Quando, come e perché il basket italiano non era in crisi - Parte 2°


Nella prima parte di questa nostra modesta proposta interpretativa spiegavo come i motivi del successo prima e della crisi poi del basket professionistico italiano potessero essere trovati nell'incrocio fra sponsorizzazione sportiva e rapporto fra domanda e offerta di spazi e strumenti pubblicitari in Italia.

Carosello ti porta a canestro

Come accennavo il periodo di non crisi del nostro basket corrisponde quasi esattamente al periodo in cui l'offerta è molto inferiore alla domanda.
Periodo ben definito (dal Dopoguerra all'avvento di Publitalia 80) e ben spiegato da questo articolo di Wikipedia: fino a quando in Italia c'è un monopolio radiotelevisivo (con ridotti spazi pubblicitari ammessi nei palinsesti), amministrato da un'unica concessionaria di pubblicità che comanda di fatto anche un cartello degli editori di giornali, chi vuole farsi pubblicità deve accettare alti costi e grandi compromessi se non vere e proprie tangenti.

Oppure può smarcarsi, almeno parzialmente, e sponsorizzare una squadra di basket.
Stiamo semplificando ma nemmeno troppo come ci dice un aneddoto letto questa estate nel bel libro di Antonio Ghini: in un tacito patto pro Fiat e Industria nazionale la Rai monopolista non accettava pubblicità televisive di automobili.
State già guardando in una nuova luce il fatto che ci sia stata nel 1973-75 una Innocenti Milano e una Ford Cantù nel 1982?

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