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Se io potessi dirti addio, te lo direi

pubblicato 05 dic 2011, 14:00 da Matteo Refini
E giunse l'ultima partita italiana di Gallinari.
Dalla quale speravo di tornare con maggiori rassicurazioni soprattutto prospettiche sulle nostre sorti una volta perso il Divin Fanciullo.

Invece si inizia con Hairston fuori dai 12. A significare che il nostro miglior giocatore di inizio stagione è materiale pregiatissimo ma tipo il cristallo per intenderci.
E forse esattamente come la Siena dello scorso anno lo puoi utilizzare e maneggiare solo con estrema cura.

Si prosegue poi con una partita mai in discussione per gli oggettivi limiti attuali di Cremona ma che non manda messaggi del tutto confortanti.
Ad esempio il nostro quintetto titolare segna 36 punti che non sono questa gran cifra considerando che è come se avesse giocato un tempo intero.

Ninna nanna greca

A tutti coloro che gli contestassero i (non) utilizzi passati ma forse anche futuri di Fotsis Sergio Scariolo potrebbe mostrare i minuti dal 21' al 24' di questa partita e difficilmente non taciterebbe le critiche. Perché Antoninino dopo un assist da applausi a Bourousis infila una dormita colossale dopo l'altro concedendo 3 rimbalzi offensivi di fila al modesto Perkovic, riaccendendo tutti i dubbi sul fatto che non metta la stessa concentrazione proprio in tutte, tutte le partite.
Per dormire meglio la panchina allora, lasciando spazio a un sostanzioso Melli che risponde presente al tiro e a rimbalzo, bissando  la prestazione di Sassari.

Il paragone statistico è scorretto per la differenza di campioni considerati però al momento Fotsis e Melli hanno in campionato cifre omologhe. A seconda di come la si guarda si può esultare per un giovane che vale come un campione d'Europa o chiedersi perché un campione d'Europa vale come un giovane di belle speranze qualsiasi...

Esattamente come possiamo dire che abbiamo una gran panchina oppure preoccuparci del quintetto...Insomma ci siamo capiti, dalla partita con Cremona non è arrivata quella sensazione che partito Danilo ci siano delle sicurezze vere ed acquisite. Ci sono delle impressioni, positive o meno a seconda della prospettiva con cui si vuole guardarle.

Mi ricorda qualcuno ma forse mi sbaglio

Ad inizio partita il nostro numero 11 mi ricordava Drew Nicholas, un buon 6 di valutazione in 10 minuti di impiego, buona nonostante l'iniziale marcatura non proprio impeccabile su Von Wafer.
Nel secondo quarto un primo dubbio, Drew Nicholas si faceva soffiare la palla in virata da Milic uno non proprio noto per le doti di cacciatore di palloni? O quello che commetteva un fallo di rara inutilità allo scadere di fronte a niente popò di meno che D'Ercole?
Nel terzo quarto i 9 minuti abbondanti senza nemmeno tentare un tiro mi facevano propendere per l'abbaglio, parzialmente mitigato dai viaggi in lunetta dell'ultima frazione.
Ovvero la ricerca del Nicholas perduto sembra proseguire con grande fatica, prossima tappa Instanbul sperando che perso il paracadute Gallinari almeno ci sia quello Hairston a supplire alla molto probabile contumacia.

Centro millesimato

Come e forse più che con il Real Madrid l'utilizzo di Bourousis mi è sembrato particolarmente centellinato. Scelta probabilmente consigliata dall'infortunio preoccupante per quanto non bloccante pre Eurolega.
Ma viste le difficoltà ancora esistenti nello sfruttare il potenzialmente inarrestabile Giovannino mi sarei aspettato un utilizzo più prolungato e mirato a creare quegli automatismi di dentro-fuori che tanto bene ci farebbero per il futuro.

Invece spazio ai più dinamici Radosevic prima e Rocca poi che meglio hanno fatto contro una Vanoli priva di centri di ruolo. Quindi meglio così o forse no perché sembra permanere l'equivoco di avere un grosso calibro a disposizione e poi invece accettare gli scontri di fucileria perché il suddetto grosso calibro si fa troppa fatica a caricarlo a dovre.

Certo, è anche vero d'altro canto che il suddetto grosso calibro quando è stato in campo si è impegnato non poco per perorare la causa del suo immediato trasporto nelle retrovie...

Ripescati e dimenticati

Del quintetto rimangono da considerare ancora Cook e Mancinelli: per il primo una prova nelle righe con buona precisione da 3 e un paio di giocate pregevoli con Rocca in quelle situazioni di pick'n'roll che ci piacerebbe vedere più spesso anche con Bourousis.
Per il secondo la solita prova tra pregevolezze e amnesie svelata dalla terza doppia cifra consecutiva alla quale però corrisponde una valutazione molto inferiore.

Il ripescato doc risponde invece al nome di Filloy che si nota di più di un Giachetti affannato. Mentre il dimenticato è Viggiano: ad un certo punto pensavo che il mancato utilizzo fosse la prova provata del suo essere già in direzione Treviso, imbottito di Euro nel pacchetto per Alessandro Gentile.
Invece appare per piuttosto inspiegabili 80" salutati con grandi applausi dal pubblico. Inspiegabili se è sano ma anche se non fosse ancora al 100% visto che a Caserta ha giocato per 15 minuti.
Inspiegabili soprattutto in assenza di Hairston e anche considerando i perduranti balbettii di Nicholas: se Gallinari può marcare i pivot non mi sembra così scandaloso spendere Jeff anche da guardia...

Su Cremona

Vi giuro che ho passato la partita a chiedermi come mai non giocasse Kakiouzis. Poi ho scoperto che ha giocato 20 minuti...
Purtroppo nemmeno l'ombra del giocatore che tanto mi piaceva ai tempi di Siena.
La squadra di Lupo al momento ha veramente molto poco da offrire: Von Wafer ha punti nelle mani, ha sofferto le nostre marcature ma ha regalato comunque lampi di classe.
Il problema è il resto, con Milic ormai in riserva delle energie fisiche dei tempi belli e gli altri modesti anche al meglio del fisico.

Saluti & baci

L'ultima cartolina di Danilo Gallinari è la sua miglior partita per valutazione suggellata da due perle tecniche, il giro e tiro in fade away in chiusura del secondo quarto e la partenza spalle a canestro con giro fulmineo per penetrazione lungolinea e schiacciata.

Chiude con un altro 0 su 3 dalla linea dei 3 punti (anche se due tiri sono avemarie di fine tempo) per un 22% complessivo di stagione certamente inaspettato per chi in NBA veniva quasi rimproverato di essere diventato un mero specialista in attesa sulla suddetta linea.

Con lui perdiamo quella capacità di sparigliare le carte a giochi rotti che tanto ci serve con una manovra organizzata ancora balbettante, perdiamo un jolly tattico che giovedì ha marcato un centro e oggi ha iniziato la partita marcando Cinciarini che giocava da play, passando poi alle cure di Von Wafer.
Su quest'ultimo aspetto forse meglio così: i nostri coach magari saranno meno ingolositi da magate e carte mischiate e più concentrati sulla valorizzazione dei ruoli e delle scelte più razionali.

Under pressure

Per finire una nota su un tema su cui torneremo.
L'unico giocatore che potesse davvero sentire la pressione e la responsabilità di giocare a Milano per l'Olimpia sta partendo per Denver.

Perché Danilo Gallinari è l'unico che ha dei legami propri e familiari con la nostra storia mentre, oggettivamente, per il resto del nostro roster, Olimpia Milano è sostanzialmente un ordinante su un bonifico.

Questo per dire che difficilmente si possono spiegare integralmente certi balbettii come conseguenze di quello che si dice su Internet o sui giornali milanesi o di quello che succede o non succede al Forum di Assago. 
Sono discorsi banali che derivano sempre dalla vulgata per cui la provincia è il paradiso del basket italiano.

Ma, come detto, torneremo a parlarne.
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