Teniamoci il bicchiere

Classica partita che puoi girare e mettere in prospettive valide sia per vedere il bicchiere mezzo vuoto che mezzo pieno. Conviene dunque partire dal prendersi il bicchiere ovvero quella qualificazione alle Final 8 di Coppa Italia ad Assago che, esclusivamente per demeriti nostri, erano diventate a forte rischio.

Prendiamocelo "festeggiando" anche l'accoppiamento immediato con Varese dovuto all'ultima bomba da 3 subita da Reynolds. Inutile fare calcoli per progettare percorsi migliori o peggiori: se Milano deve e vuole ridare un senso alla propria stagione lo faccia dimostrando di poter superare i primi della classe dell'andata.

Dicevamo del contenuto del bicchiere. Vediamolo mezzo vuoto: un suicidio mentale pari pari a quello di Vitoria scampato solo per la differente qualità dell'avversario. Vediamolo mezzo pieno: una squadra che per una volta sconfigge i suoi fantasmi grazie ai panchinari, fino ad ora vantaggio più teorico che pratico.

Il futuro? Ancora tutto da capire: le certezze non sono di questa stagione.

Profeta in patria

Impossibile anche per noi accecati da antichi pregiudizi e appartenenze negare il titolo di MVP a Gianluca Basile che nella prima partita di Serie A giocata nella Puglia natia confeziona una partita impeccabile nella forma e nella sostanza, colpendo con precisione e soprattutto tempismo.

Negli highlights di Legabasket trovate anche un suo passaggio di grande sagacia per Chiotti, un altro dei meritevoli: più in attacco che in difesa dove gli manca la malizia per marcare efficacemente giocatori più prestanti come Robinson o Simmons.

Il nano e il gigante

Stiamo per dire una banalità degna di Franco Lauro: il futuro della stagione passa dalle mani di Marques Green e Ioannis Bourousis nella misura in cui riusciranno ad essere co-leader tecnici in sintonia.

E questa partita lo dimostra nel bene e nel male, la quadra fra la Barrique, spesso immaginifico e illeggibile anche per i compagni, e il Bourousauro brontolone passa da equilibri delicati ma se sono quelli dell'assist per la tomahawk del 17 pari o quelli della rimessa sopra il tabellone il futuro potrebbe anche essere roseo.

I rischi connessi? Beh, entrambe, per motivi fisicamente opposti, sono giocatori "anomali"  in quanto chiaramente "specializzati" in un ruolo mentre il basket attuale tende a premiare le ibridazioni, i giocatori SUV.
E giocatori SUV, esterni grossi ma veloci così come interni bassi ma atletici possono andare a trovare nervi scoperti come si è visto fin troppo bene nel 3° quarto.

Un bicchiere di cassoeula

Anche per la prova singola di Bremer vale il criterio della doppia faccia: molto bene nel secondo quarto quando agisce sottotraccia tra difesa e passaggi. Meno bene nei momenti in cui è chiamato alla ribalta e gli si chiede un contributo offensivo più evidente.

E' innegabile che con Green in squadra serva, soprattutto in difesa, una alternativa fisicamente più prestante rispetto a uno Stipcevic ma ad oggi sono ancora lontano dal ritenerlo un acquisto utile.

High flyers & Blonde Ambition

Il confronto fra Hairston e Viggiano sulla carta prometteva sfide ad alta quota fra due giocatori "volanti". Ma entrambe hanno regalato pochi highlights e la sostanza, per una volta, premia Hairston che rispetto al recente passato fa zero danni e parecchie cose utili.
Per Jeff invece impegno difensivo ma abuso di tiro da tre.

Buon uso e non abuso dai 6,75 lo fa invece Niccolò Melli che insacca chirurgicamente due bombe topiche: nelle ultime due gare siamo a 5 su 8.

Chiarezza su Fotsis

Credo che sia giunto il tempo da parte della società di fare chiarezza sullo stato fisico di Fotsis. Il dubbio che la sua stagione abulica e inconcludente abbia anche motivazioni mediche sfiora da tempo un po' tutti ma la mancanza di spiegazioni ufficiali lascia tutto nel campo delle ipotesi.

Però sarebbe giusto saperlo anche per poter pesare davvero il suo rendimento e il suo impegno. Ad esempio ieri, sapendo del torcicollo, si valuta in maniera più corretta la prestazione di Langford, si capiscono gli inusuali errori dalla lunetta, si apprezzano ancora di più gli assist e le cose buone.

Nelle ultime 3 partite su Fotsis emerge una costante: parte forte, non necessariamente bene ma sicuramente con un attivismo superiore al passato e poi crolla nelle apparizioni successive alla prima pausa in panchina.
Ieri 8 punti nei primi 11' poi il disastro assoluto nei primi 5' del terzo quarto.
Il sospetto che ci possa essere un problema fisico cronicizzato che puoi calmierare ma riemerge appena spremi il motore per un tot di minuti mi sembra sempre più plausibile.

Sberemball 2.0

Sia dato atto a Pierino Bucchi che il suo gioco è migliorato rispetto a Milano. Brindisi è una squadra che gioca programmaticamente up tempo. 
E il ritmo alto è un ingrediente  - anche spettacolare - dell'intensity che negli anni milanesi si è visto sporadicamente per non dire mai: ottimo poi quando con Simmons e Robinson ha lunghi perfetti per andare a caccia di rimbalzi offensivi e conclusioni volanti.
Va meno bene quando devi ragionare tipo nei minuti finali quando Gibson e Reynolds tentano soluzioni improbabili tipo alley hoop direttamente dalla rimessa

Per il resto nessuna novità di rilievo: Lynn Greer, pardon... Jonathan Gibson fa e/o disfa e il rendimento di Brindisi va di conseguenza. Nella misura in cui segna quasi con costanza da 8 metri con la mano in faccia si può inseguire qualsiasi traguardo: come scrissi una volta a tema Se segni da tre il tuo coach diventa bravo.

Ragionamento applicabile anche a Milano? Si ma invito a rivedere i nostri highlights qui per verificare il tempo e lo spazio delle nostre conclusioni da 3 punti con Brindisi: abbiamo sempre tirato da liberi o quasi...

E qui mi fermo, che non vorrei che il bicchiere sembrasse fin troppo pieno...


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