Stagione 2011 - 2012‎ > ‎MobileFeed‎ > ‎

Dare voti e numeri da Oscar

pubblicato 05 dic 2011, 13:49 da Matteo Refini
Oscar Eleni è solito chiudere i suoi articoli settimanali su Indiscreto con un countdown di voti dal 10 allo zero. E' probabilmente la parte più letta degli articoli stessi perché, diciamocelo, è solitamente la meno criptica. 
Il resto un po' troppo spesso richiede esegesi di tipo biblico per capire di chi si parla e perché. Nei voti invece si va via più pari pari e piuttosto spesso ci sono spunti interessanti.

Le padelle invisibili di Gianluca Basile

Ad esempio prendiamo l'ultimo articolo e partiamo dal voto massimo:

10 A Gianluca BASILE perché eravamo sicuri che non si sarebbe accontentato di fare soltanto la chioccia a Cinciarini. Bel personaggio, grande giocatore. Non so voi, ma se guardi lui non hai nessuna nostalgia, mentre se osservi gli altri, i nuovi miniprodotti della cantera ti viene mal di stomaco.

Basile è uno che da sempre gode di buona stampa. 
Ad esempio ha vinto un premio da MVP del campionato nel 2003-04 che se non fosse per i due premi dati a Bulleri sarebbe il premio MVP più fuffa della storia: riguardatevi le cifre per cui fu premiato e confrontatele con quelle storiche nell'articolo che dedicai appunto al Bulleri doppio MVP.

Altro esempio: per la vulgata cestistica italiana Basile è un micidiale tiratore da 3 punti. Mentre, per fare un nome a caso, il grosso problema di Omar Cook è di essere un tiratore ondivago e inaffidabile.
Poi uno apre un sito supersegreto tipo quello dell'Eurolega e scopre che il micidiale Basile in carriera europea tira con il 36,2% da 3 punti: nelle ultime 3 stagioni disputate con il Barcellona fa 96 su 271 ovvero 35,4% su 4,3 tentativi a partita.
Sempre nel sito supersegreto l'ondivago Cook nelle ultime 3 stagioni disputate fa 74/196 per il 37,8% su 3,6 tentativi a partita. 

Però provate a dire che Cook tira meglio di Basile e sentirete rumore di stracciamento di vesti. Ti diranno ad esempio che Basile in campionato sta tirando con il 48% da 3, omettendo che in carriera comunque è fermo al 37,2% in campionato.
Tanto per fare un paragone: Portaluppi 44,5% in carriera ma provate a vedere quanti "appassionati" di basket citano Flavio prima di Basile se gli chiedi di un grande tiratore da 3 italiano.

Riassumendo funziona così: Basile sparacchia ignorante sempre e comunque. 
Quando spadella  tutti gli addetti ai lavori sono casualmente distratti, chi raccoglie una penna, chi guarda belle donne in tribuna, chi gli salta il segnale televisivo.
Quando segna invece stanno guardando tutti e partono i fuochi d'artificio: 4/5 con Caserta? 10 in pagella! 2/10 contro il Fenerbahce Ulker? Non c'ero e se c'ero dormivo...

Le cifre che non tornano mai

Sempre nello stesso articolo passiamo al terzultimo voto che riprende un tema che abbiamo già affrontato quest'anno ovvero pubblico e conteggi:

2 Alla MILANO che snobba l’Eurolega. Contro Efes e Partizan non si arrivava a 5.000 persone. Questo distacco dalla vera ribalta che compete ad Armani ci fa capire che per avere la gente bisogna lavorare in un altro modo. Tanto basterebbe non far cadere ogni cosa dall’alto di una autorizzazione che sa tanto di calcio posticcio. Rumori molesti come la musica sparata a palla prima e dopo, molto dopo, una partita.

Oscarone sembra avere in particolare ubbia la nostra attuale dirigenza operativa.
Che, provando a riassumere il suo sentire, è avventizia sia rispetto al basket in generale che rispetto alla metropoli che pure tanta tradizione di basket avrebbe da condividere.
Lo capiamo e quindi più che di ubbia parleremmo di semplice constatazione.

Ma proprio perché motivi per storcere il naso i vari Proli e sodali ce ne hanno dati in abbondanza (e non si può escludere che ce ne daranno ancora...), questo attacco ci sembra fuori bersaglio.

Partiamo da alcune cifre, le affluenze dal sito Eurolega delle prime 3 partite casalinghe delle nostre ultime 4 stagioni europee:

   08/09  09/10  10/11  11/12
   2.151  1.500  3.300  5.500
   2.456  2.059  4.200  3.800
   3.433  1.784  3.200  4.000
 Totale:  8.040  5.343  10.700  13.300
 Medie:  2.680  1.781  3.567  4.434

Questa è la migliore stagione per quanto riguarda l'affluenza di pubblico con un crescita del 24% rispetto allo scorso anno. Se oggi è una affluenza da voto 2 gli anni scorsi andiamo direttamente ai numeri relativi.
Possiamo dire che siamo ancora lontani rispetto al potenziale massimo dato dal bacino d'utenza di riferimento ma dire che contro il Partizan non ci sono almeno 5.000 spettatori perché la società dovrebbe lavorare in altro modo è una forzatura.

Nell'articolo già citato abbiamo visto come si possa presentare come eccezionale, insuperabile, magistrale e commovente sia il gioco che la gestione di Cantù  ma ciò nonostante non è che siccome sono passati in  un palazzo più grande fanno automaticamente il tutto esaurito. Eppure, loro, sono perfetti...
Quindi dove sta l'inghippo?

La memoria storica selettiva

Essendo Oscar Eleni un decano del nostro basket dovrebbe ricordare non solo selettivamente le affluenze in coppa per Milano.
E' vero che ad esempio la Tracer del 1987 sulla strada verso Losanna giocava davanti a 8.312 spettatori contro il Real Madrid ma è anche vero che 10 anni dopo la Stefanel campione d'Italia in carica di Marcelletti giocò e perse la partita che avrebbe potuto portarla alla Final 4 di Roma di fronte a 4.600 spettatori.

Insomma, senza mettere di mezzo considerazioni sociologiche su come cambia il mondo in 25 anni o in 15, è chiaro che il problema pubblico a Milano non nasce oggi con Proli, pur ammettendo che in questi primi 3 anni di gestione diretta si è riusciti ad essere più respingenti che accoglienti perdendo del tempo prezioso.

Perché - ed è l'ennesima volta che cito questa frase di Porelli a Peterson - "Per avere diecimila spettatori a Milano dovrai lavorare 10 anni".
Noi siamo al quarto di gestione Armani e 10.200 li abbiamo fatti con Siena: sembrerà ancora poco ma direi piutost che niènt, l'è mei piutost...
Comments