Aldo Giordani e gli immemori di SuperBasket


Negli anni 80 l'appuntamento era per il martedì pomeriggio.
Il più delle volte l'edicola era quella grande di Piazzale Baracca, vicina al chiosco di fiori e la speranza era che fosse già arrivato alle 14.00 uscendo da scuola.

Poche cose posso dire di aver letto da cima a fondo più e più volte come quei SuperBasket. Leggevo anche tutto quello che non capivo come le polemiche con la FIP intrallazzona in privato e bizantina in pubblico, allora come oggi.

Il 19 ottobre sono passati 20 anni dalla morte di Aldo Giordani che tra le mille cose fatte per il basket italiano annovera anche SuperBasket fondato il 7 novembre del 1978 e guidato fino al 1991: gli anni più belli del basket italiano che vince 5 Coppe dei Campioni cone 3 squadre diverse e ne manda in finale o alle F4 altre 3. Oltre a un oro europeo e un argento olimpico con la Nazionale.

Non ho titoli per raccontare Aldo Giordani a chi non ha potuto conoscerlo e far capire l'importanza avuta per il nostro basket e per chi, a vario titolo, ama parlare di basket: come per  Fabrizio Provera il mio è solo il ricordo di un lettore che rimpiange di aver buttato via per ragioni di spazio tante copie di quel giornale che oggi rileggerebbe volentieri.
Molto più significativi sono i ricordi di suoi allievi diretti come Chiabotti o Sergio Chiesa o Flavio Tranquillo. O della stessa FIP che tanto criticava.

Dopo Aldo Giordani SuperBasket ha avuto 3 direttori, nell'ordine Enrico Campana, Franco Montorro e Claudio Limardi ed è ben curioso notare che nessuno dei 3 abbia ricordato di spendere una riga per l'occasione.

Segnalo fra i tre  immemori soprattutto l'ineffabile Franco Montorro che, nel suo articolo proprio di venerdì 19 si dilunga a parlare di SuperBasket e del Guerin Sportivo (dove l'inserto Guerin Basket era stata un'altra creatura di Aldo Giordani) beandosi dell'ignoranza dei suoi spero giovani (ma nemmeno...) lettori felsinei che gli si rivolgono come "il "Direttore" di quella che era, è e sarà sempre SuperBasket".

Un po' come se Montezemolo, il 14 agosto si facesse dire senza fare una piega che il Presidente per eccellenza a Maranello è e sarà sempre lui. O come se lo scorso 5 ottobre Tim Cook avesse pubblicato sulla home page di Apple una sua intervista in cui veniva appellato come il CEO più visionario mai avuto a Cupertino...

Ma Montorro è anche il più perdonabile dei 3: uno che nel 2012 afferma di non conoscere e non avere alcun rapporto con il suo editore può darsi benissimo che dal 1996 al 2007 non abbia mai saputo chi fosse stato il fondatore del giornale che dirigeva...


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