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No entiendo nada, señor Scariolo...

pubblicato 05 dic 2011, 13:56 da Matteo Refini
Ma nada de nada...
Cioé prima di parlare dei modi in cui abbiamo perso la partita contro il Real Madrid quello che non capisco proprio è quale fosse l'idea pensata e preparata per provare a vincerla.

Se era quella di affidarsi al Drew Nicholas attuale per oltre 30 minuti affidandogli il 27% dei nostri tiri, chapeau...
Era dai tempi di Cervantes che dalla Spagna non arrivava in Italia un miglior esempio di assalto insensato ai mulini a vento e di questo ringraziamo appunto il CT degli iberici.

O forse era una raffinata strategia per propugnare il suo taglio, affidargli tutte le responsabilità, metterlo con le spalle al muro ben sapendo che al muro sarebbe rimasto impallinato per poi andare a bussare cassa: quien sabe?

Di certo quello che abbiamo visto non era nulla di nuovo, errori sia su situazioni che non gli appartengono che in conclusioni ben costruite che doveva solo chiudere; ai pochi centri poi spesso hanno fatto seguito risposte immediate dell'uomo affidato alle sue cure difensive.
Il 4 su 17 dal campo è perfettamente in linea con il resto della sua Eurolega dove non arriva al 38% da 2 e al 25% da 3.

O era la difesa la chiave? Beh, allora bravi a tenere a 72 punti chi ne faceva 90 di media però comunque non si batte chi segna poco non segnando mai.
Soprattutto se non hai il furore e la voglia di dominare gli intangibles e i rimbalzi per guadagnarti il diritto di ripetere tutto quello che sbagli.

E tutto d'un tratto la magata...

Un aneddoto che mi piace sempre ricordare è quello di Peterson sulla famosa scelta di mandare i due metri di Gallinari padre sui centottancinque centimetri di Larry Wright per sparigliare la finale scudetto contro il Banco Roma.
Anni dopo disse che fu semplicemente una mossa disperata, l'aveva fatto marcare da tutti senza risultato e quello che fece Vittorio lo fece diventare una sua scelta geniale.

Questa sera ad un certo punto abbiamo visto Gallinari da centro spedito a marcare la strapotenza di Ibaka. E la cosa, ad un certo punto, ha quasi sentore di magata: perché Danilo (in una serata di doloroso ciapanò da 3), pur pagando in falli e rimbalzi, non viene sovrastato in difesa e trova il suo momento migliore offensivamente, trascinando Ibaka fuori dalla sua confort zone.

Il problema è che, in prospettiva, abbiamo avuto la prova provata che tra 4 giorni il Gallo è nella città alta un miglio e noi non abbiamo uno straccio di idea su cosa fare senza di lui.
Mi spiego meglio: se ad un certo punto della partita pensi di trovare la chiave della vittoria in una acrobazia "irrazionale" - simile a Magic Johnson da centro contro i Sixers però non obbligata ma improvvisata - vuol dire che tutte le tue scelte di basket "razionale" le hai esaurite o non le hai nemmeno considerate.

Tra 4 giorni potrai solo contare su scelte razionali tipo armare da 3 il braccio di Fotsis piuttosto che quello di Bourousis da sotto, aprire gli spazi per Hairston etc. e non sai come farlo. Non potrai contare sul fatto che è figo avere uno che marca il centro in difesa e poi lo batte in palleggio in attacco a 7 metri dal canestro...
Il Gallinari tutt'altro che scintillante di stasera alla fine era comunque indispensabile perché costringeva la difesa a sbilanciamenti che senza di lui non eravamo in grado di creare.

Insomma, utilizzando un termine tecnico, sono cazzi amari.

Una porcata da ricordare

Detto di tutte le perplessità su Don Sergio passiamo all'episodio che ci fa aggiungere che, anche se non soprattutto, le colpe sono di chi va in campo.
Cook spara un passaggio a tutto campo insensato che viene inevitabilmente intercettato. Però rimedia con una magia difensiva che lo porta  a recuperare subito il pallone e poter gestire una situazione di sovrannumero.

Invece si ferma, anzi no, riparte, no la passa a Nicholas che la passa all'accorrente Bourousis che la ripassa sottocanestro a Cook che sbaglia da un metro il più facile degli appoggi.
E' solo la caduta di Fernandez punita come simulazione che ci salva da un 3 contro 2 gestito in maniera indegna pure per una squadra di cadetti.

La nuova policy infortuni

Negli anni scorsi chi si faceva male da noi non sembrava mai grave a leggere le dichiarazioni ufficiali, al massimo c'erano degli accertamenti da fare. Poi gli accertamenti erano più lunghi della tracciatura del genoma umano e gli acciacchi minori tenevano fuori per mesi e mesi.

Quest'anno invece la policy sembra inversa: gli infortuni in un primo momento sono sempre devastanti. Tipo Fotsis dopo Sassari. O tipo Hairston e Bourousis prima di stasera: sembra debbano stare fuori almeno un mese e poi invece sono in campo.

Sarà mica un trucco retorico per non attirare critiche sullo staff di medici e preparatori? Stanno tutti malissimo, male, così così o sono perfettamente sani?
Ad esempio Bourousis che per una volta che dopo un pessimo inizio sembra ritrovarsi ad un certo punto viene panchinato per il ginocchio dolente o per fare la magata?

Sul Real Madrid

Fernandez è fastidioso come la colite e antipatico come i pidocchi ma porta il Real a una dimensione sicuramente superiore con tutti i contributi visibili e invisibili che da. Molto più di quanto faccia Ibaka.
Rodriguez per me rimane un caprone ma oggi ci ha fatto a fette. Mirotic è il nuovo Fotsis, quello vero non il suo fratello invisibile che gioca da noi, quello che Scariolo non vede forse perché nemmeno lui si vuole far vedere.

Ci piace imbarazzarci in pubblico ma solo se è tanto pubblico

Per chiudere...
La cosa micidiale, sempre pensando al futuro, è la masochistica tendenza a piazzare prestazione deludenti giusto quando hai finalmente la cornice di pubblico da 8.000 e più.
Tanto per mandare veramente urbi et orbi il messaggio che non ne vale la pena...
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