Tanto Gentile e tanto onesta


La vittoria nel derby è molto più larga e convincente del punteggio finale. Diciamo che sta nel 36 a 17 che in 12' ci fa passare dal 2-9 dell'8' al 38 - 26 dell'intervallo.
Sta li molto più che nel garbage time finale che vale a Cantù il recupero dal -17 al 37'.

Superino & Superone & Superissimo

Una partenza di rincorsa propiziata dalla nostra panchina che trova nella sua profondità l'arma per ribaltare un inizio pessimo in cui Milano sbaglia tanto anche per sfortuna e Cantù segna ma troppo poco, cercando di buttarla subito sullo sparacchiamento da 3.

Il primo Superino è Radosevic che con una bella penetrazione frontale suona la carica e disputa una prova convincente sporcata solo dai liberi sbagliati (piuttosto inspiegabili per chi arrivava a questa partita con un ottimo 18 su 21 complessivo).

Superone è Fra Jacopo Giachetti, rispolverato per l'assenza di Bremer infortunato e assolutamente grandioso nel farsi trovare pronto dopo tante partite da spettatore o da scampolista non troppo convincente: 12 punti con 3 triple e un 2 +1 che orienta il match nel verso giusto.

Lo accompagna nell'impresa Superissimo ovvero Alessandro Gentile al suo season high in maglia Olimpia. 
Dato in dubbio alla vigilia per problemi muscolari confeziona invece una grande prestazione, sfruttando il suo punto forte ovvero la capacità di attaccare di potenza il canestro e chiudere anche con il contatto.
In più mette la ciliegina sulla torta del percorso netto dai 6,75, distanza per lui spesso ostica.

La primavera di Bourousis

Sono dunque le "riserve" a svoltare un match dove il quintetto base convince poco o nulla almeno per tre quinti.
Anonimo Fotsis, Mancinelli pervenuto solo per la palla rubata e la schiacciata conseguente, Hairston poco incisivo, Cook complessivamente senza infamia e senza lode ma senza squilli degni di nota.

Per fortuna prosegue invece la primavera di Bourousis che nelle ultime 6 partite sfiora mediamente i 20 punti a partita e i 10 rimbalzi con percentuali lustre sia da 2 che da 3. 

Rivela sempre più un animo nascosto da gran gigione: imperdibile la carezza sul capo di Schizo Perkins dopo averlo stoppato così come l'asciugatura prolungata del pallone dopo che lo stesso Perkins aveva sbagliato il libero con il pallone appena asciugato.

Cicoria mastro di chiavi e guardia di porta 

Non rammarichiamoci troppo di non essere riusciti a provare a ribaltare il gap dell'andata. Tanto non sarebbe mai successo con Cicoria di guardia, ennesima incarnazione con i suoi due compari della linea arbitrale già vista con Caserta, con Venezia e con Montegranaro.
Milano va calmierata, tenuta sotto scacco, non va fatta esaltare e quindi non appena il vantaggio diventa disdicevole i fischietti gonfiano i paracadute spolmonandosi.
La penultima azione della partita è ininfluente ma allo stesso comica ed emblematica dell'interpretazione data alla partita: Cantù tenta di andare a canestro in un tripudio di falli, passi, palming mentre i 3 grigi guardano altrove fino a rendersi conto della necessità di regalarle due liberi...

Su Cantù

Difficile dare oggi una valutazione di prospettiva in assenza di Shermadini e Micov (quella di Scekic possiamo darla per coperta con Brunner)
Non mi avevano convinto con Casale, prestazione eroica con Siena (che però nella bollitura fisica sembra aver perso il cinismo che solitamente le avrebbe fatto tenere il vantaggio acquisito nei momenti topici), spenti con Milano, nascondendo nel garbage time finale il distacco netto.

Di sicuro non mi convince Perkins, match winner con Siena con la prestazione dell'ultimo quarto e del supplementare ma che continua a sembrarmi estraneo a una squadra molto quadrata come la Bennet.
Non consideriamo l'atteggiamento a metà tra lo spiritato e il clownesco ma l'aspetto tecnico: Perkins è bravissimo ad estrarre da situazioni ingarbugliate di brutto basket azioni positive. Il problema è che la causa del brutto basket è lui stesso.
Per capirci è il giocatore che ti può prendere un clamoroso rimbalzo d'attacco dopo un tiro scriteriato e scentrato e trasformarlo in un assist. Però il tiro scriteriato e scentrato l'ha fatto lui...

Panda Basile stasera vede 2 canestri e 10 avversari da tanto è inciuchito (quando viene al Forum è sempre stanco, porello...). Però siccome è tanto tenerone gli vengono regalati 4 falli subiti, figli dello stesso stucchevole protezionismo mediatico che gli valse un immeritato titolo di MVP del campionato.

Parentesi di coaching

Dopo la prestazione di Giachetti pensavo come da fuori sia sempre troppo facile (anche per pregiudizi) vedere negatività. Ad esempio ripensavo ai giudizi su "Scariolo che umilia Giachetti con questi minutaggi ridotti..."

Ma quello che ci hanno dato oggi giocatori che ci piace troppo immaginare come emarginati e quindi scontenti e quindi perduti dovrebbe farci capire come le dinamiche e gli equilibri di un team sono più variegati e complessi dei tempi di una partita.

E anche che le motivazioni e le convinzioni individuali se ci sono prima o poi vengono fuori, magari proprio in occasioni importanti. E sempre pensando a Giachetti faccio notare come sia stato più spesso decisivo di Nicholas nonostante l'evidente differenza di valore assoluto.

Drew Nicholas a cui auguriamo buon compleanno. Per il regalo sappiamo che è già ampiamente coperto come apprendiamo da Twitter...

Nicholas pagato a pieno

Fuori luogo

I canturini sempre e comunque. 
A partire da quelli che non sai se sono sprovveduti o provocatori e si spargono per il palazzo per arrivare a quelli recintati che, come al solito, tentano di tracimare come è tipico del bestiame.

Fuori luogo e molto anche spendere un inutile striscione per insultare Cinzia Lauro che dopo una vita nell'Olimpia lavora oggi nello staff di Cantù. Fuori luogo perché non parliamo di un ruolo e di uno stipendio paragonabili a quelli di giocatori o allenatori e quindi non parliamo di scelte di principio possibili a prescindere.

Parliamo di lavoro quotidiano che ci accomuna tutti, anche nel mangiare le minestre che pensavamo di non dover mangiare mai.

Riassumendo

Vittoria che dice che stiamo bene e quindi dobbiamo essere capaci di non distrarci fino alla fine della stagione, soprattutto perché, con l'aria che tira, ogni distrazione ci verrà fatta pagare con gli interessi.

Stiamo bene anche se può preoccupare la tempistica dell'infortunio di J.R. Bremer. Ma con questo Giachetti e un Simmons comunque da inserire non possiamo piangere miseria preventiva: siamo oggettivamente più profondi e in buona salute della Cantù e della Siena attuali.

Quindi a little less conversation, a little more action esattamente come in questo derby

P.s.: Segnalo, a proposito di profondità, la scheda di Juan Fernandez, il giovane argentino che abbiamo acquistato - e italianizzato, addirittura senza matrimoni di comodo (Qualcuno ha detto Stonerook?) o convocazioni a fare lo spettatore in Nazionale (Qualcuno ha detto Maestranzi?) - per la prossima stagione.

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