Don't touch my Chiabotti or the same BasketNet that we are used to know


Come i miei più affezionati lettori sanno, Io e l'Olimpia ha sempre avuto in particolare uggia Luca Chiabotti della Gazzetta dello Sport.

Che ho tormentato nel corso degli anni su qualsiasi sua uscita che trovassi inficiata, in maniera preconcetta, da lesa Olimpia:  ho scritto a lui, ai suoi colleghi, ai suoi direttori, riportando molto spesso il mio messaggio su queste pagine.

Nel farlo non mi ha mai sfiorato l'idea che fosse necessario o consigliabile o più conveniente fingere che a scrivere fosse il mio amico immaginario Rodolfo Rotoloni o usare lo pseudonimo Ciccio Pasticcio come paravento. Non l'ho fatto perché:

  • A: è scorretto
  • B: è vigliacco
  • C: è fuoriluogo visto che "proteggersi" per affermare quello che si pensa lo si fa per questioni e situazioni molto più gravi e complesse del basket italiano

Ma soprattutto perché, per quanto le risposte di Luca Chiabotti raramente mi abbiano soddisfatto nel merito, mai e dico mai è stato meno che professionale nell'avere a che fare con un contestatore 2.0 come il sottoscritto, il classico infausto esito (per determinate categorie) della rivoluzione digitale che dona diritto di replica a tutti.

The same BasketNet that we used to know

L'intro di cui sopra ci porta al cuore della questione ovvero il seguito di questo articolo che era il seguito di quest'altro articolo.

Ieri appare su BasketNet questo articolo che ci ha convinto che, a parte le operazioni di facciata già descritte, non c'è in realtà soluzione di continuità fra il "vecchio" BasketNet e il nuovo BasketNet.

E' un articolo che  chiede conto di una sensazione già nota ovvero che Chiabotti è sempre cerchiochiabottista (notate il gioco di parole, please...) ovvero se dice bianco è bello non dimentica mai di aggiungere che anche nero è pregevole, inserendola in un cliché anti Olimpia già noto e già visto sempre sullo stesso sito.
Opinioni ma fondamentale è la forma: il tutto è firmato da Francesco Ribelli, ennesimo pseudonimo che si aggiunge alla scuderia delle firme prestigiose di BasketNet: Attilio Giglio (quello che dossierava appunto contro Chiabotti 18 mesi fa...), Oscar Villa e il famigerato C.B.

Chiedere conto a Franco Montorro del perpetuarsi degli stessi metodi paramafiosi di un BasketNet passato dal quale Montorro pubblicamente e privatamente rivendicava il completo distacco, ha portato a questo simpatico siparietto su Facebook in cui alla semplice domanda se esistesse davvero Francesco Ribelli  il neo direttore non rispondeva menando il can per l'aia con una abilità da fare invidia a presidenti di consiglio e di regione.

Il tutto ci fa dire che BasketNet non è cambiato, si è solo ripulito e raffinato.
La proprieta è la stessa, cosa che né MontorroFrancesco Ribelli e i suoi fratelli di penna dietro l'account Facebook di BasketNet sono in grado di smentire.
I metodi sono gli stessi, tutto quello che è attacco ad personam con pochi bersagli ben definiti e immutabili continua ad essere fatto in maniera anonima dietro pseudonimo.

C'è un raffinamento: una volta copiava 90 articoli su 100 e i restanti 10 erano i dossier al fango di Attilio Giglio, Oscar Villa e C.B. 
Adesso copia 80 articoli, 10 sono interviste articoli di Montorro e Bianchini, tali da dare una migliore impressione di autorevolezza e importanza e 10 rimangono i dossier al fango della new entry Francesco Ribelli (autorizzati da Montorro evidentemente...).

Il tutto sempre pagato dalla famosa SB Consultants & Agency sulla cui segretezza e irraggiungibilità hanno evidentemente giurato sia l'attuale direttore che l'attuale redazione (che poi appunto non è diversa dalla vecchia redazione).
Una proprietà a cui evidentemente interessa veicolare i dossier di Francesco Ribelli in una confezione (i contributi di Montorro e Bianchini) che faccia una bella impressione.

Come dire... meglio un chilo di merda in una scatola di Tiffany che presentato nudo e crudo....

It's the end of the world as we know it

Comunque anche questa polemica andrà perduta a breve come lacrime nella pioggia perché la fine del mondo è vicina.

Un notorio tifoso canturino mi ha pubblicamente elogiato e definito da Pulitzer e pur controllando a fondo non sembra che mi perculasse.

Grazie Fabrizio Provera anche se l'hai fatto solo per far finire il mondo e lasciare l'ultimo trofeo della storia a Cantù :)
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Matteo Refini,
03 ott 2012, 05:29
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