Gli ultimi treni


Gli ultimi treni per l'Olimpia stanno per partire: due sole partite tutt'altro che agevoli per cercare di arrivare alle Top 16 su un binario.

Cinque partite tutt'altro che agevoli sul binario del campionato per evitare di fallire anche la qualificazione alle Final 8 di Coppa Italia che beffardamente si terranno proprio al Forum di Assago.

E sul terzo binario arrivo anch'io con il proverbiale ultimo treno a concordare che si, è tempo di un altro macchinista perché quello di Scariolo è scaduto.

Rimango convinto che, come è sempre successo, il cambio non ci porterà alla fine a nessuna vittoria da albo d'oro ma qui si tratta di sfruttare il solito effetto temporaneo sui 15 / 20 giorni per cercare di evitare di scendere davvero sotto ogni livello di decenza, fallendo entrambe gli obbiettivi di cui sopra.

Perché ora, perché adesso

Cosa mi ha fatto cambiare idea
In questa partita ho percepito quello che forse altri più acuti di me avevano già visto ovvero che Scariolo non ha la forza, la convinzione, il coraggio o l'incoscienza per dare uno scossone dall'interno. 
E infatti in conferenza stampa si torna a vagheggiare di indefiniti giocatori deus ex machina che una volta trovati planerebbero qui a risolvere tutti i problemi. Come a dire, senza forse rendersene conto, che così come siamo non ci sia modo di uscirne.

Ma il problema è che non ci prova realmente a trovare soluzioni interne.

Questa era una partita in cui dopo i primi 10 minuti né Bourousis, né Cook né soprattutto Fotsis avrebbero dovuto rivedere il campo. Se non dai un segnale e un limite di fronte a un approccio inverecondo alla partita ma rimani attaccato a gerarchie e punti di forza solo ipotetici e mai confermati del tutto sul campo, stai dimostrando di non poter davvero cambiare lo status quo negativo.

Non stai vedendo il Fotsis reale ma pensi all'archetipo di Fotsis. Dai fiducia immotivata a chi ti sta dimostrando in tutti i modi di non averne in te. Continui a pensare di avere una squadra forte a prescindere da quello che realmente fa.

Hairston tornasole

Dovrei verificarlo puntualmente ma ve la dico anche solo come impressione. Stasera Hairston giocava meglio in maniera inversamente proporzionale al numero di altri titolari presenti in campo.

Che non vuol dire che soffra altri possibili protagonisti ma che probabilmente il suo impegno e quindi rendimento è conseguenza di quello dei compagni. In un quintetto che lotta, ha coraggio e prende iniziative, Hairston lotta, ha coraggio e prende iniziative.
In un quintetto che non lotta, non ha coraggio e non prende iniziative, Hairston non lotta, non ha coraggio e non prende iniziative.

Che l'esempio ad Hairston debba darlo Gentile con i suoi errori può essere teoricamente assurdo ma se è quello che nella realtà funziona devi cavalcare la realtà, non le teorie.

La scelta giusta in un ragionamento sbagliato

L'unico vero panchinato ad oltranza è stato Bourousis. Decisione sacrosanta guardando che nei 6 minuti iniziali del 1° quarto con lui in campo Easley banchetta con 9 punti e percorso netto al tiro.
Ma siccome, d'altro canto, a Cook ma soprattutto al vergognoso Fotsis vengono date ampie possibilità di riscatto l'esclusione netta - in teoria giusta nel quadro della partita che ho visto io - del giocatore al momento più solido e costante della stagione diventa l'ennesimo segnale di grande confusione in chi dovrebbe tenere il timone.

Perché per Scariolo Bourousis rimane fuori perché Sassari gioca senza centri e quindi noi ci dobbiamo adattare. Curiosa spiegazione per la quale Bou diventa dunque l'acquisto più inutile della storia: prendo un centro dominante ma quando dovrebbe dominare perché gli avversari non hanno centri lo tolgo perché appunto, gli avversari non hanno centri e quindi fanno un gioco che non si adatta al nostro centro.

O forse più semplicemente eravamo intimoriti dalle scarpe rosa di Diliegro...

L'alibi Langford

L'infortunio di Langford è ancora ignoto nella gravità e durata ma è stato utile, quasi illuminante.

Ci ha anche aiutato a capire che è bastato togliere l'unico del quintetto che abbia degli obiettvi per smascherare del tutto l'abulia altrui. Che poi gli obbiettivi di Langford sono molto personali, il sogno dell'NBA da recuperare dopo la  sliding door perduta ai tempi del college, ma almeno sono qualcosa, sono una motivazione, sono un motore.

Il coraggio che non c'é e il 100% dei tiri che non prendi

Questa partita per me andava giocata ed eventualmente anche persa malamente con i soli Stipcevic, Gentile, Melli, Chiotti, Basile e il semi rimorchio Hairston. Aggiungendoci anche l'invincibile pippone Hendrix e l'ingiustamente dimenticato Giachetti.

Tracciare, per una volta, una linea netta tra chi magari è veramente scarso o fuori forma o inadatto ma dimostra un qualche desiderio di vittoria e chi in pura teoria sarebbe una punta di diamante e invece è una testa di budino che nel migliore dei casi impiega 20 minuti per decidere di dare un qualche contributo alla causa.
Sbagli il 100% dei tiri che non prendi: a quell'ammasso di feta scaduta di Fotsis andrebbe inciso a coltello sulla fronte se non gli è bastato vedere Vanuzzo fare tutto quello che dovrebbe fare un 4 perimetrale decente.

Ma appunto quel coraggio non c'è quindi cerchiamolo altrove, anche turandoci il naso di fronte al fatto che più in là dei mediocri Frates, Pancotto, Bechi e compagnia allenante similare non ci sarebbe possibilità di andare.

Magari chi arriva avrà giusto l'accortezza di non nascondersi dietro paraventi imbarazzanti tipo la pressione del Forum: a Bologna, Avellino, Kaunas, Istambul, Vitoria chi ha portato insostenibili pressioni? C'erano folle di tifosi milanesi in trasferta?
Il sorpasso a Bucchi anche nelle dichiarazioni inverosimili sembrava impossibile ma mai sottovalutare il peggio...

Nota le parole sono importanti: Ho cancellato il paragrafo di cui sopra per un motivo molto semplice. Nella conferenza stampa che trovate qui non viene mai pronunciata la definizione pressione negativa: si dice che la squadra ha una tensione particolare quando gioca in casa che è un concetto diverso e non certo accusatorio.
Di pressione negativa scrive Chiabotti sulla Gazzetta. 
E permettetemi di sospettare, in assenza di controprove, che si tratti di una libera interpretazione. D'altronde sono riusciti a pubblicare un articolo in cui Cook è diventato Ciok, Fotsis Fottisi e Bourousis Borsosi: sono fantasiosi con i nomi figuriamoci con le dichiarazioni...
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