That's the way I like it (Reprise)


Poco prima dell'andata proprio contro i turchi parlavo dell'Olimpia di quest'anno come una squadra che non riusciva ad esprimere gioia sul campo di gioco.

Oggi è quindi bello poter gioire di una vittoria che Milano coglie al solo scopo appunto di regalarsi una serata di bel basket giocato visto che obbiettivi per noi non ne erano rimasti.

Ne erano rimasti invece ed importanti per il Fenerbahce che, vista la vittoria del Panathinaikos in Russia, rimane a una vittoria dalle Top 8.

Sui turchi

Il Fenerbahce Ulker è la squadra che ha vinto il girone di Cantù ma di questo parleremo un'altra volta. 

Per ora direi che siccome Savas si è presentato senza i baffi dell'andata non hanno presentato al Forum nulla di apprezzabile. Avevano millemila motivazioni più di noi ma hanno perso prima di tutto sul piano dell'intensità e della concentrazione.

Guidati da un Ukic disastroso che Cook, Hairston e Bremer hanno progressivamente spinto ai margini del match, sono sembrati privi di idee, grinta e ambizioni. Peker prova a buttarla in caciara ma quando Cook mostra di non avere nessuna paura nonostante le differenti categorie pugilistiche appare chiaro e inevitabile che saranno la seconda squadra turca dopo l'Efes a guardare le F4 di Istanbul alla televisione.

James Gist chiude con belle cifre, begli highlights in alley hoop e la chiara e netta impressione che sia uno che non sposta di una virgola gli equilibri veri della partita.
A Bogdanovic farei sempre un pensierino ma se Alessandro Gentile confermasse il tiro di questa sera potremmo già avere in casa una sua verosimile approssimazione.

L'arbitraggio

Sinceramente temevo porcherie assortite perché l'occasione per dare una spintarella a potenziali padroni di casa dell'atto finale poteva essere ghiotta.

Ma a parte qualche attimo di benevolenza la direzione di gara non è mai degenerata benchè qualche valutazione (tipo il doppio tecnico a Peker e Cook quando solo il turco questionava) sia stata fantasiosa.

Il rammarico 

I miei rimpianti sono a livello strategico più che tattico. Ovvero il problema non è tanto la tripla fallita di Fotsis a Istanbul piuttosto che la rimonta a metà su Kazan e anche sul Pana se vogliamo.

Il problema è stato la scommessa perseverata su Nicholas nel momento dell'infortunio di Hairston e forse anche il contare su un rientro in tempi ottimistici dello stesso Mago Malik. Il tutto concentrato nell'imminenza dell'inizio delle Top 16.

Quelle scelte insomma che hanno ritardato l'arrivo di J.R. Bremer in tempo utile. E' certamente senno di poi e, a posteriori, concordo sul fatto che il curriculum e la professionalità di Nicholas (ribadita più volte da Scariolo) meritassero un credito di fiducia.
Però appunto la quadratura del cerchio poteva essere tentata anche prima in tempi più utili per inseguire un risultato apparso possibile.

Flyin' High Again

Mago Malik Hairston aggiorna a 27 punti il suo career high in Eurolega in una partita in cui uccide scientificamente ogni tentativo di reazione dei gialloblu alternando assalti al ferro e conclusioni dalla media.
Manca per poco quello che sarebbe stato l'highlight della serata sul suggerimento di alley hoop di Cook.

Vai così, Omar J. Brooks

Altra ottima partita per Omar J. Brooks, il play mitologico nato nella mia mente dalla fusione di Omar Cook e J.R. Bremer.
Omar Cook smazza assist e punisce da 3 punti in una partita in cui la voglia di ripagare Ukic delle fatiche dell'andata era evidente.

Bremer piace soprattutto in un paio di entrate che insieme a quelle di Hairston evidenziano come il bradipismo difensivo non sia solo del nostro Bourousis ma anche dei pari tonnellaggio tipo Savas, Peker o Vidmar.
In generale ieri sera tutti i big man, da una parte e dall'altra, meglio in attacco che in difesa.

Sezione Young Guns

Complessivamente una prova positiva dei nostri giovanotti. Compreso anche Melli che non brilla  ma difensivamente tiene il campo.
Bene Gentile anche nel tiro che solitamente non lo premia, positivo Radosevic la cui reattività in area non dovrebbe sembrare sempre poca cosa.
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