Fuga dalla Vit(t)oria


Ero convinto che la massima frontiera dell'autolesionismo fosse prendersi a rasoiate braccia, gambe e altre parti del corpo, for real come il compianto Richey James.

Ma evidentemente ci sono molti altri modi per farsi supremamente del male. Tipo quello di questa sera con un suicidio perfetto, talmente autonomamente inflitto da essere sinceramente spaventoso.

Perché quello che fa il Caja nell'ultimo quarto non è stato altro che tentare di chiudere dignitosamente una partita giocata male e che li vedeva al massimo rimanere in scia. 
Ma Milano si sbriciola preda di un terrore tutto suo: avete presente la scena finale de Alla ricerca dell'Arca Perduta quando i nazisti aprono l'arca e la gioia diventa terrore e loro diventano polvere?

Uguale.
Una replica incomprensibile del suicidio dell'anno scorso con il Partizan.

Senza nemmeno una lettera di spiegazione

Nei suicidi c'è chi lascia la tipica lettera e chi non lascia niente. Qui direi che i suicidi non hanno lasciato niente che ci dia un perché.
Certo si può ragionare sul fatto che la scelta finale di andare a difendere con 17" rimanenti e i baschi lontanissimi dal bonus e noi invece con la luce accesa è stata quantomeno opinabile. Cosa avresti portato a casa se anche fosse arrivato un errore? Al massimo i supplementari.

Forse mandandoli subito in lunetta, potevi da una parte sperare nell'errore come era già accaduto e tenerti comunque la possibilità di costruire un tiro. Ma alla fine è una questione di lana caprina che non spiega perché sei arrivato a quel punto.

Per chi le ha già a prescindere da questa partita le spiegazioni ci sono così come le soluzioni: è colpa di Scariolo, giocano contro l'allenatore, lo sciopero di Fotsis che vuole andare via, Cook inadeguato, Hendrix bidone etc. etc.
Mi sembrano tutte semplificazioni però.

Quello che temo, e torniamo all'autolesionismo di cui sopra, è che la comfort zone di questa squadra e forse di tutto l'ambiente sia nella sconfitta, nel farsi del male, nel deludere e nel deludersi, nel fare tutto quello che renda difficile essere amati.
E lo dico a ragion veduta visto che io stesso sono qui in una sorta di pace interiore data ormai dall'abitudine a certi dolori.

Fotogrammi prima della dissolvenza al nero

Prima del nulla avevo visto anche cose che mi erano piaciute come quella di portare sistematicamente la difesa a partire fin dalla rimessa del Caja. Così come proporre a intermittenza la zona per costringere i baschi a leggere situazioni diverse.

Ero contento di vedere che in una partita decisiva che poteva darci la qualificazione esattamente come il ritorno di Belgrado l'anno scorso, la prestazione di Cook, reduce da un periodo più che negativo, fosse invece solida e importante. E' arrivato a un millimetro di suola sulla riga dal recuperare il pallone che avrebbe quasi certamente chiuso la partita sul +3 che lui stesso aveva segnato. 
Ma invece rimarranno più impresse le ultime scelte purtroppo sbagliate un po' prima e un po' dopo.

Ho visto Bourousis dominare a lungo e Langford volare e segnare ma poi tutto è sparito.
Dissolvenza...
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