in cui subisce la miseria di 61 punti da una Roma che tira con il 33% complessivo dal campo. Non serve un genio a capire che è difficile che un miglioramento sia da cercare in difesa.

L'amico Franz mi faceva notare che è dai tempi delle prime nove partite italiane a Biella che Langford non aveva così tanti tiri e così tanti minuti. Che il modello offensivo che replichiamo sia quello è preoccupante.

Poi magari, proseguendo nel paragone, Banchi farà proprio come Rocco e a Milano vincerà tutto. Ma il timore è che in realtà il suo jolly sia già uscito l'anno scorso: forse non ha abbastanza Rivera, Maldini, Altafini o Lodetti ma in questa fase vedo più assenza di idee che di individualità.

Questione Gentile

Non ho elementi completi per giudicare la dinamica del sanguinoso tecnico comminato a Gentile
Di certo il ripetersi di queste situazioni è un problema: quando ai Bulls arrivò Rodman Phil Jackson creò una Special Unit con Jordan, Pippen e mi pare Harper che aveva il compito di "distrarre" Denis da ogni situazione / provocazione / discussione che potesse degenerare.

Insomma se si temeva che stesse per strangolare Dick Bavetta arrivava Jordan a dirgli "Ma davvero ti sei chiavato Madonna?" e la situazione si sviava. (Questa è una licenza poetica però mi piace immaginarla così…)
A Milano c'è questa rete di protezione? Forse ce ne sarebbe bisogno ma ancora non si vede.

Dal punto di vista tecnico in queste due partite il nostro Ale ha viaggiato al ritmo di una cosa buona per ogni 2,7 cazzate e forse siamo generosi. 
Il saldo non può che essere negativo ma anche qui il dubbio è se si stia mandando fuori giri un giocatore chiedendogli una invenzione per la squadra ogni volta che si trova in attacco con la palla in mano.
L'impressione per lui ma anche per gli altri è che la fase offensiva sia sempre una giungla sconosciuta nella quale muoversi con circospezione e prudenza o in alternativa da affrontare a colpi ciechi di machete senza sapere bene dove si voglia andare a finire.

Chewbacca Lawal

Non sono mai stato un grande fan di Lawal. Lo trovavo un giocatore limitato e limitante benché fosse in grado di riempire bobine su bobine di highlights.
In assenza di Samuels - fuori  non si sa fino a quando per la mano fratturata in Lituania - il suo inizio di partita sembrava destinato a smentirmi con piazzatoni dai 6 metri inattesi fatti seguire nel terzo quarto da schiacciate e rimbalzi.

Però quando la partita è andata a ramengo nemmeno da lui è arrivato qualcosa e l'impressione è la solita: non si sa come innescarlo e se putacaso lo si lascia innescarsi da solo la cosa più probabile sono i passi del primo quarto. 

Castel Sant'Angelo

Chiudiamo su una nota positiva: d'improvviso riecco in campo Angelo Gigli, fino ad oggi oggetto misterioso dalla data di apparizione mai definita.
Niente da segnalare nel tabellino ma di sicuro ben tornato.
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