Day 5: Beyoncé, Siena no


In questi giorni mi era quasi punta vaghezza di rispolverare gli studi universitari per analizzare, in chiave mcluahniana di modalità "calde" e "fredde", cosa voglia dire seguire le partite dell'Olimpia dal vivo piuttosto che in televisione o via radio o via webcasting . 

Perché a me, ad esempio ,è diventato pressoché insostenibile dover vivere il tutto attendendo gli aggiornamenti di una pagina web, patisco la televisione dove devo sempre togliere l'audio mentre sono quasi una persona normale a vederle dal vivo.

Per gara 4 infatti ho optato per evitare il coccolone fulminante, chiudendo il computer dopo il primo quarto e attendendo di leggere solo il risultato finale.
Quindi non ho niente da dirvi. 
Però sono sopravvissuto allo stress. E quando mi sarà vietato - per motivi di salute - di interessarmi alla palla al cesto, avrò una dissertazione da scrivere.

L'ora che volge al Desìo

A causa del tour della signora Z l'inizio della mini serie al meglio delle 3 dopo il pareggio senese sul 2 a 2 è in "trasferta" al PalaDesio. 
Ho letto tante polemiche pretestuose sullo "sfratto" dal Forum per la quinta partita, tanta gente che non si rende conto di banalità come la proprietà privata dell'impianto d'Assago.
Di cui l'Olimpia è un cliente in affitto come altri che non può certo pagare una prelazione su ogni giorno da maggio a giugno perché "forse ci potrebbe essere una partita di playoff ma lo sapremo  - senza però certezza assoluta - ai primi di maggio..."

Le polemiche facciamole perché il tentativo dell'Olimpia di fare del PalaLido un casa non in affitto si scontra con ostacoli oggettivi come l'amianto e pretestuosi come sedicenti comitati di quartiere il cui principale (e masochistico) interesse sembra soprattutto quello di bloccare tutto in un sano immobilismo.
Contenti loro: si terranno le macerie come quelli del quartiere San Siro che dal 1985 si sono sempre opposti alla ricostruzione del PalaSport per godersi un bel cumulo di verdissime sterpaglie incolte su cumulo di detriti dove immagino giochino felici mamme e bambini e nidifichino il chiurlo e la sula bassana, salvate dal pericolo basket  e non disturbate dall'ombra del terzo anello del Meazza.

Che poi il Pala Desio di per sé  non è per niente una brutta esperienza. Come nei similari PalaRuffini di Torino o PalaDozza di Bologna si vede bene da ovunque e con medesima affluenza in capienza dimezzata raddoppia il fattore campo rispetto al Forum di gara 1 e 2.
Il problema è che urbanisticamente è situato in maniera demenziale, con stradine d'accesso da quartiere residenziale e parcheggi da imbottigliamento immediato. Con la pioggia poi, il massimo...

La sigaretta di Dalipagic

Il mitico Drazen era solito gustarsi una Marlboro prima di entrare in campo. Non avesse segnato 30 punti sempre e comunque avremmo detto che era segnale inequivocabile di poca concentrazione e professionalità.

Nel riscaldamento di Siena notavo come ad un certo punto la massima preoccupazione di Bobby Brown fosse quella di provare circus shot improbabili. Avesse vinto la Mens Sana con 20 punti del numero 6  ne avremmo parlato come di un segnale di grande forza, tranquillità e spensieratezza.

Ma Siena ha perso di 15 e Brown ha chiuso con 3 su 13 dal campo e -1 di valutazione in 28 minuti...

Poster con Malik, poster con Sandro

Diciamolo, miglior match dell'anno per il capitano Hairston che vola come ai tempi belli, non spreca un pallone e ci regala due momenti da poster (bravo Dega e brava Claudia!) con la schiacciata su assist di Gentile in testa a Eze ed Hackett e la roboante stoppata su Hackett sempre nel terzo quarto.

Prova in crescendo anche per Alessandro Gentile che litiga con i ferri nel primo tempo ma mette poi la sua firma di energia quando Milano scappa via. 
Quindici punti anche per J.R. Bremer che si scatena balisticamente anche lui nella ripresa ma si guadagna un voto alto soprattutto per il secondo quarto quando è lui a guidare le danze al posto di un Green soffocato dalla marcatura di Moss.

In generale una Milano meno sprecona e più energica che vince soprattutto il duello a rimbalzo dopo aver di nuovo sofferto sotto le plance in avvio: una chiave importante anche per gara 6.

Un greco anzi due grechi

Non solo un Bourousis dominante a mettere la firma sulla partita con una doppia doppia per punti e rimbalzi. Timbra un bel cartellino di presenza anche Antonis Fotsis: le cifre non sconvolgono per abbondanza ma finalmente una partita da Fotsis, efficace e senza sbavature.

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