Allo stato brado


Mi piacerebbe iniziare dicendo agli amici biellesi che con il cuore e l'impegno mostrati ieri contro l'Olimpia non potranno mancare loro risultati futuri favorevoli. 
Ma devo essere sincero ed onesto: fare bella figura contro questa EA7 è facile e vincere tutt'altro che impossibile e temo che la partita di ieri non sia per niente veritiera dello stato di salute dell'Angelico.

Lo dico guardando Pesaro: sconfitte in doppia cifra costante prima di sfiorare la vittoria con noi, sconfitte in doppia cifra costante dopo.
Ma basta incontrarci per sembrare tutti competitivi, arrembanti e indomabili...

Senza gioco, senza play, senza testa

Dopo un anno e mezzo di cura del Caudillo Scariolo Milano sembra una squadra allo stato brado, senza idee, senza convinzioni, senza amalgama, senza grinta.
Una accozzaglia di giocatori che quando prova a giocare insieme riesce solo a evidenziare i difetti di tutti e amplificarli al massimo: basta vedere il primo quarto in cui ai piemontesi è sufficiente essere difensivamente aggressivi per mandarci in poltiglia, alla faccia di qualunque reazione alla sconfitta con Varese.

Dalla panchina arriva il solito turbinio di cambi cronometrati ma comunque alla viva il parroco di un coach mentalmente debole che è capace solo di adeguarsi all'avversario: scommetto che se un giorno i nostri avversari rimarranno in campo in 4, giocheremo in 4 anche noi perché in 5 non riusciamo a imporci...

Come ne usciamo alla fine, dopo aver lasciato di stucco chiunque seguisse il match? 
Con i cavalli scossi e con il basket allo stato brado appunto, con Gentile che a un certo punto spara un po' di vaffanculo al mondo e decide di giocare da solo come al campetto.
Con Langford che se c'è uno shooting contest anche fra compagni non vuole mai perdere e ci si trova a nozze se il tutto diventa che il primo che ha la palla può fare quello che vuole, basta che segni.
Ci dà una mano Biella che da Robinson e Johnson ha più danni che benefici e che si suicida con la rimessa immaginifica che costa il 2+1 per il pareggio di Langford al termine dei 40'.

Annotazioni sparse

In assenza di un qualunque collettivo si deve parlare dei singoli.

Sul "capitano" Hairston il giudizio è chiuso sulla prima azione in cui arranca malamente dietro a Soragna. Partita mediocre a dispetto del +/-, fare pari nelle cifre con l'eterno ma convalescente Soragna è imbarazzante.

La cassoeula può piacere molto ma rimane comunque un piatto povero fatto di scarti e frattaglie. Come J.R. Bremer che torna dove fece tappa ad inizio carriera per fare una partita modesta e in ombra con poche cose positive. In affanno contro il pressing, scentrato da 3, in due partite la miseria di 2 tiri tentati da 2 punti quando ci si attendeva chissà quali meraviglie in entrata rispetto a Cook che non penetrava mai...

Avrebbe la scusante che in settimana non si è allenato per portare la famiglia a Milano e a logica ti aspetteresti di vedere tanti minuti per Stipcevic. Che invece sta in panchina 50', si rispolvera per 4' Giachetti oppure si gioca allo stato brado di cui sopra con Basile, Langford o Gentile a portare semplicemente la palla di là.

Melli sta effettivamente diventando il nuovo Gallinari. Vittorio però.
Difende, mena, piglia i rimbalzi e per fortuna segna meglio i liberi pur non mettendola mai dal campo. Gioca da pivot "perché bisogna adeguarsi" e lo fa bene.

Partita meno incisiva di quanto dicano le cifre per Bourousis che in difesa fa buone cose ma anche brutti errori. In attacco l'impressione che sia costantemente sottosfruttato per mancanza totale di gioco non ci abbandona mai.

Interessante la seconda stagione de "Il mistero Fotsis". Nella prima non faceva mai niente, nella seconda parte sempre come un forsennato nei primi 10'. 
A fine puntata però il mistero si infittisce sempre di più perché il saldo comunque vale quello di uno Jurak qualsiasi.

Onesta presenza per Chiotti, prova generosa ma faticosa per Basile.

I purosangue

E infine si arriva ai due cavalli di razza di giornata, Gentile e Langford che la svoltano sostanzialmente sbalzando di sella il nostro fantino, El Caudillo Sergio, e correndo da soli.
D'altronde di un fantino con il paraocchi se ne può tranquillamente fare a meno se è incapace di trovare una via comoda anche contro Biella.

Tanti eroismi per entrambi ma se hai bisogno degli eroi contro la terzultima, contro Cantù chi ti salva? Un semidio?
Ancora bravi e spazio per una nota negativa: per Alessandro è l'infortunio che quasi certamente lo terrà fuori nel derby.
Per Langford il fatto che ha giocato due volte il pallone per vincere con esito negativo. Esecuzioni tutt'altro che impeccabili ma d'altronde anche gli spartiti sono di quello con il paraocchi...

Per fortuna...

Arriva il 2013 dove tutto migliorerà. Ma anche no...
In ogni caso auguri a tutti!
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