Deja Vu


Questa gara 3 era già stata giocata e io l'avevo già vista.
Non che deliri nonostante l'influenza improvvisa che mi costringe davanti alla televisione e non al Forum.

E' proprio stata la stessa gara 3 disputata il 14 giugno del 2009 e finita allo stesso modo e per gli stessi motivi. Ovvero l'incapacità di fare la cosa giusta nel momento giusto anche quando la cosa giusta era facile.

E lasciando una serie di regali sul tavolo è improbabile che alla lunga Siena decida di non scartarli, portandosi a casa una gara in cui ha anche faticato ma senza inciampare mai nei momenti topici.

Una macchia per tutti

Per Malik Hairston stasera 25 punti e 31 di valutazione esattamente come David Hawkins che allora ne fece 23. Tutto bene fino alla dormita finale sull'errore di Stonerook ai liberi: il mancato tagliafuori fa perdere anche l'ultima occasione per provare a vincere.

Ma la lista degli errori banali, delle distrazioni sanguinose, delle mollezze fuori luogo purtroppo è lunga e globale anche per gli altri che almeno si salvano nel bilancio generale.
Come ad esempio Cook che tiene McCalebb sotto la doppia cifra ma lo perde sul rimbalzo che vale il controsorpasso senese sul 68-69. 
Come un Gentile coraggioso e mai domo, senza paura ma anche senza mira sufficiente per prendersi tutta la partita e non solo gli applausi.
Come un Radosevic che fa reparto da solo (purtroppo...) ma litiga con i ferri dalla lunetta.

Default greco

Lo paventavamo dopo la prima partita ed è arrivato puntuale: i nostri lunghi titolari valgono zero di valutazione in 40' con 6 punti e 8 rimbalzi in totale...

Sincero imbarazzo è quello che si prova nel vedere in campo questo Bourousis, una delle più nette sensazioni di fuori luogo cestistico che ricordi. 
Qualcosa simile a Maestranzi agli Europei con l'aggiunta di uno sguardo vacuo e intimorito.

Assoluta perplessità è quello che trasmette un Fotsis trasparente e impalpabile, che eccelle solo nel nascondismo da cui emerge solo per falli di rara inutilità e mollezza. L'infortunio di gara 1 non sembra essere ragione sufficiente a spiegare questo nulla, questo niente.

Siamo tornati insomma ai tempi della conigliaggine virale greca: ad oggi il bilancio dei 3/5 del quintetto proveniente dall'Ellade a settembre è quanto meno contraddittorio ad essere buoni.
Dopo il buco Nicholas, la delusione Bourousis e il mistero Fotsis: non perché ci scordiamo quanto hanno fatto precedentemente ma perché non ci capacitiamo della loro assenza totale proprio nel momento topico.

Lo stipendio giusto per passarla a Stonerook

Leggo oggi che Mancinelli ha ritenuto troppo bassa l'offerta di rinnovo di Milano.
Ci tengo dunque a far sapere in piazzale Lotto che per la metà della cifra offerta al chietino mi impegno io a passarla a Stonerook sulla rimessa...

Ma non è il singolo episodio che mi fa dire che si deve cogliere l'occasione per lasciare spazio ad esempio a un Polonara.
E' che la svagatezza mentale di Mancinelli alla soglia ormai dei 30 anni mi fa dire che, al di là di qualche sporadica buona azione se non magia, a questo livello non sarà mai un giocatore su cui contare.

E allora meglio investire su qualcuno che abbia ancora margini di crescita soprattutto dal punto di vista mentale.

Il resto senza mancia

Da Melli, Bremer, Rocca e Giachetti purtroppo non arriva nemmeno un guizzo che possa orientare davvero la partita nel giusto verso.
E nemmeno dalla panchina che non si impone quando serve: ad esempio non era meglio non far tirare Gentile dopo il fallo terminale subito da Andersen? Dalla televisione era chiaramente troppo dolorante per essere una sicurezza a prescindere dalle sue rassicurazioni.

Aggiungo quella che non è una polemica ma una constatazione: Frates in una intervista della vigilia diceva che abbiamo lavorato per un anno a questa finale...
Beh, mi vien da dire che non si è lavorato abbastanza. E non tanto sul piano tecnico ma sul far passare la necessità di un diverso livello di durezza e concentrazione.


Arbitraggio su misura? Un contributo 

Da dove possono nascere le accuse di favoritismi arbitrali? 
Facciamo un piccolo esempio chiarificatore.

In caso di infortuni il regolamento recita così:

5.1 In caso di infortunio ad un giocatore(i), gli arbitri possono fermare il gioco.
5.2 Se si verifica un infortunio quando la palla è viva, gli arbitri non devono fischiare fino a che la squadra con il controllo della palla
non abbia tirato a canestro, abbia perso il controllo della palla,
abbia trattenuto la palla senza giocarla, oppure la palla sia divenuta morta. Se si rende necessario proteggere un giocatore infortunato, gli arbitri possono fermare immediatamente il gioco

Ovvero la decisione spetta all'arbitro all'interno di una serie di disposizioni chiare. 
Nella semifinale con la Scavolini Daniel Hackett rimane a terra in attacco dopo un contatto e la palla passa a Milano che prosegue il suo attacco.

In gara 3 contro Siena Zisis rimane a terra per un colpo a una gamba in una azione difensiva. La palla rimane a Milano che sul proseguio va a segnare da 3 punti. In entrambe i casi non c'era necessità di proteggere il giocatore infortunato che poi in realtà infortunato non era visto che sia Hackett che Zisis si rialzarono pressoché immediatamente (E qui tralasciamo ogni considerazione sull'antisportività della sceneggiata che entrambe mettono in atto: diciamo solo che dal secondo ce la aspettavamo meno...)

La differenza dove sta? 
Che nel primo caso gli arbitri non interruppero il gioco, nel secondo l'interruzione è immediata e del tutto ingiustificata, vedendo il comportamento dell' "infortunato" Zisis appena ottenuto il suo scopo ovvero fermare l'azione avversaria.
Che era lo scopo anche dell' "infortunato" Hackett che però non avendolo ottenuto ad un certo punto riapparve lemme lemme nell'azione.

Quale decisione arbitrale era giusta e quale sbagliata? Erano tutte e due giuste ma una era più "giusta" dell'altra? E questa classe arbitrale è veramente in grado di convincerci di non avere una discrezionalità che viene gestita "ad personam"?
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