Il senso del mulo per la mimetica


Due paragoni pensando alla sconfitta Olimpia a Venezia ma anche alla vittoria casalinga contro Strasburgo.

Il primo sta bene in laguna: l'Olimpia attuale mi sembra una barca ancora piena di falle dove un equipaggio coriaceo e instancabile non smette un attimo di svuotare lo scafo con le pompe di sentina.

Che organizzazione e che spirito! 
Però la barca starà anche a galla ma non si muove: a remare è uno, massimo due e nemmeno troppo coordinati fra loro.

Il secondo mi è venuto in mente guardando i nostri tentativi di rimonta fino all'ultimo secondo: il mulo che non smette mai di far girare la macina è sicuramente commovente. Ma far girare la macina non è un valore di per sé: il valore sta nella farina che tiri fuori.

Insomma, fuori di metafora, tutto 'sto difendere di Milano, tutto 'sto spirito di sacrificio, tutto 'sto aggredire il pallone, tutta questa lodevolissima fatica alla fine cosa produce? Pochino perché quando poi si tratta di attaccare ogni azione è un parto trigemino.
Attacchi sempre statici, risolti il più delle volte da prodezze individuali che alle brutte sono poi soluzioni sbilenche, transizioni difensive mediocri e punti subiti facilmente.

Quante difese di Milano sono state dei successi portando Venezia allo scadere dei 24"? Non poche, Ma alla fine la Reyer chiude comunque a 88 punti, tirando dal campo con il 53% abbondante.
Tutto il buono che produce la nostra difesa schierata o comunque organizzata sembra appunto sprecato nelle situazioni di transizione, impressione che avevo già avuto contro Strasburgo.
Banchi può certo lamentarsi del peso dei tecnici e antisportivi fischiati ma c'è una costante su cui meditare: tecnici e/o antisportivi presi su falli fatti per provare a rimediare subito con la difesa ad attacchi falliti malamente e diventati situazioni di transizione scabrose per noi.

Non è l'aria di Milano

Il punto dolente mi sembra dunque la qualità del nostro attacco, i cui squilibri degenerano poi in brutti rientri difensivi.
Come dicevo a inizio stagione, anche a Siena trovavo il gioco offensivo di Banchi davvero molto brutto e banale.

Se a Milano sembra più brutto è perché nella scorsa stagione gli uomini con punti nelle mani - da cui inizia invariabilmente l'azione - erano  pseudo-play mentre adesso sono una guardia e un'ala piccola. 
In più mentre a Siena c'erano bloccanti migliori e quindi un (ab)uso più efficace di p'n'r e pick'n'pop, da noi il buon Samardo è talmente naif in angoli e timing da essere dannoso, il buon Wallace sembra ancora deambulante a fatica, il buon Melli costante nell'incostanza (Sul buon Lawal sospendo ancora il giudizio sui due lati del campo: vederlo saltare su un avversario che nemmeno lo guardava e stava scaricando sull'arco mi ha per ora destabilizzato…).

Contro Strasburgo ad esempio ricordo solo una azione in cui Langford prende un blocco fatto bene e fa un palleggio, arresto e tiro vincente da 3. E il blocco glielo fa Moss.
Senza una qualche forma organizzata di gioco a 2 è inevitabile che tutte le iniziative di Langford e di Gentile sembrino ancora di più degli uno contro tutti, che alla lunga diventano facili da contenere.

Le apparenze, le cifre e il bilancio complessivo

C'è uno scollamento tra quello che ci appare e quello che testimoniano le cifre.
E' impossibile negare che l'applicazione difensiva di quest'anno sembri a tutti più intensa e costante. Però le cifre dicono che in campionato rispetto all'anno scorso, la nostra difesa concede solo 0,3 punti in meno e gli avversari tirano comunque meglio sia da 2 che da 3.
Recuperiamo meno palloni e concediamo più assist.

Il miglioramento che è evidente in Eurolega, dove rispetto allo scorso anno nelle prime 5 partite abbiamo subito 6 punti in meno di media non si riflette in campionato nonostante, in teoria, dovremmo soffrire meno situazioni di mismatch nei vari ruoli.

Dopo 11 partite il bilancio complessivo di 6 vinte e 5 perse rimane in attivo più ampio del puro dato numerico, considerando la somma algebrica di priorità, infortuni, novità e calendario non certo benevolo. 
Ho però l'impressione che serva al più presto una quadratura dell'attacco che produce molto meno di quelle che sono le potenzialità dei singoli. Il focus sulla difesa è sicuramente fondamentale ma temo possa diventare logorante se deve compensare sempre e comunque un attacco senza scioltezze.
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