Verdi i suoi occhi e ha un sorriso per me


Partita emozionante fino alla fine. 

Grazie alla tenacia e all'orgoglio di Treviso che tiene sulla corda una Milano paziente, quasi cinica e a volte molto bella nel close combat ma immediatamente farfallina e distratta non appena i vantaggi diventavano più consistenti.

Ma di certo partita molto lontana da quella sciagurata che facemmo all'andata contro i biancoverdi.

Master Chef Cook

Il mio personale MVP non lo consolerà del furto subito in casa durante la trasferta veneta. 

In ogni caso un Cook straordinario nelle cifre e nel tempismo delle iniziative personali: nel terzo quarto rintuzza praticamente da solo ogni tentativo di rientro biancoverde, vuoi con le bombe da 3 (dove ormai fa pagare regolarmente dazio a chi lo battezza) vuoi con gli assist.

Sul finale la stanchezza dei 34 minuti porta a due palle perse che potevano fare danni peggiori ma i due recuperi e la bella azione in cui lui diventa finalizzatore e Bourousis suggeritore mettono i titoli di coda.

Ben Ortner, perché ci odi?

E' dai tempi di Reggio Emilia che Ortner si esalta ogni volta che ci affronta. Viene voglia di verificare se l'austriaco ha avuto qualche trisavolo ucciso nelle 5 Giornate di Milano...

Ieri sera bravo lui e bravo direi anche Sasha DJ a capire che un Bourousis inarrestabile in attacco (a un certo punto sembrava destinato a battere il suo high contro Venezia...) andava fatto lavorare e messo in difficoltà in difesa.

Polleria RadoMelli

Sfoggio di pollaggine contro il suddetto Ortner ma direi in generale per Radosevic e Melli, troppo soft e spesso indecisi: nella Milano che non scappa mai oltre i 10 punti di vantaggio c'è il loro zampino come quello di un Giachetti che la passa bene ma la tira male e fatica difensivamente.

Dietro la lavagna ci va anche Mancinelli nonostante la schiacciata sul davvero ben condotto contropiede che vale il +8 sul 64-72: fa bene nel quarto iniziale di supremazia ma nel resto del match, più complesso, sembra non essere mai punto da vaghezza di un impegno efficace.

Però schiaccio e vi faccio felici

Hairston alla vigilia lamentava un problema al tallone post Teramo. E' probabilmente quello che lo limita nella mobilità laterale dove l'abbiamo visto in difficoltà soprattutto difensivamente su avversari più piccoli.
Esplode come al solito una stoppata e una schiacciata da highlights.

Da highlights anche la combinazione volante in contropiede conclusa da Fotsis su suggerimento, manco da dirlo..., di Cook. E' la perla di un Antonis piuttosto silente per il resto dove silente è da intendersi come lavoro silenzioso: 7 rimbalzi e un Goree ben limitato.

Aria di casa

Il ritorno nel PalaVerde in cui è esploso fa molto bene ad Alessandro Gentile, a mio parere alla migliore prova in maglia Olimpia.

Migliore anche di quella con Cantù perché è un percorso a crescere e non a decrescere: soffre molto con Viggiano nel primo tempo fino a regalargli anche un 3+1 che gli merita la panchina.
Ma nel secondo tempo è una delle chiavi della vittoria a rimbalzo e con iniziative e tiri ben presi e ben eseguiti.

Sulla Treviso di oggi

Pur in assenza del suo leader Sani Becirovic i ragazzi di Djordjevic hanno pienamente onorato la storia gloriosa della Marca cestistica nell'ultima partita casalinga firmata Benetton.

Il mio amato Bulleri parte con la consueta generosità ma alla lunga finisce per incartarsi in scelte mal consigliate e/o mal eseguite. 
Come ex molto meglio di gran lunga Jeff Viggiano con un primo tempo da percorso netto di chi vuole vincere il confronto con il suo sostituto Gentile e regala begli esempi del suo atletismo e combattività pur andando a peggiorare nel corso del match.

Mi è piaciuto Mekel mentre De Nicolao e Cuccarolo mi sembrano per motivi diversi abbastanza inadeguati al massimo campionato

Sulla Treviso di ieri e di domani

Riassumere in poche parole i 30 anni di una società modello quale è stata la Benetton Treviso è praticamente impossibile. Possiamo constatare soltanto di come sia una grave perdita per un movimento in crisi perdere una realtà per anni all'avanguardia nelle idee e nelle iniziative.

Viene da chiedersi se senza il caso Lorbek nell'annata successiva all'ultimo scudetto con David Blatt in panchina le decisioni successive dei Benetton sarebbero state diverse: a mio parere si, il pasticciaccio di allora (dove, come nel recente caso Thomas, alla fine c'erano pesanti responsabilità della FIP in termini di omesso controllo visto che sarebbe bastato avvertire che Erazem sarebbe stato il 19° tesserato...) che scatenò tutta una lotta politica e di interessi che ancora nel 2010 sembrava aperta a stravolgimenti, contribuì a minare gli entusiasmi.

La mia speranza è naturalmente che Claudio Coldebella, succeduto al compianto Enzo Lefevbre riesca a portare a termine il passaggio a quello che, se non ho capito male, verrebbe a configurarsi come consorzio sul modello di quello varesino.

A onor di cronaca va detto che per quella che era sicuramente l'ultima partita targata Benetton ma alle brutte potrebbe essere anche l'ultimo match di basket ad alto livello mi aspettavo un Palaverde non solo gremito ma almeno pieno se non esaurito.

Che non è certo una critica al calore dei presenti ma alla disaffezione degli assenti, che rischia di suonare come un deterrente per chi deciderà di prendersi la responsabilità di continuare  a proporre basket trevigiano.

Dentmon si, Dentmon no

Già ai tempi dell'arrivo di Bremer c'erano due partiti ovvero chi vedeva la necessità di un esterno e chi di un giocatore interno preferibilmente rimbalzista (ad esempio Oscar Eleni vede nella partita di Cook a Treviso l'evidenza di questa tesi).

Personalmente ero del primo partito e nella partita di Treviso ne vedo allo stesso modo una conferma: Cook grandioso ma con un Giachetti relativamente efficace nel sostituirlo in toto giunge alla fine in leggero affanno.
Soffriamo poi le iniziative di un pié veloce come Gal Mekel: chi mandi sul quel tipo di giocatori? Sempre Cook?

Sulla questione rimbalzi nella partita con Treviso notiamo una chiave tattica molto interessante: quando mettiamo Fotsis e Bourousis sull'arco e mandiamo Hairston e Gentile sotto guadagnamo possessi supplementari spesso decisivi.
Malik e Sandro prendono 7 rimbalzi offensivi, 4 nel solo ultimo quarto.

I rimbalzi insomma si prendono in tanti modi, non solo avendo scritto lungo rimbalzista sulla carta di identità :)
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