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Fra' Jacopo da Livorno e il miracolo di Casale

pubblicato 06 nov 2011, 14:05 da Matteo Refini   [ aggiornato in data 07 nov 2011, 00:17 ]
Novipiù Casale vs. EA7 Emporio Armani Milano 64 - 67

Parto parlando di Marco Crespi a cui sono affezionato. 
E' stato il coach biancorosso nei primi due anni di Io e l'Olimpia e ci ha regalato l'orgogliosa stagione Sony con Melvin Booker e DeMarco Johnson al suo top  (Pigro quanto talentuoso il pingue DeMarco non ha più brillato come in quel 1998-99).

Ha tenuto dritta la barra anche nella faticosa annata Adecco, quando poteva avere Lou Bullock e invece gli fu imposto Pooh Richardson. Ci portò ai quarti di finale con una serie a suo modo epica contro Pesaro e per ironia della sorte si dovette fermare proprio contro la Verona di Bullock.

E' diventato poi negli anni soprattutto il coach che ha riportato il Piemonte alla massima ribalta cestistica, prima con Biella e oggi con Casale. 
A lui e a Casale vanno tutti i nostri complimenti perché il quintetto Gentile, Malaventura, Janning, Nnamaka, Chiotti umilia due campioni d'Europa, un nazionale greco, un nazionale italiano e un nazionale montenegrino accidentalmente nato molto più a ovest.

Lo umilia chiudendogli l'area e sfidandolo al tiro da tre con una zona molto ben adattata e aggressiva, lo denuda in tutte le sue pigrizie difensive sul pick'n'roll. Non può portarsi a casa i due punti semplicemente perché da una parte le alternative si chiamano Di Prampero e Strotz e dall'altra Hairston e Giachetti.

In una selva oscura

Milano vince ma l'impressione è che ci troviamo ancora in una selva oscura in cui gli avversari sanno meglio di noi cosa siamo in grado di fare e non fare.
Ai balbettii tecnici si aggiunge poi l'abulia di 3 quarti del quintetto che aggiunta alla già nota evanescenza del numero 6 spiega perché se si fosse giocato in 5 avremmo perso e pure di brutto.

La bella vita greca

Perché tutti andavano a giocare all'Olympiakos e al Panathinaikos? Anche perché, a fronte di vagonate di denaro percepito sostanzialmente giocavi solo l'Eurolega più i vari derby contro gli arcirivali. Il resto del campionato erano si delle lotte greco romane disturbate da alcuni tiri a canestro ma se giocavi in rosso o in verde i falli contro te li fischiavano dopo la terza coltellata e quelli a favore dopo il primo rusone.

Il problema dei tre ex ellenici, reduci dalle terre privilegiate ad oggi mi sembra quello, a scelta, di:
  • stupirsi del fatto di doversi impegnare anche a Casale
  • aspettarsi che arrivi il solito fallo per dovere di maglia
  • meravigliarsi che gli altri non si arrendano semplicemente per il fatto di non essere Olympiakos o Panathinikos
Insomma il dramma di essere abituati a lavorare part time e improvvisamente ritrovarsi ad orario pieno.

Il fu Drew Nicholas

Come in un moderno remake del capolavoro pirandelliano è chiaro che il vero Drew Nicholas non è più tra noi dove invece giostra un suo sosia intristito, un Adriano Meis che vorrebbe tornare ad essere il fu Drew Nicholas ma forse è fuori tempo massimo.

Poteva segnare i due liberi che avrebbero chiuso la partita sul +5 ma li sbaglia entrambi aggiungendo stupore allo sconcerto per un'altra partita da 0 di valutazione.
Per rimarcare il concetto della bella vita greca è nel campionato greco che la sua media ai liberi è finita sotto il 70% ma tanto li non era un problema...

(Sul punto liberi la sola piccola nota di biasimo all'altrimenti ottimo duo Pugliese - Casalini che fanno la cronaca su Milanow: mai nella vita Nicholas ha avuto il 90% ai liberi, anzi siamo su un 70% nemmeno troppo abbondante guardando tutte le stagioni europee e appunto in Grecia ultimamente è decaduto in zona Rocca.)

Guarda mamma, un pollo!

Volevamo un Gallo, abbiamo avuto un pollo. Sia chiaro che stiamo facendo per certi versi i classici milanesi che si lamentano del brodo (di pollo appunto...) grasso ma la partita di Gallinari c'è piaciuta proprio poco.

Certo, i rimbalzi, certo le due entrate, certo i falli subiti, certo i recuperi...
Certo ma anche il tiro è un gesto agonistico e uno Gallinari non può fare 0 su 7 dal campo con i tiri che ha preso e nelle occasioni in cui li ha presi: le due "lacrime" in area ad imitatio Navarro sono state da calci in culo...

Sono tiri che si devono inventare i nani, non certo quello che una volta ci incantava di Bodiroga move e fade away. Comincio a pensare che dovrebbe sperare che il lock out non finisca se non vuole trasformarsi in un mezzo giocatore come gran parte dei giocatori  odierni d'oltreoceano.

Ma forse anche l'equivoco del suo ruolo italiano sta mostrando la corda: da una parte potrebbe essere quello più forte del mazzo, dall'altra è quello su cui non puoi costruire troppo per non trovarti nudo alla sua eventuale partenza

Poi arriva Fra' Jacopo, unto dal Signore

Cook ci tiene a galla nel primo tempo facendo quello che solitamente non fa. Ovvero tirare in prima persona. Illumina nei rari contropiedi ma fatica anche lui nel dare consistenza al nostro gioco.
Quando la mira di Omar si annebbia per noi sono dolori. Non basta che Mason Rocca tenga una lectio magistralis di difesa sul pick'n'roll quando le tue guardie non tengono un primo passo che sia uno su ogni blocco.

E non basterebbe nemmeno Grimaldello Malik Hairston che scardina da solo le difese schierate se il fin qui umile e umiliato Fra' Jacopo Giachetti da Livorno non fosse illuminato dal Signore e ci risollevasse praticamente da solo dal secondo baratro della doppia cifra di svantaggio.
Il premio MVP va a lui sperando sia anche quello del figliol prodigo e possa darci la stessa qualità anche nel prossimo futuro.

Ne ho solo 6 buoni o per fortuna forse no...

Dalle fatiche di Eurolega si può uscire con i due punti come Siena o come noi, che non è bello né esaltante ma è meglio che prenderne 20 a Treviso.
Su questo si può essere d'accordo con Scariolo

Sul resto un po' meno: che i problemi di Fotsis e Bourousis siano solo di depressione post Europei mi sembra buonista.
Come dicevo ho l'impressione che non siano abituati a giocare "davvero" anche in campionato, li vedo troppo svagati. E' per quello che non capisco perché, in alternativa a Fotsis, Melli parta in quintetto contro l'Efes e non veda il campo in una partita sicuramente più simile a quella con Sassari rispetto al match di Eurolega...

Per fortuna oltre ad un Hairston - che ha chiaramente una missione in testa per il vigore e la continuità del suo gioco quest'anno - può pescare l'immarcescibile Rocca e soprattutto un inatteso Giachetti.

I generali fortunati sono sempre utili ma c'è davvero molto da fare per rendere agguerrito il nostro esercito per altre e più dure battaglie.
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