Dopo la tredicesima le tasse


E dopo la tredicesima arrivano puntuali le tasse.
Milano perde meritatamente a Pesaro facendo esattamente quello che speravamo non facesse. Ovvero un primo quarto in cui ci siamo beati dei dividendi piuttosto facili per poi cadere in una fase centrale che ci ha visti incapaci di affrontare il momento lacrime e sangue.
Nell'ultimo quarto finalmente una faccia più giusta ma tardiva.

Su Pesaro

I complimenti vanno a Pesaro che era lontana da casa da una settimana e fra le mura amiche gioca la partita che voleva fare.
Bravo Dalmonte sul nostro vantaggio a rimescolare le carte con il quintetto "fantasia" con Flamini centro: in teoria un azzardo, in pratica un colpo vincente.

Hackett gioca molto bene per entrare nella testa di Hairston in una sfida personale che Milano sta pagando e che deve risolvere, probabilmente togliendola appunto dal piano personale. Giocano bene anche gli altri 3 moschettieri Hickman, White e Jones ma il male vero ce lo siamo fatti resuscitando Cavaliero...

Scusi c'è il titolare?

Nelle prime due partite di Milano notavamo positivamente l'apporto vincente del secondo quintetto. E il notarlo era anche parte della fiducia che dai titolari avresti avuto il guizzo vincente in altre occasioni più scabrose.

Ma nella prima occasione scabrosa invece dobbiamo rilevare come sostanzialmente tutto il quintetto ci lasci in braghe di tela: Hairston disastroso sui due lati del campo, Bourousis disinnescato, Mancinelli trasparente, Cook generoso ma in fuori giri come spesso gli accade quando le circostanze lo spingono a fare troppo in prima persona.

Rimane Fotsis che dalle cifre sembrerebbe finalmente aver dato un segnale nella serie. Ma a me non è piaciuto del tutto e lo spiego a partire da un episodio.
Sul 31 a 33 Hickman sbaglia il passaggio e praticamente recapita la palla in mano a Fotsis che ha completamente campo aperto davanti al punto che i pesaresi praticamente sembrano rinunciare a qualsiasi difesa.

Ma il greco parte e subito esita cercando intorno qualcuno a cui passarla, cosa che rianima i difensori Scavolini. Per fortuna Antonis è in tale vantaggio che può comunque riprendere e concludere.

Ecco quello che non mi è piaciuto della sua partita è averlo visto anche in altre situazioni alla ricerca di qualcun altro a prescindere. Intendiamoci, un giocatore che guardi oltre al suo possesso del momento fa sempre bene ma da uno come Fotsis ti aspetti che sappia già, senza doverlo verificare,  quando la soluzione migliore passa ora, subito, adesso da una sua iniziativa diretta e personale.

Due parole sull'arbitraggio

Arbitraggio onesto a mio parere. Una Milano in debito di concentrazione ed efficacia si è spesso arrangiata.

Ma quello che era giusto ieri allora era sbagliatissimo giovedì, quando invece nel secondo tempo una Pesaro ugualmente in debito fisico e di idee è stata costantemente sostenuta con continui viaggi in lunetta. Ma quello, come impone il pensiero chiabottiano, è per avere playoff divertenti...

Agevoliamo il filmato?

Leggo nell'articolo dell'ottimo Valenti  su Repubblica una situazione quanto meno curiosa che non avevo notato in diretta: nei megaschermi dell'Adriatic Arena venivano fatti girare i replay della Rai durante la partita.

Cosa che solleva tanti interrogativi di opportunità. Si spera che il Presidente di Lega Renzi abbia notato anche se da uno che faceva visite di cortesie a chi non pagava gli stipendi non si può sperare particolare incisività...

Non inquartarsi nella quarta

I temi rimangono uguali credo da entrambe le parti anche perché il tempo non permette aggiustamenti tattici sostanziali. 
In questo quadro Milano non deve permettere a Pesaro di pescare altre risorse oltre a quelle solite perché appunto, nel conto della serva finale, Cavaliero è stato decisivo. 
E non mi sembra né bello né istruttivo...
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