Mine Goes to Eleven


Per parlare di basket bisognerà aspettare di vederla questa clamorosa rimonta siglata e sigillata da Malik Hairston (che l'abbiamo noi Malik Hairston...).

Per adesso ci limitiamo a citare This is the Spinal Tap: la nostra Olimpia va fino a 11, undici vittorie consecutive iniziate proprio in campionato con Venezia e concluse con questo sweep che ci mette in semifinale come Sassari, in missione per conto di Dio dopo i due buzzer beater consecutivi di Diener e Vanuzzo contro la Virtus.

Cantù e, incredibile dictu, Siena sono invece attese almeno da gara 4 con Pesaro e con Varese: passeranno sicuramente, d'altronde sono le finaliste designate dagli addetti ai lavori fin da settembre ma per stasera l'Olimpia è one louder...

Sui quarti passati


Dopo la visione anche della terza vittoria sulla Reyer possiamo dare una valutazione complessiva del nostro debutto nei playoff sulle 3 partite.

Innanzitutto l'MVP da dividere equamente fra il front-end Malik Hairston e il back-end Antonis Fotsis, evidente il primo, top scorer con percentuali stellari, fondante il secondo, rimbalzista principe e collante degli intangibles.

Cook ha le mani piene dalla marcatura di Clark che annulla per una partita e mezza, amministra bene (con lui in campo il miglior plus/minus dopo quello di Hairston) ma perde il momento magico nel tiro della lunga distanza.

Bourousis pesa sulla serie anche se non lascia un segno decisivo in nessuna delle tre. Pesa perché Venezia può solo arrangiarsi per gestire la sua presenza e quindi deve scendere a compromessi tecnico- tattici.

Mancinelli e Gentile lasciano il segno in attacco con Alessandro decisivo nel finale di gara 3 ma la serie sopra le righe di Rosselli, sottoposto alle loro marcature, ci fa essere un po' critici nei loro confronti.

Dentmon oggetto misterioso: il debutto è quasi entusiasmante ma dalle restanti apparizioni non si cava nessuna indicazione significativa. Giachetti nel complesso utile ma un po' frenato dal fatto che in campo con Dentmon lui deve diventare il ragionatore-gestore e non lo è.

Radosevic, Rocca e Melli si prendono una partita a testa per mettere la loro firma e ci portano alla nota finale sulla gestione di Scariolo.
Innanzitutto avere un roster ampio è un vantaggio solo virtuale se poi effettivamente non utilizzi in maniera significativa tutti gli uomini a disposizione.

Ma su questo punto la gestione scariolana è stata direi impeccabile nel senso che fin da gara 1 è stata evidente la volontà di usare tutti (solo Filloy è rimasto a riposo) anche assumendosi il rischio di perdere l'abbrivio positivo schierando quintetti tutti di "riserve".

Ad esempio in gara 3 Venezia prende ritmo a cavallo del primo e secondo quarto quando noi abbiamo schierato Giachetti, Dentmon, Gentile, Melli e Radosevic.
Rischio che poi diventa guadagno alla fine quando Gentile e Melli sono nel quintetto della rimonta finale con giocate importanti e clutch.

Una scelta vincente quindi, un po' come la zona che mette in confusione Venezia sempre in gara 3: certo lo dice il senno di poi ma sono ben poche le decisioni giuste a prescindere dagli esiti.
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