Ancora 48 ore (abbondanti)


Non fraintendete il lungo silenzio dopo le 48 ore gioiose e gloriose che sono andate da venerdì 22 novembre contro l'Efes a domenica 24 contro Reggio Emilia. Le ho godute e apprezzate alla grande pur avendone vissuto la metà più esaltante solo in differita: semplicemente il tempo del vivere non è sempre compatibile con il tempo dello scrivere.

Eccoci però a mettere a disposizione della posterità qualche veloce considerazione alla vigilia di altre 48 ore che potrebbero essere altrettanto importanti e cruciali nella trama della stagione. Anzi, considerando che questa volta si tratta di un doppio impegno in trasferta, prima a Kaunas e poi direttamente a Roma, sarà un test ancora più probante.

Sinchronicity

Dopo la sconfitta a Venezia mi chiedevo a cosa portasse effettivamente tutto il sudore difensivo profuso. Fino all'ultimo quarto della partita con i turchi Milano aveva patito di una mancanza di sincronia.

Ovvero i migliori momenti difensivi non corrispondevano, anche nelle vittorie, con i migliori momenti offensivi e quindi non si erano ancora vissuti momenti in cui spezzavamo effettivamente la partita.
Ma se cominciamo a trovare sincronia l'effetto valanga in positivo sembra più che possibile.

Centro verticale, centro orizzontale

In Samuels e Lawal possiamo trovare un coppia che è alternativa ma complementare. Samardone è un centro orizzontale, che puoi e devi tenere in movimento su traiettorie offensive anche ampie per sfruttare agilità fronte a canestro e tiro non battezzabile dai 5/6 metri anche laterali.

Lawal invece centro verticale, da tenere in una rampa di lancio ben circoscritta ma senza limiti di altezza. Ugualmente in difesa: il primo puoi chiamarlo fuori per essere aggressivo prima di qualsiasi tiro, il secondo devi tenerlo sempre dentro per scopi contraerei evidenti. Sui due lati del campo il primo meglio con Gentile, il secondo più adatto a Langford.

Indubbiamente una ricchezza ma la differenza in queste prime fasi è una difficoltà: giocare con l'uno o con l'altro richiede adeguamenti diversi per tutti.

Sulla stessa pagina

C'è ancora molto che si può andare a sfrucugliare, sul gioco prima ancora che sui singoli. Ma il punto importante di queste 2 partite è che la squadra sta sulla stessa pagina, a prescindere dalle difficoltà o ritardi dei singoli.
Ad esempio è evidente che il rendimento di Curtis Jerrells è sotto il par. Ma se un giocatore underperforming comunque ti dà vantaggi cruciali in momenti cruciali (come sono state la palla scippata a Erden e la penetrazione con assist da 3 per Langford) l'accanimento al momento sarebbe sterile.

La trimurti del choker

Un giorno uno bravo tipo Sergio Tavçar dovrebbe regalarci un'analisi della decadenza del basket slavo rappresentata dallo sloveno Lakovic, dal serbo Teodosic e dal croato Planinic, tre giocatori accomunati dalla sinistra tendenza a fare sfoggio di talento in maniera inversamente proporzionale all'importanza del momento o dell'intera partita.

Planinic era il play del CSKA di Messina che nel 2008 evaporò nel secondo tempo contro l'AJ di Vitali, Hall e Hawkins. Che fosse anche il play dell'Efes che si fa divorare in 10 minuti quest'anno la trovo tutt'altro che una coincidenza…

Omaggio al pubblico

Pubblico crescente in numeri ed entusiasmo. Pubblico da omaggiare e non in omaggio, a dispetto di qualcuno.
Ma questo è un discorso di più ampio respiro su cui torneremo a breve.
Comments