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Volontà di potenza

pubblicato 28 ott 2011, 07:49 da Matteo Refini
Una delle differenze tra la versione 1.0 e la versione 2.0 di Io e l'Olimpia è che il suo autore una volta era un aitante giovanotto mentre oggi è un garçon ancienne che alle 19.30 rantola in preda a un devastante attacco di cervicale. E quindi imbottitosi di analgesici alle 20.30 può al massimo assettarsi davanti a mamma Rai invece di estrarre dalla sua scatolina rossa l'abbonamento 2011 - 2012 e presentarsi al Forum.

E l'avvio di partita è uno di quelli che il giramento di testa non lo diminuiscono anzi vi aggiungono il giramento di palle: partenza sprint di Varese con Diawara che decide di mettere subito l'interrogativo sul progetto tecnico di Mancinelli come numero 3.

Per fortuna trattasi di fuoco di paglia o meglio, trattasi di avvio lento della corazzata Milano. Perché è innegabile che corazzata siamo, in fase di costruzione, tutta da capire e affinare ma di indubbia potenza.
E Omar Cook, esattamente come il suo omonimo James, merita i gradi di capitano se non di ammiraglio dell'Olimpia con una capacità di tenere il timone che davvero non vedevamo da tempo a Milano.
Scariolo l'aveva detto, è il fulcro del progetto e noi speriamo che resti sempre in salute. Non perché a Giachetti si possa contestare qualcosa di particolare ma è chiara la differenza di qualità tra i due direttori d'orchestra principali.

Parliamo di volontà di potenza per questa prima partita proprio a significare come, con difficoltà di gioventù, Milano metta subito in campo l'ambizione da aspirante grande.
D'altronde se hai Nicholas o Hairston la mentalità vincente, l'aspirazione al dominio fisico del gioco vengono quasi da se.

Ad esempio anche la rotazione a 12 è un messaggio di volontà di potenza sia per la squadra che per gli avversari e permette di scoprire subito che Filloy non sembra più il volpino bagnato di 3 anni fa e anche Melli ha una faccia diversa.

Chiaro che poi aiuti il lusso veramente esclusivo di poter estrarre dai suddetti 12 un Gallinari che nel primo quarto ti aggiusta l'abbrivio con 7 punti consecutivi e fa subito tutta la differenza del mondo: voglia il cielo che il lock out non si risolva mai...

L'azione: Da scegliere ce ne sono parecchie. Potremmo dire le schiacciate di Hairston staccando da centro area. La magia in penetrazione di Cook ma anche se vogliamo l'autocanestro di Bourousis.
Ma scegliamo quella che testimonia, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto Danilo Gallinari sia in Europa un giocatore veramente totale.
Finta di stoppata che provoca l'errore varesino, rimbalzo prepotente, coast to coast con penetrazione e assist no look per Radosevic che vale il +21 nel terzo quarto.
La ciliegia su una torta da 12 punti e 18 di valutazione in soli 12 minuti di gioco.

La nota dolente: come dicevo la prima uscita del progetto MancioTre non mi ha fatto impazzire (eufemismo). Diawara lo avrebbe dovuto conoscere bene visto che l'ha avuto come compagno di squadra nel 2005-2006 e invece si fa completamente sorprendere all'inizio e non sembra venirne veramente a capo nemmeno dopo.
L'impressione è che non abbia ancora capito che da ala piccola la sua difesa deve essere proattiva e non reattiva soprattutto perché inevitabilmente si troverà davanti gente più veloce.

Una faccia, una razza: la coppia Bourousis - Fotsis era al centro della mia curiosità. Della Spagna di Scariolo campione d'Europa in Lituania ho apprezzato molto i giochi a due fra i fratelli Gasol, cestisticamente tra le cose più belle offerte dagli iberici.
E appunto la curiosità è capire quanto i due ellenici potrebbero darci la stessa qualità di gioco d'insieme, considerando che la qualità individuale è al di sopra di ogni sospetto.
Su Fotsis ho trovato questa nota che feci nel lontano 2004 quando lo paragonavo a un giovane Nicola temendone l'involuzione come triplifero un po' pigro. Timore che stasera è infondato perché la sua partita è stata solidissima sfruttando la sua esuberanza fisica (meraviglioso l'alley hoop concretizzato su passaggio di Cook) e non solo la sua balistica micidiale.
Ioannis ha confermato che abbiamo sicuramente il miglior centro del campionato ma il suo impatto vero secondo me è ancora tutto da capire e dipenderà dalla qualità di gioco che riusciremo a raggiungere.
Il dubbio è che in un campionato senza centri veri (ad esempio anche Siena ha solo  Andersen come similcentro) e in un basket che anche sul piano arbitrale non apprezza più il gioco d'area sia un meraviglioso orpello. Insomma i dubbi che avevo ancora ai tempi di Blair, dubbi mitigati dal fatto che Bourousis sia come passatore che anche come tiratore da 3 ha dimensioni che  con Blair nemmeno potevi immaginare.

Su Varese: la aiuta la partita fuori dalle righe (rispetto alla versione brindisina) di Diawara ma mette in campo una più che vogliosa resistenza. Piace Stipcevic mentre Hurtt non è sembrato migliore del Wanamaker avuto in precampionato e poi passato a Teramo e visto ieri protagonista contro Siena.

Meraviglioso il colpo d'occhio del Forum, meravigliosi gli striscioni per Massimo: una bella cornice per il varo della corazzata Olimpia.

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