Piano ma avanti


Dal basso della mia carriera cestistica qualche considerazione che mi sembra pertinente alla partita di ieri.
Ci capitava di giocare molto meglio e quindi a volte vincere partite che ci vedevano rimaneggiati e/o chiaramente svantaggiati.
Perché? Tempo fa un simpatico articolo di Geri De Rosa parlava di effetto raccogliticcio molto vero ma poco tecnico come motivo.

Nella mia esperienza ho visto che, in maniera tacita ma alcune volte efficacemente condivisa da tutti, l'esito finale era qualcosa che veniva mentalmente rimosso perché oggettivamente "scontato".  Quello che rimaneva a fuoco era cercare di fare bene una cosa per volta, all'altezza dell'avversario insomma: un passaggio, un blocco, un tiro giusti senza necessariamente inquadrarli all'interno del masterplan vittoria o sconfitta.

Poteva quindi accadere che la somma di cose buone si concatenasse e si traducesse in vantaggi anche importanti soprattutto se gli avversari in teoria più forti erano vittime appunto dell'effetto raccogliticcio e del pensiero costante all'esito finale scontato.
Questo quadro non era certo immutabile: poteva arrivare la reazione della squadra forte, immediatamente o comunque in tempo utile. Poteva arrivare anche (o soltanto) la paura di vincere che secondo me, nello specifico, era l'irruzione di qualcosa di rimosso, di futuro  e quindi di estraneo (l'esito finale del match) nell'esecuzione di qualcosa nel presente immediato.

Poteva anche accadere che nonostante l'approccio di cui sopra non si innescasse nessun effetto positivo. Perché ad esempio una squadra forte non ti lasciava fin dall'inizio nemmeno le vittorie nei microeventi anticipando il ricordarsi che, appunto, l'esito finale era scontato.

Ho rivisto molte di queste dinamiche nella nostra partita di ieri a Montegranaro. 
Direi che lo 0/4 sulle prime 3 conclusioni da 3 prese in maniera ottimale e seguite invece da rientri dfensivi molto inefficaci sono state le vittorie nei microeventi che hanno lanciato la Sutor e hanno messo l'Olimpia di fronte a tremori già noti e vissuti sull'esito finale.

Ma la reazione è per fortuna arrivata in tempi utili, rimettendo i marchigiani di fronte ai propri limiti di organico dove Freimanis si conferma comunque un prospetto interessante.
Dissento su chi vede Daniele Cinciarini come un miracolato dai nostri difetti: partita in linea con la sua annata, ottima fino ad ora.
Più vero che abbiamo regalato gloria a Steele e Burns che, a differenza del pesarese, spariscono nel quarto decisivo.

Sull'asse del problema

C'è un dato statistico interessante da considerare nell'analisi della partita. Ovvero le cifre di Bourousis sono molto buone, lo si vede protagonista degli highlights ma se guardiamo il +/- con lui in campo è -8 per Milano nonostante il 15 di valutazione personale.

Peggio, guardando sempre quella voce, fa solo Omar Cook che a fronte di un 9 di valutazione segna -12 nel +/-. 
Sospetto ma senza aver verificato che con entrambe in campo il dato possa essere sempre su quei livelli se non peggio.

Sintomatico del reale problema difensivo di quest'anno (ma anche dell'anno scorso). Soffriamo terribilmente il p'n'r centrale,  anche con Cook che l'anno passato poteva dirsi invece difensore affidabile. E se l'esterno, qualunque esso sia, non tiene in maniera accettabile, Bourousis non è il giocatore ideale per metterci delle pezze efficaci, sia che si scelga di tenerlo come ultimo baluardo in area oppure che si preferisca farlo uscire allo scoperto sui blocchi.

In teoria Hendrix era la copertura perfetta per queste situazioni in quanto in grado di darti intimidazione in area oppure show difensivi credibili con rientri in tempi accettabili. Ma la teoria ad oggi è rimasta tale tranne pochissimi sprazzi isolati.

Si arriva quindi all'ultima ratio che è risultata vincente ad Ancona come già nel passato: il rocchide Chiotti che fa appunto il Rocca aggredendo il p'n'r avversario invece di contenerlo, corroborando la prova di Stipcevic, in teoria il meno prestante per missioni difensive, in pratica il più efficace.
Il dato che ci allertava su Cook e Bourousis ci conforta con un +14 e un +17 che è tutto difensivo nonostante l'importanza capitale delle due bombe insaccate dal croato.

Trenta più due

Ai punti segnati in campo Langford credo ne aggiunga almeno 2 all'arcata sopracigliare destra. Ma come i migliori pugili non è certo una ferita che ne spegne l'ardore e l'efficacia nel segnare con abbondante eleganza e precisione.

Vi confesserò che quando viene annunciato il suo 30° punto in cronaca sono rimasto stupito: forse confuso dal festival del pixelato gigante che è stata la visione su Milanow non mi sembrava di aver seguito un one man show di forzature.

Lode a lui anche se va detto che fra un pixel e l'altro il noto disinteresse per la difesa è comparso regolarmente. Ma ci prendiamo tutto il set di pentole anche se mancano i coperchi.

Coperchi

Benché oggi da 3 non la mettesse nemmeno nei pentoloni c'è più di un coperchio importante nella prova di Hairston, soprattutto quando gli punge vaghezza di difendere e scavallarsi poi in campo aperto.

Avrei bisogno di rivedere invece la partita guardando solo l'operato di Fotsis perché non sono certo né delle mie impressioni, che sono positive, e nemmeno dei commenti letti che sono invece molto peggiori. Ricordo scelte difensive molto buone a supporto del momento Chiotti on the Rok ma avendo giocato 30 minuti forse andrebbe davvero rivisto senza il patema del match in corso.
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