Con Andrea Barocci milioni di risarcimento per tutti


Di Andrea Barocci della redazione basket del Corriere dello Sport di Roma abbiamo parlato recentemente in quanto coinvolto nelle pantomime fra BasketNet e WorldBasket: per i primi sarebbe degno del Premio Pulitzer, per i secondi indegno anche di un foglio parrocchiale.

Oggi ne parliamo in occasione di un articolo da lui firmato sull'archiviazione dell'esposto di Milano su Baskettopoli.
Non entriamo sul  merito dell'archiviazione dove sicuramente Alabiso, il procuratore federale che persegue ogni reato a patto che sia commesso da un tesserato dell'Olimpia, ha agito per il meglio.

Siamo piuttosto curiosi della sicumera con cui Barocci annuncia che post archiviazione per Milano ci saranno tempesta, morte e risarcimenti milionari da dare a tutti come potete evincere dall'articolo allegato.

Faccio un vento e vi cambio sponsor

I primi beneficati secondo gli ululati di Barocci naturalmente sarebbero a Siena. 
La Mens Sana andrà in tribunale (penale? civile? C'è un reato? Sono danni materiali? Morali? Non si sa, Barocci non ritiene utile spiegarlo...) dove sicuramente otterrà milioni di Euro di risarcimento poiché le dichiarazioni di Scariolo hanno provocato la fuga di potenziali sponsor per ben 5 milioni di Euro.

Qui apriamo una parentesi: nella scorsa stagione online si trovavano tifosi senesi che mettevano in fila una serie di grandi nomi che si contendevano l'onore di riversare sulla Mens Sana addirittura più soldi di quelli messi in questi anni dal Montepaschi diventando supermegaturbomain sponsor: ho letto Ferrero, ho letto Axa, ho letto Prada, ho letto Decathlon.
Alla fine della fiera l'unica voce parzialmente vera era su Kipsta, una sottomarca di Decathlon, che diventava sponsor tecnico.

Voi magari pensavate che Bertelli non avrebbe mai dato valangate di denaro alla Mens Sana perché da 20 anni è impegnato a buttarli nella Coppa America di vela. Oppure che è improbabile che aziende francesi coprano di soldi squadre italiane di basket senza darli prima a squadre francesi.
O che Ferrero - Kinder abbia da anni scelto una politica di sponsorhip diversa, con altri testimonial sportivi "nazionali" (magari pigliandolo in quel posto vedi vicenda Schwazer...) e non "di parte".
Insomma il notorio rasoio di Occam.

Invece no, tutta colpa di Scariolo, Proli e dell'Olimpia...
Mi immagino che naturalmente Barocci abbia visto i documenti in cui tutti questi sponsor dichiarano di rinunciare a Siena perché Scariolo ha sostenuto che a Siena sono cattivi...

Reato di mancata omertà

Ma la furia risarcitoria di Barocci è solo iniziata: a ricevere milioni di indennizzo da Milano saranno almeno altri 5. Ad esempio l'ex arbitro D'Este.

Che il 10 gennaio 2009 Giovanni Montella, responsabile dei commissari arbitrali e Renato Baldi, commissario, definiscono, intercettati in una comunicazione privata, fruitore di vacanze pagate da Siena insieme alla famiglia. L'intercettazione viene pubblicata il 26 luglio 2012 dalla Gazzetta dello Sport e fa parte come documento dell'esposto presentato da Milano.

Secondo Barocci, il D'Este, tosto scagionato da Alabiso, ha titolo di chiedere milioni di risarcimento dall'Olimpia. Anche qui si ignora il motivo: chi lo definisce prezzolato sono Baldi e Montella (ovvero due che per mestiere valutavano gli arbitri nel loro operato...), chi pubblica l'intercettazione è la Gazzetta ma chi lo deve risarcire è l'Olimpia. Non c'è una sola dichiarazione pubblica di Scariolo o Proli su D'Este ma lo devono risarcire...
E non solo D'Este, anche Paronelli, Capurro, Potasso e Cannella, A.D. di Montegranaro di cui parlano sempre e solo Montella e Baldi: tutti risarciti dall'Olimpia. Perché? Non si sa ma Barocci dixit...

Secondo Barocci quindi se Tizio viene definito da Caio e Sempronio, in una loro conversazione privata un venduto, vincerà sicuramente una causa contro Vercingetorige poiché questo ha osato chiedere conto a Tullio Ostilio di verificare se, come dicono Caio e Sempronio, Tizio è effettivamente un venduto.

Per fare un altro esempio: immaginiamo che Andrea Barocci del Corriere dello Sport invece che fare il giornalista  abbia un lavoro delicato e di qualche utilità al consesso civile tipo il controllore di volo a Fiumicino. 
Mi capita di avere dei documenti dove Caio e Sempronio sostengono che Barocci è dedito al consumo di peyote in orario di lavoro e sulla base di questi documenti chiedo conto al Tullio Ostilio preposto di verificarne la veridicità per il bene comune. Accade intanto che un Marc'Aurelio abbia anche lui copia di questi documenti e li metta alla vista di tutti.

Nota: nell'esempio ho dimenticato due particolari. Caio e Sempronio sono rispettivamente un valutatore di controllori di volo e il capo dei valutatori dei controllori di volo. E io sono un pilota che atterra spesso a Fiumicino.
Questo per specificare che non è che sono uno che non si fa li cazzi sua semplicemente perché ha orecchiato le chiacchere di due di passaggio...

Alla fine Barocci non si fa di peyote ma solo di ottimo vino dei Castelli Romani che, come tutti sanno, non altera la lucidità del consumatore: archiviazione decisa da Tullio Ostilio. Chi lo deve risarcire del danno delle ingiuste accuse? Non Caio, né Sempronio e neppure Marc'Aurelio: sono io. 
Il perché non è chiaro, forse si chiama mancata omertà il reato, ma è pressoché certo che dovrò dargli svariati milioni di Euro.

Quindi per evitare problemi ci tengo a farvi sapere che Andrea Barocci non solo non consuma peyote ma è completamente astemio pregandolo di non chiedermi risarcimenti milionari.
Al limite li chieda all'Olimpia: tanto uno in più o uno in meno...
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Matteo Refini,
13 set 2012, 08:50
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