Anche Babbo Natale, se esistesse, farebbe autocritica...


Autocritica naturalmente nel senso di commento informato sul mercato e sul design automobilistico giacché non esistono altri significati noti di questa parola.

In ogni caso Natale è passato e benché ci piacerebbe fare dell'autocritica parlando della Ferrari che succederà alla Enzo ci tocca parlare di basket.
Perlomeno, siccome Natale è passato, possiamo tralasciare ogni buonismo: all'Olimpia Milano non è cambiato nulla e la sconfitta con Varese è stata esattamente uguale alla sconfitta con Sassari di 20 giorni fa.

La cosa preoccupante è che sono convinto che la prossima partita con Biella sarà uguale a quella con Pesaro. Ma d'altronde solo Scariolo, Proli e il suo sgherro potevano essere convinti che i problemi della stagione fossero Cook, Frates ed Hendrix e la soluzione fosse Cassoeula Bremer.

"Cameriere, non trovo il caviale in questa cassoeula..."

Partiamo proprio dal nostro cassouela Bremer. Che fa tutto sommato una partita onesta da giocatore onesto qual è. 
Solo che poi se approfondisci un attimo ti rendi conto che 9 punti in 30' più 6 assist per 8 di valutazione assomigliano appunto a 11 punti in 28'  più 6 assist per 13 di valutazione di Cook contro Sassari. Soprattutto perché il suo dirimpettatio Mike Green banchetta ampiamente, esattamente come banchettò ampiamente Travis Diener contro Cook.

In un impeto di ottimismo uno potrebbe dire che l'attivismo di Bremer ad inizio match sembrava aver dato un volto migliore al nostro attacco ma a Varese sono bastati 10 minuti per prendere le contromisure ed esattamente come con Cook, più la partita andava avanti e più J.R. si ritrovava con il cerino in mano a sparare spingardate dagli 8 metri sperando nella buona sorte.

Per Scariolo comunque J.R. è materiale pregiatissimo - tipo caviale - e indispensabile, quindi lo tiene dentro fino a quando boccheggia talmente che un De Nicolao reduce dal cagotto lo umilia in palleggio e segna l'unico canestro della sua serata.

Non per fare autocritica ma la differenza è chiara

Quindi se non si fosse ancora capito, la differenza non sta negli interpreti. Il derby con Varese ha confermato cosa succeda quando da una parte hai chi crede in quello che sta facendo, crede nel suo allenatore, crede nei suoi compagni e quindi crede in se stesso e dall'altra hai chi non crede a niente di quello che sta facendo e al massimo può fingere per onor di firma o professionismo.

Perché non è che Varese faccia chissà che gioco: Green, Banks ed Ere hanno licenza di zingarata al limite e oltre della forzatura e tutto nasce o muore li. Però a quello che ne consegue ci credono tutti e quindi contribuiscono nei modi più consoni, che siano blocchi, rimbalzi o buoni rientri difensivi dopo brutti attacchi...

Da noi basta vedere la qualità invereconda dei rientri difensivi per capire che quando Langford o chi per esso va in uno contro uno, gli altri 4 spengono il cervello: se fosse consentito il cellulare in campo probabilmente darebbero una controllata a Facebook.

Ma questi secondo El Caudillo Scariolo sono dettagli, minuzie, piccoli passi ancora da compiere. Peccato siano gli stessi da inizio anno. Però bisogna essere positivi perché adesso ci proviamo...
Tipo Fotsis che parte arrembante, sbaglia l'insbagliabile e poi ci delizia nel finale riuscendo comunque a rifiutare un tiro da 3 e uno da 2 praticamente obbligati nel giro di 5". 

O tipo Gentile e Melli, canne al vento in una squadra senza guida e senza certezze, che non li sta facendo crescere di una virgola. Con Varese inverecondi dopo essere stati ottimi nell'ultima partita di Eurolega danno l'impressione di essere lasciati a loro stessi con il talento o con gli errori ma senza nessuna guida.

O tipo Hairston e Langford che continuano a non trovare nessuna armonia o complementarità, segnando 30 punti in due ma quando segna uno non segna mai l'altro, entrambe che giocano a turno  solo in una metà campo. 
E, tanto per ribadire il concetto e il parallelismo con la partita con Sassari, in quella, con Langford fuori, Hairston segnò 25 punti da solo.

Coaching partecipativo e autocritico

Ma non si dica che El Caudillo Scariolo sia un presuntuoso che rifiuta critiche, autocritiche e suggerimenti. Con Varese è bastato un coro del pubblico per fargli ricordare di rimettere in campo il suo miglior giocatore, un tal Bourousis che è l'unico che chiude il match con un +/- positivo.

L'ha tolto che eravamo +1 e l'ha rimesso a buoi scappati sul -6 ben 8' dopo? Ma questi sono dettagli, non vorrete mica negare che El Caudillo ci provi?
Come ci ha già spiegato più volte Livio Johnny Ganassa Proli la colpa è sempre del pubblico: la prossima volta cerchiamo tutti di essere più veloci con i cori e di includere anche Stipcevic magari.

Quindi pubblico di Milano fai autocritica e stai attento: ci è stato ribadito che con El Caudillo Sergio Scariolo si andrà fino in fondo (e anche a fondo se capita...) ma per tutti gli altri la mannaia può cadere in ogni momento...
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