Day 1: Tanta roba!


Con il ritmo frenetico di questi playoff sarà dura anche scrivere con tempestività.
Cerchiamo dunque di essere rapidi, efficaci e precisi come se fossimo Barrique Green in campo.

Iniziamo da lui per riassumere questa partita bella e imprevista, quasi come una giornata di sole dopo i mesi di piogge di questa primavera. L'aggressione difensiva che fa a Brown dal primo secondo della partita è il segnale che Milano prende alla lettera il discorso di Aragorn montato nel motivazionale trasmesso dagli schermi giganti prima della palla a due. O che ha capito in pochi minuti che cosa rendeva speciale quel signore dai capelli una volta rossi premiato all'intervallo.

Milano stupisce con questa larga vittoria soprattutto per una applicazione difensiva continua davvero degna di Arthur Kenney: per Siena due soli uomini in doppia cifra, sterilità offensiva che fa il paio con la mollezza difensiva che consente a una Milano senza Langford di superare quota 100 per la terza volta in stagione.
Nessuna contromisura per un Gentile sublime che imbarazza sia Hackett che Moss, costretto a regalargli anche un gioco da 4 punti.
Nessuna contromisura per un Bourousis schienato (come si vede dai liberi e dallo speciale pallone antilombalgia su cui si siede in panchina) ma stoico, dominatore e condottiero specialmente in avvio.

Zitto zitto Malik...

Alla vigilia ci sembrava il malato silenzioso più preoccupante e invece zitto zitto capitan Hairston firma una gara da top scorer con il 65% dal campo.
Bravo anche Bremer che parte molto contratto e timoroso, protagonista in negativo del nostro peggior momento, ma poi trova coraggio e iniziative.

il valore della prova di Fotsis e Melli si misura soprattutto sui 2 punti e 1 di valutazione della coppia avversaria Sanikidze - Kangur. Gloria pure per Basile capace anche lui di mandare a farfalle Moss e comparsate per Radosevic e Giachetti.

Langford in grandissimo hipster look ma a giudicare dalla camminata non pronto per rientrare già domenica.

Pops fa idolo

Mensah-Bonsu non sono sicuro che giochi a basket ma sono certo che viva in deroga alla normale legge di gravità per la tendenza a staccarsi da terra ad ogni occasione. 

Green gli serve una palla che nessun altro avrebbe potuto poi schiacciare, lui ogni tanto parte senza controllo tipo pallone sonda che si sgancia: come quando salta per una schiacciata fuori posizione e la trasforma in un finger roll degno di Clyde Drexler.

Tredici punti e otto rimbalzi in 13 minuti e talmente tanta energia incontrollabile da far sospettare che abbia un elettromagnete nel petto tipo Tony Stark.

Atti osceni in luogo pubblico per gara 2?

L'invito di Banchi ai suoi giocatori per gara 2 è stato quello di tirare fuori i coglioni. Che io sappia è un reato penale però si sa che per Minucci e i suoi la legge fa sempre delle eccezioni.

Sceglierei Dionte Christmas come loro MVP emblematico: uno show balistico a babbo morto giocando assolutamente da solo nell'ultimo quarto senza badare gran che ai compagni. Facendolo meglio di Bobby Brown nervoso e lamentoso e sembrato sostanzialmente avulso ai destini della squadra: due solisti con tantissimi punti nelle mani che potrebbero essere, nel loro conclamato egoismo e voglia di rivalsa individuale, il problema più grosso di gara 2.

Se loro due segnano il resto della squadra dovrebbe poi seguire l'esempio di Hackett ovvero menare, provocare, fare sceneggiate napoletane e cercare di buttarla in rissa. 
Tutte cose che il Ron Artest di Forlimpopoli ha cercato di fare anche in gara 1, spegnendosi però dopo un quarto, non riuscendo a far abboccare nessuno, nemmeno fra i compagni: ci piace ricordarlo in questa azione mentre corre di qua e di là senza mai raggiungere la palla.

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