Come violinisti sordi


I violinisti sordi hanno ben ragione a snobbare Cremona: non avendo la possibilità oggettiva di apprezzare uno Stradivari rispetto a un violino cinese di compensato poco interesse coltivano per la patria della liuteria.

Non è altrettanto chiaro quali siano i motivi che giustificano il disinteresse dei cestisti milanesi verso la citta delle tre T.
All'ombra del Torrazzo giunge una sconfitta meritata, direi meritatissima perché figlia di una insopportabile sufficienza e superficialità di interpretazione.

Giocare in economy mode

L'Olimpia ha la presunzione di giocare al risparmio di benzina, accelerando il minimo possibile e mettendo poi in folle convinta di arrivare comunque prima al traguardo, di puro abbrivio. E invece si ritrova sempre di fianco e poi davanti una Cremona che semplicemente non smette di pedalare mai pur senza prodursi in oggettivi sprint irresistibili.

Mancinelli per esempio...

Viene in mente il famoso detto del leone che utilizza la medesima forza per uccidere il coniglietto come il bufalo. Da noi stasera erano tutti convinti che per uccidere Cremona dovesse bastare un morsino di cortesia.

Scegliamo uno ma potremmo scegliere qualsiasi altro (escluso forse Hairston...) come epitome della mancanza della giusta crudeltà agonistica: Stefano Mancinelli nel terzo quarto con Milano avanti e in controllo apparecchia uno 0 su 5 da 2 in cui spiccano i tre assist di Cook sprecati in maniera incredibile per pigrizia di interpretazione.
Per confermarvi quanto possa essere menzognero il plus/minus di cui parlavamo l'ultima volta, Mancinelli chiude a +10...

E' una Milano che poteva essere tranquillamente sulla doppia cifra di vantaggio e invece rimane in un limbo che sconterà nell'ultima frazione dove va in confusione e, diciamolo, in puro terrore quando si trova a gestire il punto a punto.

Come studenti alla vigilia dell'esame

Da dove nasce la brutta, bruttissima gestione del testa a testa finale? 
Chiamiamola la sindrome della vigilia dell'esame di quegli studenti che realizzano di aver sprecato tutto il tempo a disposizione per prepararsi con calma e mettersi al sicuro.
Provano a mettere una pezza con la maratona delle ultime ore ma la testa è vuota, la percezione dello spreco fatto è chiara e la convinzione di poterla sfangare comunque resta ai minimi termini.

Esito? Bocciatura su tutti i fronti.

Su Cremona

La Vanoli vince di quantità perché la qualità delle cifre sembra bassa anche negli highlights di Rich e Milic. Ma questo è appunto il pregio della sua partita, un pedalare ostinato anche contro vento, con l'ammirevole convinzione che Milano non sarebbe mai diventata un puntino lontano.
E quindi più ancora dei due già citati il suo MVP di serata è l'oscuro macchinista Perkovic con la sua bomba dell'aggancio a 64 pari.

In ogni caso il peggiore è quello della sirena antiaerea: sinceramente credo sia insopportabile anche per chi tifa Cremona...

Sottovalutiamo? Allora meglio ottavi

E' una sconfitta che mette fortemente in dubbio la possibilità del secondo posto. Ma con questo atteggiamento il secondo posto lo vedo solo come un rischio e non un vantaggio.

Nel ritorno, tolta Siena, abbiamo perso con Varese (battuta nettamente all'andata) Sassari (idem), Cremona (idem con patate). Contro le prime 7 della classifica siamo 7 vinte e 4 perse, con quelle dal nono posto in giù siamo 7 vinte e 6 perse.
Solo noi e Bologna siamo riusciti a perdere sia con Cremona che con Teramo.
E siamo allo stesso tempo la squadra che ha vinto in casa del Pana o nella bolgia di Belgrado....

Mi sembra evidente che pecchiamo di sottovalutazioni degli avversari e giustamente veniamo inchiappettati di conseguenza. 
E allora dico, nemmeno poi tanto come provocazione, piuttosto che arrivare secondi e pigliare sottogamba i quarti di finale, meglio arrivare ottavi e andare a sfidare subito Siena con l'atteggiamento giusto di chi sa che gli scudetti si vincono comunque in trasferta.
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