Seminare a Desio, raccogliere a Bamberg


Mi autocito  e mi grassetto pure dal ForumOlimpia. Ecco cosa scrivevo a margine della partita con Pistoia sul tema Gentile:

Su Gentile un discorso a parte.
La partita di Gentile è stata interessante. Che non significa che è stata bella ma che, secondo me, ha tanti aspetti meritevoli di analisi anche fortemente critica.
Ad esempio in una partita di scelte orride Gentile smazza la metà dei nostri assist totali[…] E se Samuels non fosse stato in versione Samardo Mani Frolla avrebbero potuti essere anche di più. Un Gentile pessimo è comunque l'unico che ha servito Samuels nelle situazioni per lui ideali (fronte a canestro, già in movimento)
Perchè? Cosa ci dice delle idee di Banchi attuali e di quelle future? Perché se Banchi dà 27 minuti a questo Gentile evidentemente sta cercando qualcosa che non sta avendo in altro modo...
Cosa ci dice anche della potenziale crescita del nostro attacco?

Oggi possiamo dire che Banchi a Desio seminava il Gentile di Bamberg. E se per molti il Gentile di Desio aveva fatto merda, da un certo punto di vista avevano ragione perché senza letame non nascono fiori.

Dal punto di vista tattico in Germania Ale ha fatto, come a Desio, la point forward, gestendo tanti palloni fin dalla propria metà campo, alternando iniziative personali e aperture per i compagni senza praticamente sbagliarne una: 18 punti, 6 assist, 

Tutti bravi e Ale & Nic per me pari sono

Se Gentile firma la partita, Melli ha portato la penna: preciso al tiro, tostissimo a rimbalzo, addirittura intimidatorio in difesa con ben 2 stoppate.

Ma la cifra più positiva della partita è che tutti abbiano contribuito. 
Haynes sembra concorrere per la palma del peggiore ma è sua la bomba che riportando l'Olimpia sul +5 sostanzialmente spegne gli ardori tedeschi.
Langford litiga al tiro ma non nei canestri della staffa, accumulando rimbalzi e falli. Chiotti perfetto blue collar, Wallace e Moss in sofferenza per motivi diversi ma senza essere dannosi, anzi…

Un discorso a parte per Samardone nostro: il tabellino è più bello delle sensazioni live però mi viene un po' da dire che alla fine carta canta e le sensazioni passano.
Quello che è certo è che il suo meglio offensivamente arriva quando lavora perpendicolarmente al canestro e non trasversalmente.
Non ha i centimetri, il peso e forse la tecnica per essere un attaccante credibile partendo da fermo in post basso, tutt'altra cosa in movimento e fronte a canestro.

Do the Curtis Shake

Guardate negli highlights l'esultanza di Curtis Jerrells per l'1-2 suo e di Moss negli ultimi secondi: speriamo di vedere altri Curtis Shake!
Il Gentile point forward forse nasce anche dal fatto che Curtis continua a mostrare pochi passaggi illuminanti ma di sicuro ha gambe e forza fisica per trovare invenzioni importanti in penetrazione.

Korbball!

Il basket tedesco noi lo rispettiamo da quasi 20 anni. Dai tempi di Detlef Schrempf, molto prima di WunderDirk Nowitzki...
Da quando la Stefanel di Tanjevic si fece sfilare la Coppa Korac dall'Alba Berlino: tanto per ribadire che la storia siamo noi anche quella più crudele, nel giro di due anni facemmo vincere la prima coppa in assoluto ai tedeschi e poi ai turchi dell'Efes.

Bamberg città natale dell'indimenticato Sven Schultze oggi offre non solo una presentazione in stile NBA ma anche altri particolari da oltreoceano. Ad esempio la cyclette dietro la panchina per permettere ai giocatori riscaldamenti concentrati prima di entrare.
D'altronde lo sport professionistico è un'industria e una economia forte alla fine può produrre team di valore, capitalizzando su ambasciatori culturali come sicuramente è stato Nowitzki, stella NBA ma a lungo devota alla sua Nazionale.

Sul piano tecnico Il Brose è una squadra di sparacchioni, non per niente nelle 2 gare precedenti vinte in casa viaggiava con un sontuoso 52% dai 6,75. 
Da sparacchioni hanno sprecato malamente il lavoro per riavvicinarsi all'Olimpia con tiri spesso affrettati: in generale però sono sembrati coriacei ma in difficoltà contro la difesa vischiosa che l'Olimpia ha tenuto per tutta la partita.

Rivisto il Sharrod Ford che negli anni italiani era per molti il centro dei sogni. Nella parte discendente della carriera conferma pregi e difetti: giocatore che produce ma non sposta.
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