Jungeriolo o Jungeotsis?


Le due crasi pur in forma interrogativa mi sembrano esplicative dell'esito della partita di ieri dove la vittoria del Caja Laboral riapre prospettive poco rosee sul cammino europeo, quando invece una vittoria avrebbe consolidato le posizioni.

Ice fishing, un'attività a cui tornare

Cominciamo da Carl Jungebrand che da quasi 30 anni ammorba l'Europa con i suoi killeraggi dove troppo più spesso che volentieri le vittime sono squadre italiane.
Il finlandese è uno dei peggiori esponenti dell'arbitraggio ex post: difficile credere alla buona fede di un arbitro che fischia sempre 2 o 3 secondi dopo il fallo che decide di sanzionare, solo e soltanto dopo aver verificato se l'azione sta prendendo o meno la direzione desiderata.

Un esempio concreto: San Emeterio che penetra, sbaglia e il fischio arriva solo dopo aver verificato che i baschi non hanno copertura a rimbalzo. L'Hendrix che sta per prendere il rimbalzo ha fatto effettivamente fallo? Alla fine diventa secondario perché la "volontà" che ci sia un fallo permette di vedere tutto e niente.

Qualche cifra: nelle 2 partite precedenti di Eurolega il Caja ha avuto una media di 22 falli subiti e 20,5 liberi tirati. Nella lega spagnola in 4 partite ha una media di 17 falli subiti e 11,8 tiri liberi tentati. Ieri 27 falli subiti e 32 tiri liberi tirati.
Anche qui ci vorrebbe un bel pregiudizio per essere già certi che sia tutta colpa nostra.

In ogni caso il giorno in cui Jungebrand si dedicherà solo a pescare sui laghi finlandesi sarà un bel giorno. Se poi gli capiterà di sbagliare a valutare lo spessore del ghiaccio leveremo alto un applauso alla parola ipotermia...

Questione di feeling

Nell'ultimo articolo dicevamo che ci sta spendere per 5 minuti il secondo quintetto all'inizio dell'ultimo quarto se sei avanti di 10. Ci sta prendersi il rischio perché non puoi non investire ad ottobre sull'affiatamento degli uomini che ti serviranno anche e soprattutto in primavera.

Ci sta anche sul +1 di Eurolega? A caldo ero assai perplesso sull'abuso di panchina da parte di Scariolo. Solo che abuso non c'è stato a vedere i minutaggi. Il che vuol dire che se uno che sta oggettivamente poco in campo ti da l'impressione di esserci stato troppo è evidente che abbia giocato male.

Ma se c'è stato un'ennesimo tradimento della panchina (ma poi vedremo meglio...) questo non giustifica la lentezza nel capire che, con certe scelte dogmatiche, il match stava scappando di mano. Se questa partita si poteva vincere con 38' di titolari si doveva giocarla per 38' con i titolari o meglio, con gli uomini migliori della serata.

Perché queste partite valgono adesso non solo nelle ubbie dei tifosi ma nel concreto degli obbiettivi. E aggiungerei che nel momento in cui non riesci a vincerle in difesa devi cercare almeno di vincerle in attacco...

La prova del 9

E tra gli uomini migliori non c'era sicuramente Antonis Fotsis di gran lunga il peggiore della serata, anche considerando l'enigmatico Hendrix. Nervoso, distratto, rinunciatario sembrava lui il panchinaro inadeguato rispetto a un Melli meno riccioluto ma più presente.

Siamo finiti a sprecare l'ennesima prova granitica (22+11 rimbalzi in nemmeno 23') di Bourousis a cui non si pensa di far ritardare il quarto fallo, costringendosi per paura del quinto a fare troppo a lungo a meno dell'unico uomo per cui il Caja non aveva contromisure difensive.

Non so bene che voto dare a Langford, Cook e Hairston avendo la zavorra di pensare che erano tutti in panchina quando la partita è scivolata via e alla fine li si è rimessi in campo quando la corsa era contro il tempo oltre che contro gli avversari.

E infine la panchina. Dove in ordine di gradimento si va con Melli, Gentile, Stipcevic, Chiotti, Basile ed Hendrix con gli ultimi due che essendo i più importanti sono di converso anche i più deludenti mentre i mediani possono uscire senza infamia e senza lode.

Due parole su Gentile che da solo ci riporta in vantaggio sul finire del terzo quarto ma viene praticamente "costretto" a forzare nel quintetto con cui iniziamo l'ultima frazione.

Sul Caja

Non riesco a farmi piacere né le prove di San Emeterio né quella di Cabezas piuttosto che di Lampe: troppe carezze paterne dal finlandese e dai suoi complici per apprezzarne le gesta. Che sui giochi a due tra Lampe e San Emeterio mai una volta si siano puniti i blocchi camminati del polacco mi sembra davvero imperdonabile.

Anche Nocioni nei 16 minuti tra i due infortuni (auguri, il secondo è stato abbastanza preoccupante) ha goduto di evidente intoccabilità. Quindi gli unici complimenti scevri di perplessità vanno all'ottima prova di Nemanja Bjelica, micidiale vicino e lontano da canestro.


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